Genere
Avventura
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
26/4/2016

King's Quest Episode 3: Once Upon a Climb

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Datasheet

Produttore
Sierra Entertainment
Sviluppatore
The Odd Gentlemen
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
26/4/2016
Lingua
Inglese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Personaggi ottimamente caratterizzati
  • Grande varietà di enigmi
  • Dialoghi spassosi e doppiaggio di qualità
  • Storia lineare, ben scritta e matura...

Lati Negativi

  • … ma fin troppo breve
  • Completamente in lingua inglese

Hardware

King’s Quest Pt.3: Once Upon A Climb è disponibile dal 26 Aprile su PS4, Xbox One, Pc, Xbox 360 e Ps3. Su PS4 sono necessari 1,9 GB di spazio sull’hard disk.

Multiplayer

Nessuna funzione multiplayer.

Modus Operandi

Ho trovato moglie al simpatico re grazie ad un codice per il download fornitoci da Activision.
Recensione

Il Re cerca moglie

Basteranno due bicipiti al povero Graham per trovare l’amore della vita in questo nuovo episodio di King's Quest?

di Andrea Vizzari, pubblicato il

A distanza di 4 mesi dall’uscita di “Rubble Without A Cause” sono tornato ad interpretare il simpaticissimo Graham nella terza parte di King’s Quest denominata “Once Upon A Climb”. Dopo un ottimo esordio e un’altalenante secondo episodio molto ripetitivo fatto di toni decisamente cupi, si sentiva il bisogno di una sterzata e per fortuna i ragazzi di The Odd Gentlemen non hanno deluso le aspettative.
Il tema centrale questa volta sarà l’amore, quello vero, capace di toglierci il fiato anche quando il nostro corpo sta cadendo a pezzi. Anche questa volta, un vecchio e malconcio re Graham decide di intrattenere la propria nipotina raccontando di come ha conosciuto la regina, sua sposa, sperando di soddisfare quella curiosità genuina che solo i bambini posseggono.
Tuffiamoci insieme a Graham nel suo viaggio che, prevedibilmente, sarà pieno di sorprese…

Anche in questo "Once Upon A Climb", la storia verrà narrata da un vecchio Graham con al fianco la dolce e curiosa nipotina Gwendolyn. - King's Quest Episode 3: Once Upon a Climb
Anche in questo "Once Upon A Climb", la storia verrà narrata da un vecchio Graham con al fianco la dolce e curiosa nipotina Gwendolyn.

CI VEDO DOPPIO?!

Accantonato il passato che lo ha visto crescere e maturare prima come aspirante cavaliere del re, e poi come sovrano dell’intera Daventry, Graham ha sperimentato in prima persona tutti i pro e i contro che una simile e gravosa carica porta con sé, primo fra tutti la protezione dei suoi stessi sudditi, come visto nel precedente episodio.
Ma cos’è che rende grande un uomo, se non una grande donna al suo fianco? Graham lo sa bene e per questo motivo comincia ad insinuarsi in lui il fardello di una vita in solitaria, di un vuoto enorme che va colmato il prima possibile. Temprato più nel fisico che nello spirito, in “Once Upon A Climb” vedremo come la paura di rimanere soli sia un nemico potenzialmente più pericoloso di una caverna piena di goblin tanto che, dopo il più classico dei pranzi regali (con i soliti siparietti esilaranti delle guardie reali), Graham vedrà nello specchio magico la soluzione al suo problema: una torre con tanto di principessa da salvare.
Quello che può sembrare il più classico dei canovacci cavallereschi si scontra con l’imprevedibilità del mondo di King’s Quest e la sorpresa è dietro l’angolo: la torre è in realtà un essere animato con zampe di gallina che si sposta di continuo con al suo interno, nella parte più alta, non una ma ben due principesse intrappolate da una vecchia strega di nome Hagatha.
Lo stupore negli occhi di Graham è palpabile ed in seguito ad un primo approccio decisamente buffo e inconcludente, il povero ragazzo finirà anch’esso imprigionato con le due fanciulle senza possibilità di fuggire se non dopo aver trovato il vero amore.
Fin da subito appare chiaro quanto le due principesse, Neese e Vee, siano di caratteri diametralmente opposti, ognuna con i propri hobby e i propri gusti: se la prima è un tipino piuttosto allegro, ama le avventure, la musica e le persone compassionevoli, la seconda preferisce un approccio più riflessivo e ama i puzzle tanto quanto le persone sagge e oneste.
Questa diversità per tanto si ripercuote nel gameplay del gioco in quanto ogni scelta che il giocatore prenderà durante certi dialoghi o risolvendo in un determinato modo alcuni enigmi porterà alla scelta di una fanciulla piuttosto che dell’altra, andando a influenzare il finale del gioco e, presumibilmente, i capitoli futuri.

