Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
54,90 Euro
Data di uscita
28/12/2003

Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re

Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Genere
Azione
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
28/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
54,90 Euro

Lati Positivi

  • Graficamente superbo
  • Audio certificato THX
  • Combattimenti a non finire
  • Location suggestive
  • Un'esperienza puramente cinematografica

Lati Negativi

  • Ripetitivo
  • Molto lineare
  • Si può salvare solo a fine livello
  • Pochi elementi avventurosi e ruolistici

Hardware

Il gioco è stato testato su un Athlon XP 2000, 1 GB RAM e una GeForce 4200 Ti a una risoluzione di 1024x768 pixel senza mostrare alcun rallentamento anche nelle situazioni più affollate (e vi assicuriamo che non sono poche). Per giocare a una risoluzione più bassa saranno invece sufficienti un processore a 1 GHz, 512 MB RAM e una scheda 3D con almeno 64 MB RAM.

Multiplayer

E' possibile affrontare le avventure della Compagnia dell'Anello in modalità cooperativa con un altro giocatore, ma non è previsto un vero e proprio supporto multiplayer on-line.

Link

Recensione

Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re

Un gioco per domarli, un gameplay per impegnarli, una grafica per sbalordirli, un sonoro per elettrizzarli, sei personaggi per divertirli. Questa la formula magica voluta da Electronic Arts per il suo secondo appuntamento con la Trilogia dell'Anello. Chissà se questa volta il videogioco potrà fare davvero concorrenza al film; le possibilità per riuscirci non mancano di certo.

di Francesco Destri, pubblicato il

A pochi mesi di distanza dall'uscita del videogioco de Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, Electronic Arts aveva annunciato di essere già a buon punto con lo sviluppo del suo successore, che infatti ritroviamo oggi a un anno di distanza in piena esplosione tolkeniana (negli USA il nuovo film della trilogia di Peter Jackson ha infatti battuto ogni record di incassi nel primo weekend di programmazione) e con una buona dose di aspettative da parte di tutti coloro che pur colpiti dal discreto predecessore si aspettavano una più incisiva maturazione a livello di gameplay, una realizzazione grafica finalmente al passo con i tempi e, dal momento che Electronic Arts ha sviluppato il gioco anche per PS2, Xbox, GameCube e Game Boy Advance, una "conversione" in grado di sfruttare tutte le potenzialità di un PC ben accessoriato. Andiamo a vedere se questa volta i tolkeniani "d.o.c." sono stati accontentati o se ancora una volta i loro eroi preferiti non sono riusciti a sfondare al botteghino videoludico come invece hanno fatto a quello cinematografico.

I NERI CANCELLI DI MORDOR

E' meglio chiarire subito che Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re è un sequel estremamente fedele de Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, almeno a livello di gameplay e di dinamiche di gioco, mentre sul versante "storico" siamo di fronte a quindici missioni ambientate in minima parte alla fine del secondo capitolo della Trilogia dell'Anello (non a caso la nostra avventura inizia al Fosso di Helm) ma soprattutto durante la terza parte dell'opera, dove l'originaria Compagnia dell'Anello, ormai divisa in tre parti ben distinte, riesce a combattere e a sconfiggere una volta per tutte Sauron, Saruman e le loro armate. Per questo motivo non impersoneremo un unico personaggio lungo tutto il gioco, ma avremo a disposizione ben sei eroi (sette con Gollum che però non potremo comandare) divisi in tre gruppi, ognuno dei quali seguirà un diverso percorso incontrando luoghi e nemici differenti. Potremo così scegliere Gandalf e seguire il suo cammino verso Minas Tirith e Gondor, optare per il trio di guerrieri formato da Aragorn, Gimli e Legolas e accompagnarli nei Sentieri dei Morti, oppure dare fiducia alla coppia Sam-Frodo e cercare di condurli tra i neri cancelli di Mordor evitando gli Spettri dell'Anello seguendo le indicazioni di Gollum per giungere infine al Monte Fato.
Come si può vedere già da queste poche indicazioni, Electronic Arts ha deciso di seguire minuziosamente l'originale percorso narrativo dell'opera di Tolkien e dobbiamo ammettere che tale scelta, oltre a non snaturare per nulla lo spirito originario del racconto, è già un elemento di grande interesse per quanto concerne la longevità.
La scelta del personaggio infatti determina anche il percorso da intraprendere e così, una volta terminata l'avventura nei panni di Gandalf, possiamo ad esempio passare a quella di Aragorn o di Frodo e, dopo aver terminato il gioco anche con questi due personaggi, rigiocare da capo le missioni scegliendo di impersonare Sam, Gimli o Legolas. Per fortuna gli sviluppatori hanno optato per una caratterizzazione abbastanza precisa dei diversi eroi dell'Anello e questo, come primo risultato, ha prodotto non solo un grado di immersività superiore a quanto sperimentato nel precedente episodio della serie, ma anche un fattore-rigiocabilità non comune a tutti i titoli di questo genere.

