Genere
ND
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
49,90 Euro
Data di uscita
1/3/2004

Killzone

Killzone Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
1/3/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
16
Prezzo
49,90 Euro

Lati Positivi

  • Ambientazioni suggestive
  • Trama coinvolgente
  • Ottime animazioni

Lati Negativi

  • Intelligenza Artificiale altalenante
  • Frame-rate insoddisfacente
  • Eccessiva linearità dei livelli

Hardware

Killzone richiede una PlayStation 2 PAL dotata di joypad, una Memory Card con almeno 63 KB disponibili e una confezione originale del gioco. Per sfruttare le modalità multiplayer è richiesto un secondo pad per lo split-screen a due giocatori o un Network Adaptor per le sfide online (oltre ovviamente a un collegamento a banda larga). Killzone supporta l'audio Dolby Pro Logic II e la modalità video a 60 Hz (NTSC), mentre non offre la possibilità di visualizzazione nel formato 16:9.

Multiplayer

Killzone permette a due giocatori di affrontarsi tramite split-screen. La modalità online offre supporto a sfide per sedici giocatori in contemporanea al massimo.

Link

Recensione

Killzone

Dopo anni di attese, notizie trapelate, mezze promesse e rinvii, ecco finalmente che le ambizioni del team olandese Guerrilla devono affrontare l'ordalia del fuoco, ovvero l'inflessibile giudizio dei giocatori di mezzo mondo, ansiosi di mettere le mani sul primo sparatutto realizzato con l'hardware PlayStation 2 come piattaforma assoluta di riferimento. L'attesa sarà stata premiata?

di Alberto Cavalli, pubblicato il

Ben lungi dal costituire un mero orpello grafico, sono altresì parte fondamentale delle meccaniche del gioco, poiché ogni ciclo di ricarica richiede una manciata di secondi (durante i quali sarete alla mercé del fuoco avversario), obbligandovi quindi a pianificare con attenzione l'alternanza tra assalti e fasi di copertura, pena il rischio di essere colti con le fatidiche "brache calate" da un drappello di Helgast.

LA STUPIDITA' DELLA GUERRA

La capacità delle forze nemiche di sopportare un discreto numero di colpi prima di cadere (imputabile alla bontà delle protezioni in kevlar delle inquietanti uniformi quanto alla struttura fisica potenziata della razza Helgast) e il sorprendente comportamento dell'intelligenza artificiale avversaria impone quindi un approccio molto diverso rispetto alle carneficine digitali a cui siamo abituati in titoli del genere, privilegiando un incedere cauto e circospetto, nel tentativo di scorgere gli Helgast alla distanza prima che questi sorprendano noi. A questo proposito è necessario aprire un'ulteriore digressione circa l'intelligenza artificiale, la struttura dei livelli e l'orizzonte visivo. Andando con ordine: semplicemente stupefacente in vari frangenti, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche di gruppo o la selezione dei punti di appostamento, o ancora l'alternanza di fasi di attacco e fasi di copertura, l'intelligenza artificiale crolla inspiegabilmente in altrettanti, presentando nemici che rispondono convulsamente ai nostri assalti ravvicinati, o che cercano riparo [i]a fianco[/i] di un ostacolo piuttosto che alle sue spalle.
L'eccessiva linearità dei livelli semplifica enormemente la vita al giocatore, dato che ogni potenziale minaccia può provenire solo da una direzione, contribuendo quindi a minare sia la sensazione di trovarsi dinanzi a un reale scenario di guerra, sia le possibilità offerte da imboscate, bivi e strade alternative. In effetti, la varietà quattro dei comprimari che ci accompagneranno nel corso dell'avventura (e su cui non spendiamo troppe parole per non rovinarvi la, pur modesta, sorpresa) e che potremo selezionare come personaggio giocante all'inizio di ogni livello consente qualche leggera variazione sul tema, ma non tale da donare al titolo una struttura "aperta", dato che il percorso è comunque predeterminato in funzione al personaggio controllato.
Le splendide ambientazioni, disegnate con grandissima cura e ben congegnate dal punto di vista del level design, sono afflitte da una nebbia tanto suggestiva quanto pronunciata che si manifesta inspiegabilmente anche negli ambienti chiusi, denunciando quindi notevoli problemi dal punto di vista dell'illuminazione. Anche il ricorso al fucile da cecchino non risolve il problema, in quanto lo zoom è semplicemente un ingrandimento della porzione di schermo visibile a occhio nudo, senza alcun aumento apprezzabile della profondità di campo.

