Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

Intervista a Massimo Guarini (Ubi Soft) - Seconda Parte

Intervista

Intervista a Massimo Guarini (Ubi Soft) - Seconda Parte

La seconda e conclusiva parte della nostra intervista a Massimo Guarini di Ubi Soft Italia, argomenti del giorno: la scena delle software house italiane, lo sviluppo dei titoli Ubi Studios Italia, i prossimi progetti del gruppo, varie ed eventuali...

di La Redazione, pubblicato il

Nextgame.it: Quando parli con estranei al mondo dei videogiochi, riescono a capire quale sia veramente il tuo lavoro? Come viene percepito?

Massimo Guarini: E' abbastanza difficile instaurare un rapporto corretto, subito pensano tutti che un Game Designer sia quello che disegna i videogiochi, che "fa la grafica"... Comunque, in genere, frequento persone che "capiscono" il discorso, quindi non è un problema tanto frequente. Io personalmente avvicino sempre l'idea di Game Designer a quella del regista di un film, per quanto gli scopi e i metodi siano diversi, il processo creativo è molto simile.

Nextgame.it: Per te il videogioco è arte?

Massimo Guarini: Due giochi che sicuramente sono stati concepiti come progetti artistici sono Shenmue e D2. D2 è... non dico una sega mentale di Kenji Eno, ma quasi. Ma secondo me ha fatto bene a fare quello che ha fatto: anche se come gioco ha delle grosse pecche, noioso e ripetitivo in molti punti, ma comunica comunque qualcosa... anche se forse arriva soprattutto a un pubblico che non capisce quello che lui voleva dire. E qui forse sta anche l'abilità del regista che deve comporre il suo lavoro e proporlo sia come storiella a chi non ci vuole leggere nulla di più che una storiella, ma anche come messaggio a qualcuno che può capirne più profondamente le intenzioni. A ogni modo, comunque, un gioco deve rimanere tale, va offerta insomma una sequenza di tasti da premere per fare qualcosa. Shenmue invece è un gioco che reputo straordinario, anche se... anche se ci sono tante scelte che Suzuki ha fatto e che non condivido, ma che non mi sento assolutamente di biasimare. Neanche una. Diciamo che a volte ti senti con le mani legate, ma è una scelta rispettabile, perché Suzuki voleva evidentemente farti vivere una determinata scena in una certa maniera, senza che tu potessi cambiarla, proprio perché lui l'aveva studiata in quel modo. Sono delle scelte... Suzuki è stato coraggioso e comunque ha potuto farlo, con tutto quello che hanno speso...
Con Shenmue siamo sulla soglia del gioco, è più un'esperienza. Al contrario di quanto succede con i titoli Nintendo per esempio. In quel caso capisci veramente cos'è un "gioco", in cui te ne freghi se ci sono scene animate o meno, o altro, dato che il gioco è talmente "bello" nella sua natura che non conta nient'altro. Ma Suzuki è riuscito a creare un'esperienza diverso da qualsiasi altra, anche se capisci alla fine che il F.R.E.E. non è vero, che la libertà promessa non è quella che si ritrova nel gioco. Shenmue rimane il primo tentativo serio di fusione tra arte figurativa e gioco, è semplicemente impressionante. Trovo anche che, per esempio, l'universo stesso di Mario sia arte: il fatto che siano riusciti a creare degli elementi così semplici, in un universo così semplice e profondo, vasto allo stesso tempo, con dei controlli così ben studiati. E' quasi arte della logica, senza nulla togliere al feeling generale, alla "gioiosità" delle immagini.
Allo stesso modo Zelda. Come si fa a dire che Zelda non è artistico? Bisogna essere disposti a vedere l'arte anche in questo senso.

Nextgame.it: Pensi che ci sia un movimento "mondiale" dei Game Desinger? Uno scambio culturale a livello internazionale, per quel che riguarda le esperienza...

Massimo Guarini: No, penso di no.

Nextgame.it: Stanno tutti nel proprio orticello?

Massimo Guarini: Si, esatto.

Nextgame.it: Ti spiace? Perché pensi succeda così?

Massimo Guarini: Mi spiace, penso succeda perché è tutto troppo legato alla natura commerciale della società. Mi piacerebbe il "discorso del circolo artistico", ma sinceramente non ci credo proprio... E' una questione di gelosia delle software house, il design è delicato, non va svelato. E' semplicemente troppo rischioso perché assolutamente legato alla dimensione commerciale, come dev'essere d'altronde.

Nextgame.it: Come gruppo di sviluppo vi siete sentiti bistrattati dal resto del mondo videoludico? Per la vostra natura italiana. Probabilmente anche grazie al nome di Ubi Soft dovreste avere meno problemi in questo senso, come vedete che sono accettati i vostri titoli all'estero? E' mai capitato qualcosa di particolare? Quanto ti senti personalmente diverso o uguale a nomi del calibro di Dave Perry, per fare un esempio. E' solo questione di anni di esperienza?

Massimo Guarini: Si, penso di si, almeno come base del discorso. Come mentalità non mi sento particolarmente legato all'Italia, quindi anche personalmente non sento molto su di me il discorso fatto. Oltretutto con Internet si è sempre in contatto con tutti, quindi non è un problema che percepisco. Ho letto recensioni molto entusiastiche dei nostri prodotti anche all'estero. Il fatto che poi, come avete detto, dietro di noi ci sia il nome di una grossa multinazionale come Ubi Soft, facilità la penetrabilità dei nostri giochi, questo è fuori di dubbio.

Nextgame.it: Ok, dovrebbe essere davvero tutto... Bloccheremo nell'ìmmediato futuro il tuo grosso (...) collega Davide per sottoporlo allo stesso supplizio e intanto ti ringraziamo anche a nome di tutti i lettori di Nextgame.it.

Massimo Guarini: Grazie a voi, alla prossima.

Spento il registratore le chiacchiere sono continuate, ma ritroveremo Massimo e l'intero team di sviluppo degli Ubi Studios Italia nel momento in cui sarà annunciato il loro prossimo titolo... e state pur certi che manca davvero poco! Torna alla prima parte...