Genere
Avventura
Lingua
ND
PEGI
7+
Prezzo
ND
Data di uscita
14/3/2012

Journey

Journey Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment America
Sviluppatore
Thatgamecompany
Genere
Avventura
PEGI
7+
Distributore Italiano
PlayStation Store
Data di uscita
14/3/2012

Hardware

Journey è disponibile per PlayStation 3, in versione scaricabile dal PlayStation Store.

Multiplayer

Il suggestivo multiplayer del gioco permette di incontrare un solo giocatore per volta con cui collaborare. Ma solo se si vuole farlo.

Modus Operandi

Abbiamo completato il gioco diverse volte, da soli e in compagnia di perfetti sconosciuti.

Link

Video Articolo

Il viaggio ha inizio

La montagna di Sony vi aspetta.

di Marcello Cangialosi, pubblicato il

Dopo i primordiali banchetti nei microcosmici abissi di Flow e le acrobazie floreali sulle erbose praterie di Flower, la piccola software house californiana Thatgamecompany che ha fatto della sua produzione un manifesto della duttilità del videogioco come mezzo espressivo, torna sul PlayStation Network con un’opera che ancora una volta trascende il concetto stesso di videogioco. O quantomeno quello che siamo abituati a considerare tale.

Journey è il terzo gioco di Thatgamecompany, fondata nel 2006 da Jenova Chen e Kellee Santiago dopo il successo ottenuto da Clous, un progetto indie realizzato con altri studenti della University of Southern California's School of Cinematic Arts - Journey
Journey è il terzo gioco di Thatgamecompany, fondata nel 2006 da Jenova Chen e Kellee Santiago dopo il successo ottenuto da Clous, un progetto indie realizzato con altri studenti della University of Southern California's School of Cinematic Arts

Sebbene i connotati di Journey appaiano più familiari rispetto a quelli di Flow e Flower, con il suo protagonista antropomorfo e il suo sistema di controllo tradizionale (qui il sensore di movimento del DS3 trova impiego come trascurabile alternativa alla levetta analogica destra nella gestione della telecamera),
l’esperienza resta avulsa dal rischio di fallimento. Non si può “morire” in Journey, né la progressione è ostacolata da barriere architettoniche, enigmi o nemici che invochino particolari competenze in materia di coordinazione, ragionamento o combattimento. Non che tenere lo stick piegato in avanti sia sufficiente per raggiungere l’epilogo, ma anche quando il gioco richiede interventi più articolati sui controlli o un’attenta considerazione di ciò che avviene intorno, lo fa sempre per innescare un particolare stato emotivo piuttosto che per lanciare un guanto di sfida.

Il suggestivo co-op del gioco è quanto di più lontano si possa immaginare dalle dinamiche multiplayer che vanno per la maggiore nei titoli odierni - Journey
Il suggestivo co-op del gioco è quanto di più lontano si possa immaginare dalle dinamiche multiplayer che vanno per la maggiore nei titoli odierni

VOLARE… OOOOH OOOOH
Ma allora, cos’è Journey? Be’, Journey è esattamente ciò che dice il titolo: un viaggio. Anzi, tre. Il primo, più appariscente, inizia con la propria, misteriosa apparizione ai confini di un deserto immenso con l’implicito invito a raggiungere la montagna che si staglia distante sopra l’orizzonte. Non che si possa andare altrove dal momento che un forte vento impedisce di varcare i pur ampi confini tracciati dai designer. Una soluzione ingegnosa all’altrimenti triste “muro invisibile” spesso eretto laddove non esistano evidenti barriere architettoniche. Ad ogni modo, dopo pochi passi in direzione della montagna, Journey introduce il fondamento della sua dinamica esplorativa: il volo. Al primo contatto con un misterioso simbolo luminescente sospeso a mezz’aria, e circondato da un altrettanto misterioso sciame di scampoli di stoffa, un lembo di sciarpa compare magicamente sul proprio abito (un mantello con cappuccio evidentemente fabbricato con la medesima, misteriosa stoffa). A questo punto si scopre di potersi librare in aria alla pressione di un tasto (X), ma la durata del volo è limitata. La sciarpa va infatti “ricaricata”, ed è a questo, si scopre, che servono i brandelli di stoffa. Basta starci vicino affinché convergano sulla sciarpa, ricaricandola di magia e concedendo così un’altra occasione per librarsi in volo. Nel corso del viaggio, l’eventuale ritrovamento di altri simboli luminescenti allunga la sciarpa e di conseguenza il tempo spendibile in volo. Ovviamente alcuni di questi simboli sono ben nascosti, stimolando così l’esplorazione di ambienti che altrimenti, nella maggior parte dei casi, non offrono ragioni per deviare dal percorso che conduce alla meta se non il puro piacere di volare. O scivolare.


Commenti

  1. fortieTHief

     
    #1
    da prendere a occhi chiusi,ma poi apriteli ad un mondo onirico bellissimo.
  2. HAiA La VIcTORIA

     
    #2
    gioco che attendo con ansia estrema, grazie per l'ottima (video)recensione

    ah Marcè, si sente poco che siamo compaesani LOL
  3. redmeteor

     
    #3
    peccato duri sulle 3 ore....
  4. utente_deiscritto_116

     
    #4
    Ad approcciarlo con quest'ottica penso si perda di vista l'intero concetto del gioco.

    Consiglio di riflettere sul titolo e su cosa sia effettivamente "il viaggio". Tanti hanno scritto cose più pregnanti di quelle che potrei dire io in proposito, quindi evito.
  5. Myau

     
    #5
    Ma non c'è la versione in disco?
  6. Marcello Cangialosi 1

    #6
    No Myau, è solo PSN.
  7. Myau

     
    #7
    Marcello Cangialosi 1No Myau, è solo PSN.
    Bravi bravi bravi...



    Clap clap clap...





    Non ho più la banda larga e non so quando la potrò riavere.
  8. Myau

     
    #8
  9. utente_deiscritto_116

     
    #9
    Lo sai, vero, che avrebbe venduto tre copie su disco?
  10. Myau

     
    #10
    duffmanLo sai, vero, che avrebbe venduto tre copie su disco?

    Pare che non avremo mai la controprova.

    Hanno fatto il gioco, mi fanno anche il santo piacere di metterlo in vendita.

    Se vai nei negozi o nei siti di vendite on line li trovi pieni di roba che tira come un pelo di figa... dalle sinfonie di Shostakovich ai film di Tarr. Però chi li vuole se li può comprare...
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