MAZZATE NELLA TERRA DI MEZZO

Già, ma di che genere stiamo parlando? Essenzialmente Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re è un titolo molto legato a schemi beat 'em up e hack 'n slash e questo significa in poche parole massicce dosi di combattimenti, di scontri corpo a corpo, di tanta sana (e adrenalinica) azione e di un pizzico di avventura e gioco di ruolo, due generi inscindibili da un immaginario così potente e variegato come quello de Il Signore degli Anelli.
Ogni personaggio ha a disposizione diversi tipi di attacchi e di combo, due armi principali (una da lancio, una a mano) e ulteriori potenziamenti che possiamo "acquistare" alla fine di ogni livello, quando, a seconda dei punti raccolti dai nostri attacchi, avremo una certa quantità di "slot" da spendere per potenziare il nostro alter-ego con attacchi secondari o anche con incantesimi nel caso avessimo scelto Gandalf; la quantità di punti dipende infatti dal valore dei nostri attacchi, nei quali potremo uccidere un nemico secondo quattro diverse modalità, da quella meno efficace a quella più efficiente nel caso riuscissimo a sbarazzarci dell'avversario con pochi colpi e senza subire alcuna ferita.
Più numerosi saranno questi attacchi e più punti avremo da spendere per il potenziamento di fine livello, ma non pensiate che questo sistema di miglioramento, unito al passaggio di livello, avvicini il gioco a un GdR, né tantomeno che i semplicissimi enigmi sparsi qua e là nel gioco e sempre contrassegnati da un cerchio colorato vicino all'oggetto da utilizzare richiamino un vero e proprio adventure. Per il suo secondo affondo nel mondo tolkeniano Electronic Arts ha deciso infatti di insistere quasi esclusivamente sul lato beat 'em up senza approfondire più di tanto quegli inserti più ragionati e "nobili" che pensavamo di ritrovare nel gioco completo dopo l'anteprima di alcuni mesi fa e dopo le dichiarazioni dei responsabili del progetto, che all'E3 di Los Angeles avevano insistito non poco su un presunto spessore avventuroso che a conti fatti non abbiamo però ritrovato.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Chi si aspettava un titolo in grado di apportare sostanziali modifiche al gameplay de Il Signore degli Anelli: Le Due Torri, rimarrà probabilmente deluso da questa nuova fatica tolkeniana targata Electronic Arts, visto che ancora una volta saranno i combattimenti e gli scontri corpo a corpo a tessere la tela del gameplay, con dispiacere di chi avrebbe preferito trovare anche qualche spunto avventuroso e ruolistico di un certo spessore. Questo comunque non va considerato come un limite. L'azione infatti è frenetica, i personaggi ottimamente caratterizzati, gli ambienti di gioco estremamente fedeli ai film di Jackson e la possibilità di rigiocare il tutto con un personaggio diverso garantisce una longevità che pochi altri titoli simili possono vantare. Tutto perfetto dunque? Non proprio. Dobbiamo infatti accontentarci di livelli che paiono la quintessenza della linearità e di una struttura che rischia di stancare già dopo qualche ora di gioco, anche perché l'impossibilità di salvare (se non a fine livello) rimane uno scomodo quanto incomprensibile retaggio da console e un fattore che tende ad alzare non poco un livello di frustrazione aumentato, anche da qualche bug non proprio trascurabile che a volte ci ha condotti alla morte senza un apparente motivo (inutile dire che attendiamo al più presto una patch risolutrice). Passando al lato tecnico, non possiamo che complimentarci con il produttore e sviluppatori per l'eccellente lavoro svolto sulle ambientazioni, sugli effetti visivi, sulla spettacolarità dei livelli e sugli splendidi giochi di luce e ombre che ci accompagnano lungo le quindici missioni del gioco, all'insegna di uno spettacolo cinematografico che trova anche negli eccezionali effetti sonori e nelle musiche due "compagni" di avventura di grandissimo spessore. Se tutto fosse stato allo stesso livello del reparto grafico-sonoro, avremmo avuto di fronte insomma un autentico capolavoro; così com'è Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re rimane invece un titolo divertente e longevo, ma segnato ancora da qualche leggerezza di troppo per poter puntare all'olimpo del miglior titolo action di fine anno. Nell'attesa dell'omonimo film potrebbe essere comunque un ottimo "passatempo", anche se di quelli un po' ripetitivi e poco originali.