Genere
ND
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
99.900 lire
Data di uscita
19/6/2001

Independence War 2: Edge of Chaos

Independence War 2: Edge of Chaos Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Infogrames
Data di uscita
19/6/2001
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
99.900 lire

Lati Positivi

  • Ottima trama
  • Musiche eccezionali
  • Sistema di controllo ben congeniato
  • Scontri avvincenti

Lati Negativi

  • Non è possibile rimappare i tasti
  • se non editando manualmente un file di testo

Hardware

Provato su un'Athlon a 700 MHz con scheda video GeForce 256 e 32 MB di RAM SDR, Independence War 2: Edge of Chaos ha mantenuto, con tutti i dettagli attivati, una fluidità dignitosa almeno finchè non si sono materializzati sullo schermo una quarantina di asteroidi, dieci navi e una base. In sostanza con un'odierna configurazione medio-bassa il gioco dovrebbe girare fluidamente. La presenza di un joystik con Hat Switch, otto tasti e leva per la potenza dei motori è caldamente consiigliata per godere al meglio dell'esperoienza di gioco di Edge of Chaos.

Multiplayer

Independence War 2: Edge of Chaos permette a otto giocatori di spararsi le peggiori cose che il vero pirata spaziale avrebbe a disposizione. Sono previste le classiche modalità di scontro (DeathMatch, Team Deathmatch, Capture the Flag) più un'inedita modalità Bomb Tag.

Link

Recensione

Independence War 2: Edge of Chaos

"Quindici anni in carcere sono lunghi... Quindici anni passati pensando alla riscossa. Ora, insieme a quattro amici che mi sono fatto nella prigione, sto finalmente riassaporando la libertà, sto finalmente per tornare a sfrecciare nello spazio. Sono Cal Johnson, pirata spaziale. Combatto per i soldi, per la gloria, ma soprattutto, per vendetta..."

di Daniele Francioni, pubblicato il

Gli scontri a fuoco risentono pesantemente di questa impostazione, risultando leggermente meno frenetici, ma allo stesso tempo ben più appaganti di quanto non accada con X-Wing, dato che rimanere dietro alle navi avversarie per più di quattro secondi è discretamente difficile (mentre in X-Wing e seguiti ci si appiccica al posteriore di un Tie-Fighter e non ci si stacca più almeno finche l'avversario non esplode in mille pezzi). Altra caratteristica interessante è la mobilità dei cannoni montati sulla nave: questi, infatti, verranno pilotati dal computer di bordo che calcolerà automaticamente il miglior punto dove sparare per avere buone chance di colpire l'avversario correntemente selezionato. Non tutte le armi però godranno di una mobilità tale da permettere di sparare anche agli avversari che stanno dietro la nostra nave, in particolare l'angolo di tiro di molti cannoni sarà tale da ricoprire solo l'area frontale alla nave.
La modularità dei mezzi a nostra disposizione ci viene in aiuto in questo senso, permettendo, per esempio di montare un Rapid Light PBC (frontale) e una torretta (totale) così da poter usare il primo (capace di provocare molti più danni) quando l'avversario è di fronte a noi, e poi cambiare sul secondo se questo riesce a sgattaiolare dietro oppure a lato. Pensare comunque che per mmandare in pezzi una nave nemica sia sufficiente selezionarla come target e premere il grilletto è oltre modo sbagliato, in primis perchè tutte le navi sono pesantemente corazzate e dotate di scudi energetici, in secondo luogo perchè gli avversari non sono certo stupidi, e cercano quindi di esporre sempre la parte frontale ai nostri colpi (quella più corazzata) e di renderci difficile la vita ogni volta che si tenterà di rimanere incollati al retro del loro vascello.
Un ruolo fondamentale è rivestito dai missili: ne esistono di tutti i tipi, ma quelli più interessanti sono il Distruptor e l'LDS Inibitor (ovvero due delle testate che non fanno dell'esplosivo la loro forza). Il primo è capace di mandare in tilt i sistemi elettronici di una nave disabilitandola per una trentina di secondi, il secondo invece crea una sfera di 5 chilometri di raggio centrata nel punto in cui esplode e dentro la quale non sarà possibile attivare il sistema LDS. Cos'è quest'ultimo? Lo spazio è grande, grandissimo, e sono milioni i chilometri che possono dividere due pianeti. I razzi, per quanto potenti, non riuscirebbero comunque a portare una nava in tempi umani da un luogo all'altro di un sistema solare. Per questo fu inventato il motore LDS (che sta per Long Distance System): tale aggeggio una volta attivato permette di raggiungere istantaneamente velocità altissime, anche superiori a quelle della luce, permettendo così di passare attraverso un'intero sistema solare nel giro di cinque minuti.
Oltre quindi a evitare di farci morire di vecchiaia nei nostri viaggi, l'LDS risulta utilissimo per darsi alla fuga, sempre che non ci si trovi all'interno di uno di quei campi generati dagli LDS Inibitor. Comunque, sebbene l'LDS riesca a far raggiungere velocità assurde, da solo non sarebbe ancora sufficiente per uscire da un sistema solare, dato che le distanze intergalattiche sono assai superiori (pensate che Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole, dista appena 4,3 anni luce, e tenuto conto che la luce in un giorno percorre circa 25.920.000.000 chilometri...). Fortuna volle che nello spazio furono scoperti dei punti particolari, i punti di Lagrange, che permettevano di percorrere miliardi di chilometri in pochissimi secondi. Vi stanno venendo in mente i Jump Point di Wing Commander? L'idea è molto vicina, ma la differenza principale sta nel fatto che se i Jump Point potevano essere intesi come un corridoio con una porta di entrata e una di uscita, i Lagrange Point hanno si una porta di entrata, ma più porte di uscita, permettendo così di raggiungere posti diversi sfruttando lo stesso portale.

