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€39,99€ 18,31 - Usato
€ 19,99
Datasheet
- Produttore
- Namco Bandai
- Sviluppatore
- Saber Interactive
- Genere
- Sparatutto
- PEGI
- 18+
- Data di uscita
- luglio 2012
- Data di uscita americana
- 27/3/2012
Lati Positivi
- L’idea di manipolare la gravità è una teoria intrigante
- L’impatto grafico è onesto e la gestione della fisica molto raffinata
Lati Negativi
- Alla fine si tratta di un disordinato mash-up di elementi di altri giochi
- Quasi tutto in inVersion sembra soffrire d’invidia nei confronti di Gears of War
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Liberi di fluttuare a gravità zero…
Uno sparatutto dalle tante fonti di "ispirazione".
InVersion è l’ultima produzione made in Namco Bandai, uno sparatutto in terza persona firmato Saber Interactive carico di buoni propositi… che purtroppo si arena sulla spiaggia dell’anonimato a causa di scelte di game design che sfiorano spesso il plagio. Non basta la presunta rivoluzione di poter manipolare la gravità a proprio piacimento per garantire, poi, effettivamente un titolo innovativo. Scopriamo insieme i perché del parziale fallimento di un gioco che, nel tentativo di prendere tutto ciò che di buono hanno gli attuali TPS, non dimostra sufficiente carattere per innalzarsi sopra la media di un panorama ormai saturo, sia quantitativamente che qualitativamente.
COPIARE È UN’ARTE FIN TROPPO RAFFINATA
Senza troppi giri di parole, inVersion fallisce per via del suo essere un potpourri di elementi presi di peso da titoli ormai radicati nell’immaginario comune, non riuscendo sostanzialmente ad emergere in nessun particolare settore con idee realmente innovative. Se dovessimo valutare la mera realizzazione tecnica, non si tratterebbe affatto di un titolo di seconda classe, offrendo in realtà effetti grafici di prim’ordine e una manipolazione delle leggi della fisica tutto sommato convincente ed intrigante. Il problema è che ogni elemento del gioco, a partire dal gameplay, subisce in maniera fin troppo plateale l’influenza di Gears of War. Il design delle armature dei nemici, le loro armi e il modo di parlare così gutturale, il fatto che provengano da un misterioso mondo sotterraneo, sono solo alcuni degli elementi che azzerano immediatamente l’interesse di chi abbia già giocato almeno uno dei tre Gears usciti finora.

“NON MI SOMIGLIA PER NIENTE…”
Anche la trama non è nulla di eccezionalmente originale e vi metterà nei panni di Davis Russel, giovane poliziotto che ha perso la moglie durante “l’Emergence Day” e la cui figlia risulta dispersa. Accanto alla figura del protagonista trova spazio quella abusata del partner dalle vaghe origini latino-americane, tale Leo Delgado, che altro non sarebbe se non un pretesto per lasciare spazio alla modalità multiplayer cooperativa, se non fosse che il buon Leo risulti particolarmente attivo ed efficiente anche in single player durante gli scontri a fuoco. Una piacevole sorpresa, che trasforma la notoriamente inutile I.A. di supporto in una valida mano amica nelle situazioni più concitate. I due poliziotti se la dovranno vedere con la minaccia dei succitati Lutadore, rozzi combattenti che metteranno a soqquadro il mondo così come lo conoscevano Davis e Leo, dimostrandosi inaspettatamente capaci di dominare un’avanzatissima tecnologia che gli consente di manipolare porzioni del campo gravitazionale del pianeta a propria discrezione.

SPORADICI MOMENTI DI GLORIA
Certo, accanto a queste citazioni, omaggi, oppure brutali plagi – sarete voi a deciderlo – spicca il potere di modificare le mappe di gioco sfruttando l’inversione di gravità, sollevando per esempio strutture crollate in modo da sbloccare il passaggio verso altre sezioni del livello… ma anche qui, indagando fra trascorsi videoludici neanche tanto lontani, si potrebbero ravvisare notevoli affinità con un certo Fracture (TPS targato LucasArts, risalente al 2008, nel quale si poteva modificare il terreno a proprio piacimento ottenendo risultati molto simili). Per sperimentare qualcosa di vagamente innovativo bisognerà attendere di procedere un po’ nella Campagna in singolo, arrivando a potenziare il Gravlink tanto da permettere di piegare al proprio volere la gravità in zone decisamente più ampie, schiacciando i nemici al suolo oppure creando nuove aree di copertura. InVersion offre anche la possibilità di combattere a gravità zero, sfruttando i detriti in sospensione come coperture durante gli scontri a fuoco! Le ambientazioni si sono dimostrate, inoltre, discretamente interattive, supportando grazie al modulo fisico Havok Destruction un livello di distruzione – per l'appunto – notevole.


