Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
ND

Kameo: Elements of Power

Kameo: Elements of Power Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Rare
Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Mai ripetitivo
  • Ottima realizzazione tecnica
  • Interfaccia naturalissima
  • Trama godibile

Lati Negativi

  • Qualche alto e basso nella grafica
  • Avventura principale un po' lineare
  • Non particolarmente longevo se non si considerano le side quest
  • Alcune traduzioni sono forzate

Hardware

Per giocare a Kameo: Elements of Power è necessario un Xbox 360, una confezione originale del gioco e un joypad.

Multiplayer

La nuova fatica di Rare propone una modalità cooperativa da vivere in compagnia di un amico, via schermo condiviso.

Link

Recensione

Kameo: Elements of Power

D'accordo, su Duke Nukem Forever possiamo metterci una pietra sopra, però ci sono buone notizie all'orizzonte: Prey sembra ormai in dirittura d'arrivo e per giunta dovrebbe rivelarsi un bellissimo gioco, inoltre - udite udite - Kameo: Elements of Power ce l'ha fatta! Dopo anni di sviluppo e qualche tribolazione di troppo è giunto infine nei negozi. Ed è veramente una buona notizia.

di Simone Soletta, pubblicato il

GESTIONE DEL MOVIMENTO

Padroneggiare tutte le mosse di cui Kameo (nelle sue varie incarnazioni) è capace, per lo meno, non è affatto complesso. Rare ha sfruttato in modo molto intelligente il nuovo joypad di Xbox 360, deputando i due stick alle classiche funzioni di movimento (sinistro) e di orientamento dell'inquadratura (destro) e affidando ai grilletti analogici ai vari attacchi che potremo utilizzare. Il tasto frontale A è richiama sempre Kameo e le permette di interagire con i personaggi non giocanti, di scuotere piante, di raccogliere oggetti; gli altri tasti frontali sono liberamente assegnabili a tre guerrieri a nostra scelta, sia attraverso il libro del Watnot, sia direttamente dal gioco. Basta tenere premuto uno dei tasti, a patto che non sia attivo in quel momento il guerriero elementale ad esso assegnato, per richiamare un menu circolare, dal quale potremo selezionare il personaggio che ci serve. L'operazione non mette il gioco in pausa, quindi è necessario agire con rapidità nelle battaglie più concitate.
Ogni guerriero ha in dotazione due attacchi di base più almeno uno speciale, e tutto questo si gestisce, come detto, attraverso i due grilletti analogici: utilizzando Giacciolor, per esempio, potremo premere il grilletto sinistro per porlo in modalità di tiro (lancia ghiaccioli verso i nemici da una visuale in prima persona); il grilletto destro per afferrare un nemico e trafiggerlo sui ghiaccioli che crescono sulla sua schiena (ed eventualmente usarlo poi come mazza o come proiettile); tutti e due i grilletti insieme per attivare mosse speciali, come una pioggia di ghiaccio, per esempio.
La grande varietà nelle capacità di attacco dei guerrieri elementali ha impedito la realizzazione di un'interfaccia di combattimento comune, e la cosa in alcuni casi può spiazzare un pochino, in special modo per quanto riguarda i movimenti, la mira e la gestione della telecamera. Se Carny, infatti, "aggancia" il nemico in puro stile "Zelda", lo splendido Termit assume, in configurazione "mortaio", le caratteristiche di movimento del protagonista di uno sparatutto 3D. La visuale utilizzando Rotolor è totalmente libera, invece quando si usa Inceneritor mirare può essere problematico per via dell'inquadratura posta dietro alla testa del drago. Solo in un caso possiamo dire che l'approccio sia deludente: si tratta di Marina, il guerriero acquatico, veramente irritante da controllare sott'acqua a causa di un'incomprensibile complessità nel sistema di controllo.
Insomma, imparare a padroneggiare le caratteristiche d'attacco di tutti i guerrieri elementali può non essere semplice, e anche verso la fine del gioco si corre il rischio di imbattersi in qualche imprevisto di troppo. L'importante, comunque, è cercare di non fossilizzarsi sempre sugli stessi personaggi, perché studiando con attenzione le possibilità offerte si riesce a diversificare molto l'approccio a ogni singola battaglia.
In un gioco del 2005, poi, non poteva mancare l'effetto slow motion, o "bullet time" che dir si voglia. Una barra posta in alto sullo schermo si carica ogni qual volta riusciremo a inanellare una buona quantità di colpi consecutivi e una volta riempita ci regalerà un breve periodo di rallentamento. Non si tratta, in verità, di una caratteristica fondamentale, anzi durante l'avventura ci siamo praticamente scordati di questo "bonus"... per lo meno fino a quando abbiamo raggiunto l'ultima zona del gioco, che presenta un paio di situazioni nelle quali sfruttare il rallentamento diventa fondamentale.

