Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
25/8/2011

King Arthur: Fallen Champions

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Datasheet

Produttore
Paradox Interactive
Sviluppatore
Neocore Games
Genere
Strategico in tempo reale
Data di uscita
25/8/2011
Lingua
Inglese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Gameplay solido
  • Grafica di buon livello
  • Trama più che discreta
  • Tasso di sfida elevato

Lati Negativi

  • Impossibile salvare durante le battaglie
  • Motore grafico esigente
  • Qualche bug

Hardware

Come requisiti hardware troviamo un PC con sistema operativo Windows XP SP2, Vista o 7, dotato di processore AMD Athlon 4000+ o equivalente, 1,5 GB di RAM e scheda video di classe Nvidia 8600 GT o ATI Radeon HD3650 con almeno 256 MB di memoria. Sul nostro PC con processore Core i7 a 2,8 GHz. 6 GB di RAM e scheda video GeForce GTX 260, abbiamo dovuto trovare un compromesso tra dettagli e prestazioni ottimali, ovvero per ottenere almeno un frame rate di 30 frame per secondo alla risoluzione di 1280x800 pixel.

Multiplayer

Non sono presenti modalità multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo giocato alla versione completa del gioco per alcune ore grazie a un codice fornitoci dagli sviluppatori.

Link

Recensione

Gli eroi caduti

Tattiche di guerra tra nebbia e colline.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Dopo aver concluso la mini-avventura testuale che precede ogni battaglia il giocatore può - ma non è obbligato a farlo - passare alla schermata di gestione dell'eroe per intrattenersi con la componente più ruolistica (non per niente il capitolo principale della serie si chiama King Arthur - The Role-playing Game), ovvero spendere i punti esperienza accumulati per potenziare il personaggio e le sue abilità. Queste ultime vanno equipaggiate in un apposito pannello ed è quindi normale che dopo un po' si sia costretti a operare delle scelte dolorose (meglio i lupi fantasma o la possibilità di sacrificare un'unità per guarirsi?); analogamente sono disponibili alcuni slot per indossare alcuni capi di vestiario e oggetti magici recuperati nelle battaglie precedenti, in grado anch'essi di dare una marcia in più al nostro eroe. Onestamente, non si capisce come possa un giocatore decidere di non affrontare questa parte del gioco, considerato il livello di difficoltà tutt'altro che amichevole, ma tant'è, si vede che il mondo è pieno di masochisti...

microgestione mon amour

Una volta entrati nel vivo dell'azione, quel che attende il giocatore è un classicissimo gameplay da wargame tattico in stile Total War (ma tanti altri esempi potrebbero essere fatti): a parte quelle missioni in cui l'esercito va reclutato strada facendo, di base si tratta di sopravvivere a una o più battaglie all'interno di un vasto scenario esplorabile, cercando di sfruttare tatticamente a proprio vantaggio il territorio (vallate, corsi d'acqua, vegetazione e così via) o altre condizioni specifiche di una mappa - per esempio la fitta oscurità nella prima missione di Lady Corrigan, tipicamente stealth nonché "bastarda" come poche.

C'è un'apposita opzione per ordinare agli arcieri di mantenersi sempre a debita distanza dal nemico - King Arthur: Fallen Champions
C'è un'apposita opzione per ordinare agli arcieri di mantenersi sempre a debita distanza dal nemico
Gli esperti del genere sanno quali trappole si celano di solito in giochi di questo tipo: una cattiva gestione del mana, per esempio, può portare a consumare anzitempo le ricariche sparse per la mappa e a dire addio alla propria "vittoria immacolata"; ogni scelta tattica può avere conseguenze più o meno devastanti su una battaglia che magari va avanti da più di un'ora. Per dirne una, siamo reduci da una missione che stavamo vincendo con gran soddisfazione, nel migliore dei modi, ma che abbiamo perso per via di una disattenzione di pochi secondi, il cui effetto è stato ingigantito dal fatto che avevamo impostato lo scorrere del tempo a velocità massima (quadruplicata rispetto al normale).

foreste, nebbia e ululati

Uno degli aspetti più convincenti di King Arthur: Fallen Champions, giocabilità a parte, è quello legato alla buona direzione artistica del progetto, curata nei dettagli e mai pacchiana, enfatizzata da un motore grafico di buona fattura, che fa del suo meglio per gestire le enormi mappe piene di vegetazione, rese ancor più affascinanti dagli effetti particellari e dalla discreta illuminazione. Considerata la mole degli eserciti in campo, c'è poco da lamentarsi delle animazioni un po' abbozzate e della ridotta mole poligonale dei personaggi: se già così si fatica a tenere un frame rate decente con un PC di fascia medio-alta, è normale che gli sviluppatori abbiano dovuto risparmiare sui dettagli meno essenziali.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Classico ma non privo di sorprese, facile da approcciare ma anche "bastardo" al punto giusto, Fallen Champions non delude in nessun aspetto. Se volete andare sul sicuro, provate prima la demo del vecchio King Arthur.

Commenti

  1. ilgrantrebeobia

     
    #1
    Il gioco base mi è piaciuto, imho persino più divertente dei vari total war :P
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