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Il Signore degli Anelli

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Lati Positivi

  • Molto fedele ai film di Peter Jackson
  • Grafica e sonoro di ottimo livello
  • Longevità superiore alla media
  • Combattimenti ben strutturati

Lati Negativi

  • Fin troppo lineare
  • Alla lunga diventa ripetitivo
  • I personaggi giocanti non hanno certo il carisma dei veri eroi tolkeniani

Hardware

Per tuffarvi nella Terra di Mezzo bastano una confezione originale del gioco, una Playstation 2 PAL e un joypad (due per la modalità in multiplayer). Il gioco vanta inoltre la certificazione di qualità THX e supporta la codifica audio in Dolby Pro-Logic II.

Multiplayer

E' possibile giocare in modalita cooperativa fino a due giocatori contemporaneamente.
Recensione

Il Signore degli Anelli, La Terza Era

Berethor Guardia della Cittadella di Gondor, Idrial di Lothlorien, Elegost dei Dunedain, Hadhod del Clan di Fundin, Morwain del Penmark e Eaoden del Riddermark. Non saranno famosi come gli eroi della Compagnia dell'Anello, ma sono altrettanto decisi a spezzare il dominio di Sauron e a far trionfare la pace e la libertà nella Terra di Mezzo. Benvenuti nella Terza Era...

di Francesco Destri, pubblicato il

Il sogno di ogni amante della Trilogia tolkeniana è sempre stato quello di rivivere le vicende de Il signore degli anelli sotto forma di Gioco di Ruolo, ma per un motivo o per l'altro questa possibilità non si è mai tramutata in un titolo in grado di riportare su schermo la vastità e il fascino della Terra di Mezzo, nonostante alcuni tentativi tutt'altro che disprezzabili (si pensi ad esempio ai due RPG di Interplay di inizio anni '90).
Questa tendenza non sembrava essere cambiata nemmeno con il trionfo dei tre film di Peter Jackson, che dal momento della loro uscita nelle sale hanno dato vita a tre action-adventure e a uno strategico in tempo reale ma non a un vero e proprio Gioco di Ruolo, o almeno fino alla scorsa primavera, quando Electronic Arts annunciava ufficialmente di essere al lavoro su un RPG ambientato interamente nella Terra di Mezzo e con forti legami ai personaggi e alle vicende narrate nella Trilogia "jacksoniana-tolkeniana".
C'era già chi a questo punto sperava di far combattere Aragorn, Gimli, Legolas o di pronunciare incantesimi nei panni di Gandalf e quando si è saputo che Il Signore degli Anelli: La Terza Era non avrebbe permesso tutto ciò, o almeno non del tutto, è apparso inevitabile un briciolo di delusione.

LA PICCOLA COMPAGNIA DELL'ANELLO

In questa specie di spin-off dei tre film non impersoneremo infatti gli eroi della Compagnia dell'Anello, che comunque incontreremo nel corso dell'avventura, bensì sei personaggi creati per l'occasione tra cui Berethor, compagno fedele di Boromir, Idrial, elfa vicina a Galadriel, il Ramingo Elegost e il Nano Hadhod, tutti estremamente somiglianti nella fattezze e nella caratterizzazione fisico-psicologica ai protagonisti dei tre film di Peter Jackson (impressionante ad esempio la somiglianza di Elegost a Viggo Mortensen o di Hadhod a John Rhys-Davies). Lo scopo del nostro peregrinare nella Terra di Mezzo è essenzialmente quello di ripercorrere il tragitto di Frodo e compagni e non a caso visiteremo quasi nello stesso ordine i luoghi della Trilogia, incontrando mostri e creature assortite assolutamente fedeli a quanto visto nella trilogia cinematografica.

Per quanto riguarda l'approccio ruolistico messo in piedi dagli sviluppatori, siamo di fronte a un RPG fortemente indebitato con i modelli nipponici degli ultimi capitoli di Final Fantasy, ben visibili sia nella gestione del combattimento, sia in quella dei personaggi giocanti, ognuno con le classiche caratteristiche fisiche (forza, destrezza, costituzione ecc.) e le varie abilità magiche o meno. Da questo punto di vista il gioco offre una profondità apprezzabile, visto che il numero di attacchi speciali a disposizione è soddisfacente e che gli oggetti da raccogliere, seppur presenti in misura decisamente inferiore rispetto a un Beyond Divinity (giusto per citare un Gioco di Ruolo recente), sono presenti in quantità davvero notevole.
Gli unici due modi per raccogliere questi oggetti, che vanno da erbe curative a unguenti per migliorare la capacità dell'armatura, consistono nell'aprire degli scrigni che troveremo lungo il nostro cammino o nel depredare i mostri uccisi, scelta che scontenterà molto probabilmente chi si aspettava un approccio più profondo e alla materia ruolistica.
Va infatti precisato che Il Signore degli Anelli: La Terza Era è un RPG dedicato sostanzialmente a chi non è per forza un appassionato del genere; potremmo definirlo quasi come un titolo propedeutico per chi non si è mai affacciato su questi lidi e ciò ha comportato uno sviluppo del gameplay quanto mai lineare e intuitivo, quasi interamente basato sui combattimenti e su una componente esplorativa che non rappresenta di certo il volto migliore del gioco.

REALISMO INNAZITUTTO

Nonostante la presenza di una mappa, il percorso che dovremo compiere con il nostro party, purtroppo limitato nelle sessioni esplorative a un solo personaggio da comandare, è quanto di più scontato e lineare potessimo aspettarci. Un'unica strada percorribile (al massimo due o tre) è infatti quanto ci aspetta nel gioco e l'assenza di percorsi alternativi, e quindi di quest da completare nell'ordine che vogliamo, non è mai una scelta ottimale per un Gioco di Ruolo.

