Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
8/11/2006

Killzone Liberation

Killzone Liberation Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
8/11/2006
Lingua
Inglese
Giocatori
6

Lati Positivi

  • Meccaniche originali
  • Buon motore grafico
  • Tante modalità di gioco

Lati Negativi

  • Molto lineare
  • Difficoltà frustrante
  • Ambientazione stereotipata

Hardware

Una confezione originale del gioco, una PSP e 64 KB liberi su Memory Stick sono gli unici requisiti per giocare. In un prossimo futuro potrebbe essere utile una connessione Wi-Fi per scaricare contenuti aggiuntivi da internet, tra cui una promessa modalità multiplayer online.

Multiplayer

Sono presenti diverse modalità - cooperativo, deathmatch e altre ancora - che possono essere giocate grazie alla modalità Ad Hoc. Gli sviluppatori hanno promesso anche una modalità Infrastruttura per giocare online, scaricabile nei prossimi mesi da Internet.

Link

Recensione

Non il solito Killzone

Tattica ed azioni si fondono su PSP.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Sono rari, ma esistono anche loro. Stiamo parlando dei giochi fatti bene, ma incapaci di appassionare. Killzone Liberation entra a pieno diretto in questa categoria: costruito su solide basi e sviluppato senza errori importanti, trascina stancamente il giocatore da un livello all'altro.

COMBATTIMENTO ORGANIZZATO

Impossibilitati dalle caratteristiche di PSP di realizzare uno sparatutto in prima persona, gli olandesi di Guerrilla hanno giustamente optato per uno sparatutto in terza persona con un'inquadratura che una volta si sarebbe definita isometrica. All'interno di questo formato hanno sviluppato un gioco dalle poche, ma ben definite, regole. Nella modalità di gioco principale il protagonista Jan Templar - lo stesso del capitolo su PS2 - deve affrontare una serie di livelli combattendo le truppe Helgast. Le meccaniche di base per portare a termine le missioni sono chiaramente spiegate nel tutorial: abbassatevi ed aspettate che il nemico ricarichi per contrattaccare. La possibilità di accucciarsi è l'elemento fondamentale del gioco: i livelli sono stipati di strutture dietro le quali ripararsi e raccogliere le idee sul da farsi. Questo non vuol dire che Killzone Liberation sia uno stealth game, tutt'altro, anche se alcune opzioni come la possibilità di sapere se si è stati individuati o meno dai nemici possono far pensare il contrario. Killzone Liberation deve essere giocato pianificando le proprie mosse, ma rimane un gioco d'azione puro: nella maggior parte dei casi si prosegue solo uccidendo tutti gli avversari presenti in zona.
E non è una cosa facile. Due dei tre livelli di difficoltà offrono un livello di sfida notevole, probabilmente impossibile se non si potesse riavviare dai checkpoint, piazzati con frequenza nei livelli. Infastidisce che l'unico modo per risolvere certe situazioni sia morire e riprovare un numero imprecisato di volte, finché la corretta sequenza di azioni è stata compresa.

INTELLIGENZE A CONFRONTO

Il merito di un tale livello di sfida è dell'intelligenza artificiale. Gli Helgast sanno muoversi, sanno sparare, sanno agire in team. L'unico difetto che abbiamo riscontrato è l'incapacità di abbandonare la loro zona d'azione per seguire Jan, ma si tratta davvero di un problema da poco.
Meno positivo il giudizio sull'intelligenza artificiale degli alleati. In sporadiche missioni bisogna portare con sé un commilitone (o qualcuno da scortare) e purtroppo capita che si metta sulla linea di fuoco o che non si accorga di granate lanciate dai nemici, tanto per fare due esempi. Neppure utilizzando i semplici comandi tattici a disposizione la situazione migliora sensibilmente.

LE ARMI NON BASTANO MAI

Per affrontare tutte queste difficoltà, Jan ha un arsenale notevole. La scelta dell'arma prima di ogni missione non è vincolante e durante i livelli è possibile trovarne di nuove e dalle caratteristiche molto diverse. La mira è assistita automaticamente e sebbene questo sistema all'inizio sia un po' spiazzante, con il passare del tempo si acquista fiducia. Da notare la possibilità di mirare esclusivamente a degli oggetti. Buona parte del divertimento sta infatti nel capire come sfruttare l'ambientazione (barili, mine, sensori) per liberarsi in fretta degli avversari. Peccato che la telecamera non sia controllabile: si muove da sola e solitamente inquadra l'azione al meglio, ma almeno la possibilità di avvicinare o allontanare lo sguardo avrebbe fatto comodo, anche perché il motore sembra in grado di sopportarlo. Tecnicamente il gioco non ha nessun problema, se non un Rag Doll implementato in maniera esagerata nei cadaveri.

PECCATI VENIALI?

Come dicevamo all'inizio però, l'insieme di tutti questi elementi non è all'altezza del valore dei singoli. La linearità, la ripetitività di certi movimenti e meccaniche, la difficoltà a volte eccessiva e una storia tutt'altro che entusiasmante (raccontata pure in maniera poco chiara) sono i maggiori imputati. Tutti aspetti che non possono essere sottovalutati giudicando Killzone Liberation.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Killzone Liberation è un gioco molto curato. Si presenta con una nutrita schiera di opzioni e modalità e delle meccaniche ben studiate. Però il buon lavoro di Guerrilla non è stato sufficiente per creare un gioco appetibile. Potrebbe soddisfare gli appassionati d'azione alla ricerca di qualcosa di diverso, ma se non si è tra le file di questa categoria, il rischio di rimanere delusi è elevato.