Genere
Rhythm Game
Lingua
Italiano
PEGI
3+
Prezzo
€ 43,99
Data di uscita
19/11/2009

Just Dance

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Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Ubisoft
Genere
Rhythm Game
PEGI
3+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
19/11/2009
Lingua
Italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 43,99

Lati Positivi

  • Brani in verisone originale
  • Coreografie divertenti
  • Meccanica semplice e adatta a tutti

Lati Negativi

  • Scaletta breve e non espandibile
  • Gameplay fin troppo "casual"
  • Poche modalità di gioco e nessun extra

Hardware

Just Dance richiede il possesso di una console Nintendo Wii PAL e di tanti Wiimote quanti sono i ballerini impegnati nella competizione, fino a un massimo di quattro. Tecnicamente c'è davvero poco da segnalare: l'interfaccia fa il suo dovere e gli effetti sonori non "inquinano" il brano musicale, che giunge alle orecchie dei giocatori identico alla versione su disco.

Multiplayer

Fino a quattro giocatori possono sfidarsi in contemporanea e all'interno di tre diverse modalità di gioco; volendo, è anche possibile organizzare tornei personalizzando le regole e il numero di brani da ballare.

Link

Recensione

Senti il ritmo

Il salotto diventa la pista di una discoteca.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Lanciata com'è nel mercato dei casual game per Wii, in contrapposizione frontale con Nintendo soprattutto per quanto riguarda le alternative a Wii Fit, Ubisoft non manca di esplorare il genere dei rhythm game danzerecci con questo Just Dance fresco di pubblicazione, sfruttando il Wiimote per rilevare i movimenti del giocatore e assegnare un punteggio alla sua performance. In passato abbiamo visto esperimenti di questo tipo anche per le console della precedente generazione - vedi alla voce EyeToy: Groove - per non parlare di uno dei precursori dell'intero genere dei rhythm game con periferica dedicata, ovvero Dance Dance Revolution (classe 1998, roba da giocatori anziani).
La bontà del gameplay di questo particolare sotto-genere è sempre stata strettamente legata alla precisione con cui il gioco riusciva a tenere traccia della performance ludico-danzereccia: ottimamente, quindi, per i titoli basati su una pedana (o su un tappetino, per le versioni da casa), ma con risultati altalenanti nel caso di EyeToy e simili, la cui tecnologia richiede condizioni ambientali favorevoli (di luce, soprattutto) per dare il meglio ed evitare rilevazioni imprecise e conseguenti falle nella giocabilità.

quei diabolici anni '80

Uno degli aspetti immediatamente "vincenti" di Just Dance è la colonna sonora selezionata da Ubisoft e composta unicamente da brani originali: dagli indimenticabili successi della "disco" anni '70, passando per il pop radiofonico anni '80 fino a nomi decisamente più freschi, la scaletta del gioco offre a tutti qualcosa da ballare: non manca, com'era prevedibile, qualche artista meno noto e qualche brano sottotono ma le chicche sono numerose: già solo per la presenza di "Eye of the Tiger" e "Girls Just Want to Have Fun" qualcuno sarebbe tentato di comprare il gioco a scatola chiusa.
Nel complesso, però, 32 canzoni sono appena sufficienti per animare una serata in famiglia e il rischio di stufarsi è palpabile già dopo un paio d'ore, con l'aggravante che la scaletta non è espandibile in alcun modo. Prevedere possibili aggiunte via DLC, magari a prezzo modico o gratuitamente, sarebbe stato un ottimo incentivo all'acquisto.

tutto con una mano

Riducendo al minimo la tecnica richiesta ai giocatori-ballerini, in pura ottica "casual", Ubisoft ha orchestrato un gameplay basato sul solo Wiimote, da tenere in una mano mentre si eseguono le mosse consigliate da apposite icone - che scorrono nella parte inferiore dello schermo - e da un ballerino che, posizionato al centro, esegue la miglior versione possibile della coreografia. I limiti di questa impostazione sono evidenti anche senza bisogno di metterla alla prova: che bisogno c'è, per esempio, di muovere le gambe (come suggerito implicitamente dal gioco) se l'unico movimento rilevato è quello della singola mano? Così, pure, non si capisce che bisogno ci sia di muovere entrambe le braccia, o la testa, o ancheggiare, se tanto il punteggio non ne tiene conto.
Una risposta, per quanto banale, è che provando a ballare imitando il ballerino del gioco ci si diverte, e anche parecchio, mentre stando comodamente seduti a muovere "furbamente" il Wiimote ci si diverte molto meno, anzi, non ci si diverte affatto. Ecco, insomma, che la collborazione del giocatore assume un ruolo importantissimo nel determinare la riuscita o meno del gameplay; e questo, purtroppo, è un fattore che solitamente va a discapito della valutazione, che non può non tenerne conto.

c'era una volta john travolta

Non perché siamo sotto Natale, e anche i recensori di videogiochi diventano più buoni, ma bisogna ammettere che preso con lo spirito giusto, come spiegato poco sopra, Just Dance non fallisce l'obiettivo che si propone, riuscendo anzi nel doppio obiettivo di divertire e far sudare i giocatori come in una sessione di aerobica in palestra, complici le coreografie tutte a base di ampi gesti delle braccia e continui saltellamenti. La rilevazione dei movimenti non ci appare impeccabile, in verità, ma nemmeno così disastrosa da inficiare il gameplay: in realtà vi capiterà molte volte di ricevere una valutazione eccessivamente positiva, pur eseguendo gesti palesemente sbagliati, oppure di non capire dove state sbagliando, ma crediamo che questo funzionamento "ballerino" (tanto per restare in tema) possa rientrare a pieno titolo nello spirito casual e "caciarone" del gioco di Ubisoft. Nella foga del ballo è probabile che nemmeno farete caso a quante volte il gioco rileverà malamente i vostri movimenti e forse non ve ne potrà importare più di tanto.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Chi fosse in cerca di un vero rhythm game a sfondo danzereccio, con cui mettere alla prova le proprie abilità di giocatore, oltre che il proprio talento di ballerino, dovrebbe tenersi a debita distanza da Just Dance, dal momento che il tenore strettamente "videoludico" della produzione di Ubisoft, nell'accezione più tradizionale del termine, è clamorosamente basso. D'altro canto, date in mano i controller a quattro non-giocatori (meglio se di sesso femminile) amanti dei videoclip anni '80, cresciuti magari a "pane e DeeJay Television", e vi accorgerete che Just Dance svolge dannatamente bene il suo lavoro e riesce a divertire più di qualunque altro Guitar Hero sulla piazza. Peccato che, cronometro alla mano, il divertimento duri davvero poco e il rischio di pentirsi dell'acquisto a prezzo pieno è da tenere bene in conto.

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