Genere
Sparatutto
Lingua
ND
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
luglio 2012

inVersion

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Datasheet

Produttore
Namco Bandai
Sviluppatore
Saber Interactive
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Data di uscita
luglio 2012
Data di uscita americana
27/3/2012

Lati Positivi

  • L’idea di manipolare la gravità è una teoria intrigante
  • L’impatto grafico è onesto e la gestione della fisica molto raffinata

Lati Negativi

  • Alla fine si tratta di un disordinato mash-up di elementi di altri giochi
  • Quasi tutto in inVersion sembra soffrire d’invidia nei confronti di Gears of War

Multiplayer

Le modalità di gioco competitive offrono un portfolio di opzioni classiche sufficiente a soddisfare gli appassionati delle sfide online, introducendo come di consueto ormai anche una variante sul tema Orda. La campagna può essere affrontata in coop, ma solo online dal momento che non è previsto alcuno split screen.Modus Operandi

Modus Operandi

Abbiamo potuto recensire un codice PlayStation 3 di inVersion per gentile concessione di Namco Bandai Atari.

Link

Recensione

Liberi di fluttuare a gravità zero…

Uno sparatutto dalle tante fonti di "ispirazione".

di Francesco Sica, pubblicato il

InVersion è l’ultima produzione made in Namco Bandai, uno sparatutto in terza persona firmato Saber Interactive carico di buoni propositi… che purtroppo si arena sulla spiaggia dell’anonimato a causa di scelte di game design che sfiorano spesso il plagio. Non basta la presunta rivoluzione di poter manipolare la gravità a proprio piacimento per garantire, poi, effettivamente un titolo innovativo. Scopriamo insieme i perché del parziale fallimento di un gioco che, nel tentativo di prendere tutto ciò che di buono hanno gli attuali TPS, non dimostra sufficiente carattere per innalzarsi sopra la media di un panorama ormai saturo, sia quantitativamente che qualitativamente.

COPIARE È UN’ARTE FIN TROPPO RAFFINATA
Senza troppi giri di parole, inVersion fallisce per via del suo essere un potpourri di elementi presi di peso da titoli ormai radicati nell’immaginario comune, non riuscendo sostanzialmente ad emergere in nessun particolare settore con idee realmente innovative. Se dovessimo valutare la mera realizzazione tecnica, non si tratterebbe affatto di un titolo di seconda classe, offrendo in realtà effetti grafici di prim’ordine e una manipolazione delle leggi della fisica tutto sommato convincente ed intrigante. Il problema è che ogni elemento del gioco, a partire dal gameplay, subisce in maniera fin troppo plateale l’influenza di Gears of War. Il design delle armature dei nemici, le loro armi e il modo di parlare così gutturale, il fatto che provengano da un misterioso mondo sotterraneo, sono solo alcuni degli elementi che azzerano immediatamente l’interesse di chi abbia già giocato almeno uno dei tre Gears usciti finora.

 	Tecnicamente 	inVersion si difende egregiamente, dimostrando le ottime doti del 	motore grafico proprietario di Saber Interactive: il Saber3D engine 	v.S4, affiancato dal sempre validissimo Havok per la gestione della 	fisica  - inVersion
Tecnicamente inVersion si difende egregiamente, dimostrando le ottime doti del motore grafico proprietario di Saber Interactive: il Saber3D engine v.S4, affiancato dal sempre validissimo Havok per la gestione della fisica
La sensazione di déjà vu peggiora ulteriormente nel momento in cui vi troverete a combattere nel sottosuolo, oppure in prossimità di centri urbani devastati dai Lutadore, emersi dalla superficie terrestre con delle macchine scavatrici che vanno distrutte centrando con una granata proprio il boccaporto dal quale, altrimenti, continuerebbero ad uscire ondate di nemici… e qui è impossibile non cogliere le più che evidenti assonanze con le buche dalle quali fuoriuscivano le Locuste. Anche il sistema di coperture strizza l’occhio al capolavoro di Epic Games, proponendo la possibilità di utilizzare semplicemente un tasto per sfruttare ogni tipo di protezione, passando da una copertura all’altra rotolando o correndo, oppure scavalcandola con un gesto atletico. Identico perfino il sistema di selezione delle armi, assegnato alla croce direzionale. Certo, trattandosi di un multipiattaforma, inVersion ha il pregio di portare anche su PlayStation 3 una ventata d’aria puzzolente di COG… ma si tratta pur sempre di una magra consolazione!

“NON MI SOMIGLIA PER NIENTE…”
Anche la trama non è nulla di eccezionalmente originale e vi metterà nei panni di Davis Russel, giovane poliziotto che ha perso la moglie durante “l’Emergence Day” e la cui figlia risulta dispersa. Accanto alla figura del protagonista trova spazio quella abusata del partner dalle vaghe origini latino-americane, tale Leo Delgado, che altro non sarebbe se non un pretesto per lasciare spazio alla modalità multiplayer cooperativa, se non fosse che il buon Leo risulti particolarmente attivo ed efficiente anche in single player durante gli scontri a fuoco. Una piacevole sorpresa, che trasforma la notoriamente inutile I.A. di supporto in una valida mano amica nelle situazioni più concitate. I due poliziotti se la dovranno vedere con la minaccia dei succitati Lutadore, rozzi combattenti che metteranno a soqquadro il mondo così come lo conoscevano Davis e Leo, dimostrandosi inaspettatamente capaci di dominare un’avanzatissima tecnologia che gli consente di manipolare porzioni del campo gravitazionale del pianeta a propria discrezione.

