Genere
Piattaforme
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
119.900 lire (61,92 Euro)
Data di uscita
10/12/2001

Jak and Daxter: The Precursor Legacy

Jak and Daxter: The Precursor Legacy Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Sviluppatore
Naughty Dog
Genere
Piattaforme
Data di uscita
10/12/2001
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
119.900 lire (61,92 Euro)

Lati Positivi

  • Ambientazione e atmosfera di grande impatto
  • Divertente e appassionante come pochi altri
  • Realizzazione grafica di ottimo impatto
  • Buona longevità
  • Ottima varietà
  • Eccellente design dei livelli

Lati Negativi

  • Innovazione nulla
  • Un po' semplice
  • Qualche problema con il doppio salto
  • Qualità grafica di alcuni livelli migliorabile
  • Caratterizzazione dei personaggi principali rivedibile

Hardware

Per giocare a Jak and Daxter: The Precursor Legacy dovete unicamente munirvi di una PlayStation 2 PAL, di un Dual Shock 2 e di una Memory Card PS2 con almeno 700Kb liberi.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Jak and Daxter: The Precursor Legacy

<i>"La storia successa: I Precursori lasciato un'eredità - robot molti grossi, lasciati arrugginire per terra. Mandano una energia grossa: Eco! Jak e Daxter vivono su isola a sud del continente. Sempre disubbidiscono ai consigli del saggio. Sanno che è proibito andare sull'isola Misty ma vanno comunque. Rubando barca partono alla volta di un'isola sperduta e fanno esplorazione. Su isola scoprono due esseri misteriosi, un vecchio e donna bellissima. Affrontano uno esercito di mostri orrendi. Il vecchio vuole controlla tutta Eco e dominare il mondo"</i>. Fortunatamente l'abito non fa il monaco.

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

Il gioco fa grande utilizzo del doppio salto che è ottenibile, come al solito, premendo nuovamente il tasto del salto all'apice del salto in precedenza effettuato. Unendo questo alla possibilità di Jak di appendersi alle piattaforme, si capisce come Jak and Daxter: The Precursor Legacy offre una grande mole di piattaformine, ostacoli e strutture su cui saltellare allegramente, con momenti che ricordano da vicino (come potrebbe non essere?) Banjo Tooie e Mario 64.
Purtroppo la calibrazione del doppio salto non è perfettamente eseguita, se è vero che in più casi Jak non esegue il secondo salto sebbene si sia impartito il giusto comando... è un problema che ci si trascina dai tempi di Super Ghouls'n Ghosts, per carità, ma è anche vero che nelle recenti produzioni Rare l'aspetto era affrontato con maggiore affidabilità.
Al piccolo Daxter non vengono riservati riflettori particolari, dato che effettivamente non entra mai nel cuore del gioco. Non può offrire una mano pratica a Jak e non esistono fasi di gioco che lo vedano in azione. Ma esistono invece punti dell'avventura in cui l'accoppiata deve utilizzare due differenti mezzi "alternativi" e per la precisione l'A-GraV Zoomer e Flut Flut. Nel primo caso si tratta di una sorta di piccolo aereo monoelica senza ali e capace di volteggiare a pochi centimetri da terra, Flut Flut è invece uno strano incrocio tra un pappagallo, un uccello esotico e un Chochobo...
Con il primo Jak e Daxter possono (devono) affrontare un paio di ambientazioni e alcuni particolari passaggi quanto mai spettacolari, divertenti e particolarmente vari, senza contare che aiutano a spezzare il ritmo di un gioco simile, offrendo un equilibrio ottimamente calibrato durante tutte le ore di gioco. Flut Flut è invece un fedele compagno che, in due o tre occasioni, i due improbabili eroi possono cavalcare per oltrepassare particolari zone di alcuni livelli.
La sua capacità di volare per brevi lunghezze lo rende la chiave di svolta di alcune delle ambientazioni del gioco.