Le missioni da completare sono fornite così in un solo ordine possibile e le uniche scelte che dobbiamo compiere, contrariamente alla maggior parte dei titoli ruolistici, si limitano al dosaggio dei punti esperienza da assegnare alle varie caratteristiche, alle abilità da sviluppare e all'ordine in cui fare attaccare i nostri eroi in fase di combattimento.
A questo proposito va detto che gli scontri con i nemici avvengono per puro caso da un momento all'altro del gioco, senza la possibilità di vedere in anticipo (a parte rarissime occasioni) chi ci attaccherà; questo approccio, unito alla gestione degli attacchi a turni, fa assomigliare Il Signore degli Anelli: La Terza Era a un RPG di chiaro stampo nipponico (oltre ai già citati episodi di Final Fantasy vengono in mente anche Skies Of Arcadia o Grandia II).
Per molti ciò non rappresenterà forse un pregio, ma va detto che i combattimenti, assolutamente primari nell'economia del gioco, sono risultati molto divertenti e ben concepiti, nonostante la possibilità di attaccare con al massimo tre personaggi anche quando il nostro party sarà composto da sei eroi.
Più che nei meccanismi del gameplay, che agli occhi di un ruolista esperto suoneranno tutt'altro che originali, il gioco trova il suo punto forte nella fedeltà all'opera letteraria e cinematografica osservata dagli sviluppatori. A parte decine di filmati presi dai tre film, che aiutano non poco a immedesimarsi nella vicenda, Il Signore degli Anelli: La Terza Era contiene infatti moltissimi elementi che richiamano molto da vicino l'iconografia jacksoniana della Trilogia, partendo dalle location (si veda tutta la parte ambientata a Moria) per finire con i mostri e con la stessa caratterizzazione dei personaggi, che seppur non presenti nel corpus tolkeniano sembrano veramente essere usciti dalle pagine del grande scrittore inglese.

COLONNA SONORA DA OSCAR

A ciò bisogna poi aggiungere una longevità notevole, visto che abbiamo completato il gioco in circa trenta ore scegliendo il livello di difficoltà medio, senza dimenticare la presenza di una Modalità Malvagia che ci permette di combattere nei panni delle creature di Sauron proprio contro i valorosi eroi del Bene.

Non si tratta certo di un'aggiunta fondamentale, ma va comunque apprezzato lo sforzo degli sviluppatori nel fornire un'avventura decisamente lunga anche se difficilmente rigiocabile vista la concezione lineare delle quest. Siamo insomma di fronte a un titolo caldamente consigliato non solo ai fan della Trilogia dell'Anello, finalmente alle prese con un Gioco di Ruolo (seppur, per certi versi, all'acqua di rose), ma anche a chi non ha mai affrontato tale genere, magari spaventato dall'eccessiva difficoltà nell'amministrare un party.
Qui infatti è tutto molto semplice e intuitivo e non si corre mai il rischio di vagare nei vari livelli senza saper bene cosa fare o dove andare, anche se rimane una certa insoddisfazione per una linearità troppo marcata che di fatto tende a indirizzare l'avventura su un unico binario possibile.
Dove il gioco non mostra quasi nessun segno di cedimento è invece nel comparto grafico-sonoro, pari, se non superiore, a quanto già visto nell'ottimo Il Signore degli Anelli: Il ritorno del Re. Ad esclusione dei filmati di intermezzo, realizzati a tratti in maniera fin troppo sbrigativa, il quadro grafico si avvale infatti di un eccellente impatto riscontrabile sia nelle sezione esplorative, dove si può ammirare l'ottimo lavoro svolto in sede di location-design, sia nei combattimenti, dove ottime animazioni e un uso quanto mai spettacolare della palette cromatica rendono gli attacchi speciali una vera gioia per gli occhi. Il dettaglio dei visi e delle armi non è forse elevatissimo, ma anche in questo caso siamo su livelli superiori alla media così come nel reparto sonoro, dove il buon doppiaggio italiano e lo score musicale di Howard Shore fanno il loro dovere in maniera egregia.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Atteso con una certa impazienza da tutti gli appassionati tolkeniani, questo Gioco di Ruolo targato Electronic Arts supera brillantemente la prova della sufficienza, ma manca l'appuntamento con l'eccellenza a causa di qualche difetto nella concezione del gameplay dovuto a una linearità molto marcata, a una certa ripetitività dopo le prime cinque-sei ore di gioco e all'impossibilità di gestire le quest a proprio piacimento, qualifica quasi fondamentale nella maggior parte dei titoli ruolistici. Se però si riesce a superare questo limite, deciso molto probabilmente per non scoraggiare i meno avvezzi al genere, Il Signore degli Anelli: La Terza Era può dare parecchie soddisfazioni; i combattimenti in stile Final Fantasy sono risultati particolarmente efficaci, la longevità è quasi miracolosa (non ve la caverete in meno di trenta ore) e si respira un'atmosfera realmente tolkeniana che da sola varrebbe l'acquisto del gioco. Aggiungiamo un reparto tecnico di ottimo livello e il risultato non potrà che essere positivo sotto quasi tutti i punti di vista. Diciamo quasi perchè ci aspettiamo, magari in un futuro nemmeno troppo prossimo, un titolo meno lineare, più complesso e in grado di farci impersonare, invece che sei illustri sconosciuti, i veri eroi de Il Signore degli Anelli. Per ora però gustiamoci questo lungo e divertente affondo nella fantasy più classica, che non sarà certo un capolavoro ma che darà molte soddisfazioni agli appassionati del genere.