RIVER DEEP - MOUNTAIN HIGH

Killzone è un continuo susseguirsi di situazioni esaltanti e solenni delusioni, sia dal punto di vista grafico, che alterna scorci impressionanti a modelli poligonali talvolta davvero troppo modesti, animazioni dettagliatissime delle operazioni di ricarica e personaggi non giocanti che parlano senza muovere la bocca, e talvolta guardando nella direzione opposta alla nostra, sia da quello ludico, quando la (lineare) progressione di un livello subisce una battuta d'arresto perché non si è eliminato un Helgast nascosto un paio di centinaia di metri più indietro. Il comparto sonoro non fa eccezione, presentando temi musicali azzeccati e rumori di sottofondo coinvolgenti, salvo sparire completamente in alcuni frangenti, senza apparente spiegazione.
Il frame-rate si aggira nei dintorni dei trenta fotogrammi al secondo (è presente il selettore per i 60 Hz, ma non fa tantissima differenza), decisamente insufficienti per trasmettere un'adeguata sensazione di fluidità, messa a dura prova negli scontri più accesi. Fortunatamente, il ritmo ragionato del gioco rende meno pesante questo inconveniente, ma nel contempo obbliga il giocatore a soffermarsi più del dovuto su alcune texture non all'altezza delle migliori produzioni PS2. Anche le collisioni con gli ostacoli non sono curate adeguatamente, col risultato che riuscire a intrufolarsi in un passaggio angusto, magari per ripararsi dal fuoco nemico o per sorprendere un avversario alle spalle, o anche solo nel tentativo di esplorare l'area, potrebbe tramutarsi in una situazione abbastanza complessa da riconvertire allo stato originale.
La longevità complessiva è molto buona, sebbene i livelli siano spesso troppo frammentati e la difficoltà non sia calibrato perfettamente, presentando sessioni appaganti ad altre leggermente frustranti.
A corredo sono offerte alcune possibilità in multiplayer, offline limitato a due soli sfidanti (affiancati o meno da bot controllati dall'intelligenza artificiale), online fino a sedici partecipanti. Le modalità sono abbastanza variegate, sebbene le possibilità di personalizzazione siano ben lontane da quelle offerte da titoli come TimeSplitters 2. La modalità online è tutto sommato discretamente implementata, offrendo supporto vocale e sostanziale assenza di problemi di lag o disconnessioni, ma presenta notevoli problemi dal punto di vista del bilanciamento delle armi (si parte con l'arma standard di ogni razza, con la possibilità di reperirne altre sul campo di battaglia) e del frame-rate, che soprattutto nelle modalità più frenetiche (Deathmatch e Deathmatch a squadre) fa ampiamente rimpiangere la fluidità garantita dai 60 fotogrammi al secondo. Il nostro commento cercherà di tirare le fila di questa lunga e problematica trattazione.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Killzone è un titolo controverso, i cui manifesti pregi trovano difetti altrettanto evidenti ad abbassarne la valutazione complessiva, senza tuttavia permettere di formulare un giudizio univoco in un senso o nell'altro. Con un'ardita similitudine potremmo paragonare Killzone a un uomo brutto (e magari pure un po' antipatico) ma dotato di grande fascino. Il lungo tempo concesso a Guerrilla ci impedisce di parlare di occasione sprecata, ma pare quanto mai evidente che molti dei problemi di Killzone avrebbero potuto essere risolti posponendo il lancio di qualche mese. Le modalità multigiocatore, online e offline, tradiscono parzialmente le attese (tutto, ovviamente, dipende dal livello delle stesse) e non riescono a imporre Killzone come nuovo paradigma del genere, sebbene il level design dia limpidi segnali di genialità in più di un'occasione. Mai come in questo caso un test più o meno approfondito è consigliato prima di procedere all'acquisto.