UNA DELIZIA PER GLI OCCHI...

D'accordo, Kameo: Elements of Power è ricco e ben strutturato, ma tecnicamente come si presenta? Come ha affrontato Rare la necessità di ridisegnare - di nuovo! - il suo gioco? L'alta definizione porta davvero tutti questi vantaggi? È inutile nasconderci, queste sono probabilmente le domande che la maggior parte dei giocatori si sta ponendo, in attesa che Xbox 360 raggiunga gli scaffali dei negozi italiani. Vorremmo però affrontare la questione in modo un po' inconsueto, tralasciando per quanto possibile l'impressione tecnica nuda e cruda per valutare invece come alcune delle nuove caratteristiche di Xbox 360 hanno influito sulla fotografia generale del gioco. Innanzitutto, va sottolineato come la grafica di un gioco di questo tipo, caratterizzato da un look fumettoso e da colori saturi e brillanti, sia stata letteralmente approfondita grazie all'impianto effettistico portato in dotazione da Xbox 360. Potremmo dire che rispetto a un titolo di "vecchia generazione", Kameo: Elements of Power presenta una molteplice stratificazione dedicata agli effetti speciali, agli sfondi, alle elaborazioni più avanzate dell'inquadratura. In particolare, ci ha colpiti l'utilizzo della profondità di campo che i designer di Rare hanno realizzato in questo gioco: la grafica non è più quella piatta, perennemente a fuoco in ogni suo particolare tipica di un videogioco; quello che si trova all'orizzonte viene sfumato proprio come ci si aspetterebbe da una ripresa cinematografica e televisiva. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un annebbiamento teso a nascondere particolari poco risoluti, tanto è vero che la profondità di campo dell'inquadratura si muove in tempo reale con la protagonista, mettendo a fuoco o sfocando i particolari troppo vicini e lontani e riportandoli alla chiarezza seguendo i nostri spostamenti. Si tratta di una soluzione su cui tanti anni fa lavoravano alacremente gli ingegneri di 3DFX e oggi possiamo dar loro atto che era una strada che meritava perseguire.
Un altro "livello" è sicuramente rappresentato dalla presenza attorno alla protagonista di una moltitudine di oggetti in movimento, in special modo in quelle aree che più di altre hanno goduto del tempo necessario per un aggiornamento completo. L'inquadratura, in questi casi, brulica letteralmente di cose da guardare come particelle, animaletti, fili d'erba renderizzati singolarmente, draghi che solcano i cieli e così via. Proprio gli effetti particellari e le distorsioni dovute, per esempio, al calore, si fondono con estrema naturalezza per dar vita a inquadrature "vive" e, sostanzialmente, credibili. Questi effetti sono ovviamente spettacolari nella visione in alta definizione, ma fanno buona mostra di sé anche collegando la console a un televisore tradizionale: certo, la risoluzione meno elevata rende l'immagine più pastosa e tende a rendere meno netto e spettacolare l'impatto dei singoli effetti, ma tutto sommato l'accresciuta potenza computazionale di Xbox 360 sa mostrarsi anche in queste particolari condizioni.
Menzione speciale va anche dedicata all'illuminazione, che a tratti mostra una dinamica veramente sconosciuta fino ad oggi su console, quasi innaturale a prima vista: abituati come siamo alle routine tipiche dei giochi usciti fino ad oggi, in alcuni casi ci siamo stati spiazzati, come nel caso della sala del trono degli elfi. Le aree del gioco, insomma, prendono letteralmente vita davanti ai nostri occhi, anche se qualche alto e basso, come dicevamo, è avvertibile: ci sono zone che probabilmente hanno potuto contare su minori attenzioni da parte del team di sviluppo e pur essendo di buon impatto visivo, non sembrano all'altezza - per esempio - della Regno Incantato. Lo stesso vale anche per i personaggi: la stessa Kameo, animata in modo eccellente e ben definita nel gioco, appare un po' grezza durante i filmati d'intermezzo, un particolare che stona un po' con la ricerca maniacale del dettaglio di alcuni dei livelli.
Dove però Rare ha dato il meglio è probabilmente nella rappresentazione dei materiali, pescando a piene mani nelle routine di Parallax Mapping e riuscendo a fornire una fisicità elevatissima alla maggior parte delle texture che incontriamo durante l'avventura. Sassi e cortecce in genere sono eccellenti, spettacolari addirittura alcuni metalli arrugginiti che troviamo nell'ultimo livello del gioco, tanto realistici da poterli quasi toccare.