IL MISTICO SISTEMA DI CONTROLLO

Se tutto il resto del gioco è stato curato alla perfezione, non da meno poteva essere il sistema di controllo. E' utile precisare subito che il metodo adottato da Independence War 2: Edge of Chaos da il massimo solo se si è in possesso di un joystick con almeno otto pulsanti, Hat switch e leva per la potenza. In realtà l'importante è il joystick, poi il per resto si può benissimo usare la tastiera, ma se si dispone di una periferica come quella citata poco fa, è possibile avere il controllo di quasi tutto il mezzo e rimangono di competenza della tastiera solo il tasto per selezionare il nemico più vicino o quello che sta attaccando. Particolare importanza è rivestita dall'Hat Switch; tramite quest'ultimo sarà possibile accedere al menù di gestione della nave, che è diviso in tre sezioni: ignegneristica, navigazione e comando. Nel primo sottomenù decideremo come distribuire l'energia ai vari componenti della nave, dal secondo invece avremo accesso alla mappa stellare e al pilota automatico (importantissimo per agganciarsi alle navi e per percorrere lunghe distanze senza il timore di mancare il bersaglio), dal terzo invece potremo rivedere i nostri obiettivi correnti o il log degli ultimi eventi, oppure parlare con i membri della squadra.

STELLE E NEBULOSE NEI NOSTRI MONITOR

Graficamente, Independence War 2: Edge of Chaos è veramente stupefacente. Oltre ad avere esplosioni magnifiche (con tutti i relativi effetti di illuminazione), il dettaglio di ogni oggetto su schermo è straordinario, sia per le texture eccezionali, sia per una buona modellazione. Rispetto alla versione beta provata ia tempi della preview, è stata migliorata moltissimo la resa delle stelle (circondate adesso da delle piccole fiamme), dei pianeti (adesso è visualizzata anche l'atmosfera) e dei motori. In particolare è interessante notare come alcune navi cambino il loro assetto quando si forza l'attivazione dei post-bruciatori, o altre chicche grafiche come la serie di lampi che circonda un mezzo che è stato colpito da un Distruptor. Di buonissimo livello anche l'aspetto sonoro, in particolare sono ottimamente caratterizzate le voci dei vari personaggi (a parte Cal da giovane). Sarebbe un delitto comunque non citare le stupende musiche che vi accompagneranno nel gioco, alcune veramente di rara bellezza.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Independence War 2: Edge of Chaos è ben più di quello che ci si può aspettare da un seguito e bisogna ricordare che il primo capitolo della saga era già un grande gioco. Fa piacere vedere che i programmatori di Particle System hanno deciso di ignorare il detto "squadra che vince non si cambia" ed esalta vedere quanto sono riusciti a innovare in questo tiolo. Certo, chi si aspettava un nuovo Elite rimarrà deluso, ma bisogna sottolineare che non era quello l'obiettivo dei programmatori, anche se Independence War 2: Edge of Chaos sia da Elite, ma soprattutto da Privateer, prende molti spunti e idee. Il pregio di Independence War 2: Edge of Chaos è però quello di saperle amalgamare bene con una storia e una struttura che coinvolge e trascina con sé, fino alla fine. In altre parole Independence War 2: Edge of Chaos è un capolavoro, consigliato a tutti e in particolare a quelli che amano il genere spaziale.