 	Anche l’arsenale 	di inVersion, nel tentativo di offrire bocche da fuoco ben rodate, 	rimane anonimamente ancorato ai soliti fucili a canne mozze e 	mitragliatrici con innestate rudimentali baionette per gli scontri 	ravvicinati...  - inVersion
Anche l’arsenale di inVersion, nel tentativo di offrire bocche da fuoco ben rodate, rimane anonimamente ancorato ai soliti fucili a canne mozze e mitragliatrici con innestate rudimentali baionette per gli scontri ravvicinati...
Da questa trovata deriva ovviamente il titolo di gioco, inVersion, dato che in molte situazioni vi ritroverete a combattere sfruttando, per esempio, l’assenza o l’inversione di gravità creata da particolari strumenti noti come Gravlink. Non appena ne entrerete in possesso potrete sperimentare finalmente ciò che, nella mente di Saber Interactive, avrebbe dovuto essere il piatto forte della portata offerta da Namco… ma dopo qualche sequenza di tutorial e un po’ di tempo trascorso a prendere dimestichezza con il Gravlink, non potrete fare a meno di notare come anche in questo settore non sia stato detto assolutamente nulla di nuovo. Il modulo di stasi di Dead Space o la gravity gun di Half Life 2, hanno già precorso molte delle varianti di gameplay proposte, come la possibilità di scagliare oggetti come fossero giganteschi proiettili. Perfino l’opzione di poter stanare gli avversari trascinandoli via dai loro ripari in bolle gravitazionali richiama alla mente i poteri biotici di Mass Effect.

SPORADICI MOMENTI DI GLORIA
Certo, accanto a queste citazioni, omaggi, oppure brutali plagi – sarete voi a deciderlo – spicca il potere di modificare le mappe di gioco sfruttando l’inversione di gravità, sollevando per esempio strutture crollate in modo da sbloccare il passaggio verso altre sezioni del livello… ma anche qui, indagando fra trascorsi videoludici neanche tanto lontani, si potrebbero ravvisare notevoli affinità con un certo Fracture (TPS targato LucasArts, risalente al 2008, nel quale si poteva modificare il terreno a proprio piacimento ottenendo risultati molto simili). Per sperimentare qualcosa di vagamente innovativo bisognerà attendere di procedere un po’ nella Campagna in singolo, arrivando a potenziare il Gravlink tanto da permettere di piegare al proprio volere la gravità in zone decisamente più ampie, schiacciando i nemici al suolo oppure creando nuove aree di copertura. InVersion offre anche la possibilità di combattere a gravità zero, sfruttando i detriti in sospensione come coperture durante gli scontri a fuoco! Le ambientazioni si sono dimostrate, inoltre, discretamente interattive, supportando grazie al modulo fisico Havok Destruction un livello di distruzione – per l'appunto – notevole.

 	Spesso il 	Gravlink non ne vorrà sapere di funzionare a dovere, catturando 	regolarmente l’oggetto sbagliato e lasciandovi esposti al fuoco 	nemico nel tentativo di prendere esattamente quel barile incendiario 	che tanto vi servirebbe!  - inVersion
Spesso il Gravlink non ne vorrà sapere di funzionare a dovere, catturando regolarmente l’oggetto sbagliato e lasciandovi esposti al fuoco nemico nel tentativo di prendere esattamente quel barile incendiario che tanto vi servirebbe!
In definitiva inVersion riesce a stupire realmente in rare occasioni, troppo poche per poterlo considerare un titolo imperdibile, ma sufficienti a renderlo comunque interessante per gli amanti degli sparatutto in terza persona desiderosi di sperimentare sempre nuove ricette, anche se parzialmente riciclate e non particolarmente longeve. D’altronde chi non ama saggiare nuove portate si è perso anche Binary Domain… A buon intenditor poche parole. Oltretutto c’è da tener presente che, a fronte di un’offerta di gioco in singolo che si esaurisce nell’arco di 8 ore circa, campeggiano tutta una serie di varianti di gioco multiplayer, dal classico Deathmatch al Survival per quattro giocatori in stile Orda, che sebbene non particolarmente rifinite offrono comunque una buona piattaforma online sulla quale sbizzarrirsi ad alterare la gravità in compagnia dei propri amici.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
InVersion è un mash-up di valide idee provenienti da più fonti, che purtroppo mixate tutte insieme non sembrano avere l’effetto dirompente che gli sviluppatori si attendevano… Questo non vuol dire che si tratti di un brutto gioco, anzi alcune intuizioni sull’uso della gravità introducono a momenti di gioco divertenti, ma purtroppo assolutamente sporadici, rendendo ancora più frustrante l’assenza generale di originalità.

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