... UNA MERAVIGLIA PER LE ORECCHIE

A far da contrappunto a cotanta grafica troviamo un impianto audio di tutto rispetto, costruito sfruttando al meglio la codifica Dolby Digital 5.1 in tempo reale di cui Xbox 360, così come il suo predecessore, è capace. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una densa stratificazione, partendo da una colonna sonora ispiratissima e costruita attorno a brani molto simili, a seconda delle situazioni, ai lavori di Howard Shore (Il Signore degli Anelli) e di Hans Zimmer (Il Gladiatore, The Rock), contaminati con qualche lieve retrogusto "alla Matrix" e del miglior John Williams. Una colonna sonora strepitosa, fatta di crescendo poderosi, di cori potenti, di "adagio" delicati e mai invasivi, varia al punto giusto e capace di farvi dimenticare la possibilità offerta dalla console di sostituirla con la vostra playlist preferita.
A questo si aggiunge un doppiaggio in italiano di ottima fattura e tutta una serie di effetti sonori di buon livello, sparsi in tempo reale e con estrema precisione sui 5.1 canali disponibili. Il clangore della battaglia in primo piano e l'insulto di un troll che si avvicina alle nostre spalle in sottofondo sono il minimo che potessimo aspettarci, ma colpisce la "vita quotidiana" dei personaggi che abitano le zone che visitiamo e che contribuiscono, con il loro chiacchiericcio e i rumori "di tutti i giorni", a delineare un tappeto sonoro preciso, ricco e soddisfacente.

UNA FAVOLA DIGITALE

Kameo: Elements of Power è un'avventura ricca e soddisfacente sotto tutti gli aspetti. Forse non può ambire a raggiungere le vette eccelse dei più riusciti capitoli della serie The Legend of Zelda, ma in un'ipotetica classifica dei campioni del suo genere d'appartenenza si inserisce senza dubbio nei gradini più alti. La nuova avventura "made in Rare" è un racconto delicato che sembra uscito da un libro fantasy, capace di incollare allo schermo fino a quando non giunge la fine e che spinge a reinserire il disco nel lettore della console per gironzolare ancora un po' nel mondo di Kameo alla ricerca dei frutti elementali mancanti (non è necessario raccoglierli tutti per terminare il gioco) o di rune da spendere nei negozi sparsi tra i villaggi.
Un'avventura che può essere vissuta anche in compagnia sfruttando una modalità cooperativa che sfrutta lo schermo condiviso. Insomma, un gioco che un appassionato di action-adventure dovrebbe lasciarsi scappare per nessun motivo.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
In tutta sincerità, non ci aspettavamo grandissime cose da Kameo: Elements of Power. Un titolo che ha vissuto una genesi così travagliata ci dava l'impressione (sulla carta, ovviamente) di un adattamento fatto in fretta e furia per uscire - finalmente - in contemporanea con Xbox 360. Invece il gioco non solo ha smentito il nostro scetticismo, ma ci ha convinti appieno. Al di là dell'impatto tecnico, Kameo: Elements of Power è un gioco gradevole dall'inizio alla fine e oltre. Ottima l'idea dei guerrieri elementali, perfetto il level design che ci spinge a usarli con progressiva intelligenza, divertente il character design generale e quello dei guerrieri in particolare. Quest'ultimo nato in casa Rare sa coinvolgere a tutti i livelli, spinge il giocatore a inserire il disco nella console anche solo per indugiare nella ricerca di rune da spendere o di frutta da utilizzare per potenziare i guerrieri, e oltre all'avventura principale ci sono molti extra da scoprire girovagando nelle zone del mondo di Kameo. A questo si aggiunge una grafica di grande impatto che non mostra mai indugi di sorta, ricca di effetti speciali e di particolari mai visti prima in un gioco di questo genere. Considerato che siamo di fronte all'ennesimo aggiornamento di un gioco in sviluppo da anni (e la cosa si nota in alcune delle zone che andremo a visitare), non possiamo che essere pienamente soddisfatti e guardare al futuro dell'"HD Era" con rinnovato ottimismo. Concludiamo citando la colonna sonora, sensazionale anch'essa: non utilizzate una playlist personalizzata mentre giocate a Kameo: Elements of Power... sarebbe davvero un peccato.