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Speciale

Prospettive in movimento

Peter Molyneux fra passato, Kinect e futuro.

di Andrea Maderna, pubblicato il

A quel punto la vita di Molyneux è cambiata completamente. Da un giorno all'altro. O quasi. Quando gli è stato riferito, per telefono, che grazie a Populous sarebbe diventato milionario, non gli è stato detto che ci sarebbero voluti altri diciotto mesi prima di cominciare a incassare. Diciotto mesi trascorsi cercando di guadagnare qualche soldo nelle maniere più disparate. Tipo rubandone dalla borsetta della nonna. Una volta ottenuti, comunque, i soldi furono investiti per far crescere e prosperare l'azienda di nome Bullfrog e per dare vita a un nuovo, ambizioso, gioco: Powermonger. E qui cominciarono i problemi.

una vita da PR

Durante lo sviluppo di Powermonger, Molyneux cominciò a diventare famoso, ad essere richiesto dalla stampa specializzata, dalla televisione. Presentazioni, interviste, viaggi in Giappone... di tutto e di più, riversato addosso a una persona che all'epoca era timida, impacciata, poco avvezza alle luci della ribalta. Piano piano il buon Peter cominciò a lavorare sempre meno sul gioco, perché rapito dalle attività “collaterali”, iniziando il lento processo che l'avrebbe portato alla sua posizione attuale. E nel fare questo, iniziò a perdere il fondamentale contatto coi risultati del proprio lavoro. Non giocava quotidianamente con Powermonger, non aveva occasione di criticarlo e correggerlo e il risultato fu piuttosto deludente. Con un paio di modifiche poteva essere un vero precursore, capace di anticipare il fenomeno di Dune 2 e Command & Conquer. E invece si perse in idee assurde e buone solo nella testa di Molyneux, a cominciare dalla follia dei piccioni viaggiatori da usare per dare ordini alle truppe: sulla carta era una trovata realistica e suggestiva, nella pratica diventava noiosa e frustrante. Anche in questo Molyneux vede un parallelo concreto col mondo mobile, dove spesso la seconda app sviluppata da un team ha la tendenza a diventare troppo elaborata e complicata.
Più in generale, il designer britannico si dimostra molto critico sui suoi videogiochi. Ricorda errori simili per Populous 2 e non salva neanche Syndicate, gioco per il quale era tornato a dedicarsi in maniera più attiva allo sviluppo. E gioco il cui successo fatica ancora oggi a spiegarsi e riesce a giustificare solo con la presenza della minigun, con cui scatenarsi nei vari livelli. Neanche Magic Carpet si salva dalla mannaia. Secondo Molyneux fu un'idea stupida: avrebbero potuto realizzare un FPS. Bastava mettere il giocatore in un corridoio, riempirlo di zombie e dargli la minigun di Syndicate. E invece no, ha preferito creare un gioco basato sulla bizzarra idea del tappeto volante! Grande umiltà, quindi, che del resto ritiene di basare sui fatti: nessuno dei suoi giochi è riuscito a raggiungere la top ten di vendite o di giudizi da parte della critica e lui ancora oggi vede questo come un obiettivo. Un obiettivo che sente di poter inseguire grazie alle risorse umane ed economiche a sua disposizione.


Commenti

  1. Stefano Castelli

     
    #1
    Io dico: embargo alle interviste a Molyneus finché non ritirerà fuori qualcosa di ludicamente elevato. ;)

    (si nota che Fable III mi è andato un pò di traverso?)


    Scherzi a parte, secondo me dice cose interessanti ed è comunque una colonna portante del mondo dei VG, ma i suoi veri meriti stanno rimanendo troppo legati a ciò che ha fatto in passato. Tra l'altro, trovo assurdo che in giro si legga di gente che adorerebbe giocarsi un nuovo Popolus, Dungeon Keeper o Syndicate e vedere allo stesso tempo lui totalmente allontanato da tali concept.


    Boh?
  2. Rorrim

     
    #2
    Quoto e straquoto :)
  3. Gidus

     
    #3
    E' un eterno sognatore. Ti mette proprio ottimismo addosso, lo consiglierei come terapia alle persone depresse :D
    .
    Ed è anche un bravo PR anche quando ammette di non volerlo più fare. Per il resto ciò che sarà Kinect lo decideranno i giocatori e i loro gusti, anche se credo ci sarà spazio per qualche progetto interessante...se Lionhead vuole fare da apripista ben venga ;)
  4. DevilRyu

     
    #4
    Che dire, buon lavoro Moly! :)
  5. Nihil_82

     
    #5
    Chiaramento Molinello è un entità nata e cresciuta per il LULZ. Sostituire tappeti magici con un corridoio e zombis? MA CHE E'? ma perché? Se lo incontro a Roma je lancio una statuina del colosseo.
  6. giopep

     
    #6
    Nihil_82 ha scritto:
    Chiaramento Molinello è un entità nata e cresciuta per il LULZ. Sostituire tappeti magici con un corridoio e zombis? MA CHE E'? ma perché? Se lo incontro a Roma je lancio una statuina del colosseo.


    Hahahahha, beh, penso che lì stesse anche un po' scherzando, eh, anche in termini di "avessi fatto quello, avrei venduto enne volte di più".
  7. Nihil_82

     
    #7
    giopep ha scritto:
    Hahahahha, beh, penso che lì stesse anche un po' scherzando, eh, anche in termini di "avessi fatto quello, avrei venduto enne volte di più".
     vabbè si era pure forse una critica agli spara zombis che mo vanno per la maggiore. Però ecco non capisco perché Lionhead come giochi si è fissata su due concept uno che è tipo Popoulus e uno che è una sandbox "fantasy". Due ambientazioni abbastanza canoniche, le sue idee matte invece erano matte e belle perché erano cose tutte diverse a caso, prima cyberpunk poi tappeti random, poi parchi a tema, poi gestore dungeon.
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