Chi sceglieremo come futura regina e amore della nostra vita? La riflessiva e saggia Vee o l'esuberante Neese? - King's Quest Episode 3: Once Upon a Climb
Chi sceglieremo come futura regina e amore della nostra vita? La riflessiva e saggia Vee o l'esuberante Neese?

L’AMORE AGUZZA L’INGEGNO

Se il secondo episodio ha in parte deluso le attese a causa di un backtracking frustrante in parte accentuato dall’ambientazione fin troppo ripetitiva e dai toni molto scuri, “Once Upon A Climb” riporta la qualità del titolo dei The Odd Gentleman su livelli decisamente più apprezzabili, in linea con il buonissimo esordio. L’aver preferito strutturare il gioco in maniera più lineare ha permesso di godere appieno di ogni sfumatura della trama, senza frammentarla con un patetico backtracking. Pur trovandomi in ambienti piuttosto “chiusi” e limitati per quasi l’intera durata del titolo, non ho mai provato alcun tipo di noia nel girovagare per le poche stanze della torre o nelle limitate scorribande all’esterno e il merito va indubbiamente alla varietà delle situazioni che gli sviluppatori sono riusciti a creare ed implementare. I puzzle scelti per l’occasione, pur non brillando di difficoltà, sono ancora una volta molti vari e possono dare filo da torcere spingendo il giocatore a riflettere - anche diversi minuti – per trovare la soluzione corretta che porterà ad acquisire punteggio nel cuore di una delle due principesse.
Tra i tanti, ho apprezzato in particolare quello in cui una volta ascoltata una melodia cantata da degli scoiattoli, bisognava riprodurla suonando le corde di un liuto, ma non mancano i puzzle ambientali, di memoria, scene in quick time event.
I personaggi sono ben caratterizzati grazie allo splendido doppiaggio, tutti dotati di una propria personalità e perfettamente integrati nella storyline: oltre ad alcuni “cameo” di vecchie conoscenze come Manny o Whispers, già viste nei precedenti episodi, è il ruolo della vecchia e “malvagia” Hagatha che colpisce e, per certi versi, stupisce. Man mano che ci avviciniamo alla conclusione, verremo a conoscenza di numerosi dettagli sul suo nebuloso passato e sul perché si è rifugiata nella torre, scoprendo che, in fondo, è proprio vero che l’apparenza inganna.
Purtroppo, anche in questo capitolo ho trovato leggermente fastidioso e fuori luogo non poter saltare delle scene o dei dialoghi già visti e sentiti in seguito ad una morte.
Quello che potrebbe sembrare un piccolo difetto, in realtà diventa alquanto fastidioso quando, durante un particolare “puzzle”, ci si ritrova a provare e riprovare nel trovare la soluzione corretta e si è impossibilitati nel saltare linee di dialogo già sentite diverse volte.

Uno dei tanti "enigmi" presenti nel gioco, magistralmente inseriti e funzionali al contesto di gioco. - King's Quest Episode 3: Once Upon a Climb
Uno dei tanti "enigmi" presenti nel gioco, magistralmente inseriti e funzionali al contesto di gioco.

A livello tecnico, il titolo si mantiene sugli standard dei precedenti episodi con ambientazioni ben disegnate rese ancor più gradevoli dall’uso del cel shading, in grado di donare quel tocco fiabesco dato dall’uso di una palette cromatica variegata e mai ripetitiva come in “Rubble Without A Cause”.
Ho completato King’s Quest: Once Upon A Climb in circa 3 ore, e non nego di essere rimasto quasi deluso nel vedere i titoli di coda sperando in una durata decisamente maggiore. Va aggiunto che il titolo rimane interamente in inglese, sia nel doppiaggio che nei sottotitoli, rendendo così leggermente complicata la comprensione a chi ne è poco avvezzo.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Once Upon A Climb riesce nell’impresa di raccontare le gesta del prode Graham là dove il precedente episodio aveva fallito. Con un backtracking ridotto all’osso, il titolo riesce a mantenere vivo l’interesse del giocatore per tutta la sua durata grazie ad una narrazione gestita in maniera splendida, forse fin troppo lineare ma intensa. Questa volta, le tematiche affrontate spaziano dall’amore alla paura della solitudine e ci regalano l’episodio più interessante e delicato dell’intera serie, supportato dall’ormai solito ottimo comparto tecnico. Non mancano i momenti di pura azione, nonostante siano in minoranza mentre a farla da padrone sono i numerosi enigmi, mai banali e sempre funzionali alla storia. Quasi un peccato che duri così poco ma ho molta fiducia nel lavoro dei The Odd Gentlemen e non vedo già l’ora di poter tornare nei panni di Re Graham per vivere l’ennesima delle sue mille avventure.

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