MENU DEL GIORNO

Ogni località dell'enorme isola in cui prende vita l'avventura di Jak e di Daxter offre una serie di obiettivi da portare a termine, per ognuno di questi obiettivi archiviati con successo i due ottengono un premio, ovvero una batteria. Come nei classici del genere, insomma, esistono svariate missioni all'interno dei "mondi", alcune simili tra di loro (in ogni livello si è chiamati a ritrovare sette particolari casse), altri giustamente legati alla natura del luogo e alla situazione in cui si trovano i due protagonisti.
Per questo ci si ritrova a correre come dei forsennati cercando di raccogliere tutti i Precursor Orb (che svolgono la stessa funzione delle note in Banjo & Kazooie o delle monete in Mario 64), oppure ci si danna per soddisfare le esigenze di qualche popolano in lotta con le sue pseudo-mucche, o ancora ci si concentra sul premere una serie d'interruttori... e quant'altro insomma.
Sorprendentemente Naughty Dog non ha dato particolare rilievo agli scontri con i boss di fine livello, da sempre vero e proprio apice di ogni fase di gioco per quel che riguarda questo genere. In Jak and Daxter esistono praticamente solo tre grossi bestioni che devono essere abbattuti per poter procedere nel proprio viaggio. Oltretutto tali mostroni si rivelano caratterizzati e concepiti solo discretamente, al contrario di quanto succede con i nemici usuali. I game designer hanno infatti riempito le terre dell'isola con un'ottima varietà di simpatici assassini patentati, tutti con i loro metodi di attacco, variegati da differenti foggie e colorazioni e arricchiti con dettagli legati all'ambientazione in cui ci si trova. Per questo una sorta d'incrocio tra un gorilla e un orso sarà imbacuccato nel suo bel cappottone con pelo nel livello Montagna Nevosa. Davvero un ottimo studio per quello che, sicuramente, è uno degli aspetti che può innalzare o affondare un gioco di tale natura.

UN MONDO FATATO?

Arriviamo finalmente al vero punto di forza di Jak and Daxter: The Precursor Legacy. A nostro (poco) modesto avviso, un gioco di piattaforme deve per forza di cose poter contare su almeno tre aspetti per poter puntare a una posizione di rilievo nel mercato: ottimo studio dei personaggi, sistema di controllo preciso e mai frustrante, atmosfera data dallo studio degli ambienti. Appurato che in buona parte i primi due punti sono soddisfatti dal gioco di Naughty Dog, arriviamo all'ultimo... l'atmosfera. In Jak and Daxter la sensazione di trovarsi realmente all'interno di un mondo da favola è resa come in pochissimi altri casi e, con i dovuti rapporti (anche dovuti al tempo e alle risorse tecnologiche), proprio solo in Mario 64 e nel duo di Banjo & Kazooie/Tooie si è potuto assistere a qualcosa di così riuscito e affascinante.
Naughty Dog ha evidentemente speso interi mesi unicamente con l'intenzione di curare ogni dettaglio presente nel mondo di Jak and Daxter. I momenti migliori sono indubbiamente rappresentati dalle locazioni esterne, su tutte i primi due livelli ovvero il villaggio e la spiaggia iniziale e l'isola della nebbia. In questi due casi si assiste all'esemplificazione dell'otima sinergia "tecnologia/concezione" applicata all'intero gioco: utilizzo dei colori sognante, effetti (illuminazione, l'effetto calore che attornia una fiammella...), ideazione, panorami, particolari come fili d'erba, fiori o invece ossa, detriti, sabbia, nebbia. Tutto è davvero realizzato con grande attenzione e cura e in più momenti del gioco ci si sofferma in un angolo di un livello che semplicemente non ha alcuna funzione pratica se non quella di abbellire e perfezionare la "scenografia". Non mancano effetti atmosferici come pioggia e neve, particolarmente riuscito un effetto di pioggia contro la telecamera (quindi sullo schermo) che allieta la partita purtroppo solo per qualche istante, abbastanza per ricordarci degli ottimi effetti simili presenti in Wave Race: Blue Storm.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Solido, compatto e assolutamente "classico". Jak and Daxter: The Precursor Legacy è un gioco di piattaforme nel senso puro del termine "tridimensionale" che ha assunto in questi ultimi anni. Al di là di una deliziosa realizzazione grafica (trovate maggiori dettagli nel corpo centrale della recensione), il gioco offre un ottimo studio dei nemici e un level design di grande profondità. Le situazioni sono tante, il ritmo non viene mai meno e il divertimento è tanto immediato quanto coinvolgente e galvanizzante. I difetti presenti non sono proprio pochissimi e in larga parte possono essere ricondotti alla natura giovane e inesperta di Naughty Dog nel campo (Crash Bandicoot non è esattamente un gioco 3D, suvvia...): caratterizzazione dei due personaggi migliorabile, qualche problema con il doppio salto, alcuni livelli meno convincenti di altri dal punto di vista grafico e livello di difficoltà forse un po' basso. Ma, dietro e assieme a Conker's Bad Fur Day e al pluri-citato Banjo Tooie, Jak and Daxter è il gioco di piattaforme dell'anno.