Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
19/10/2004

Kohan II: Kings of War

Kohan II: Kings of War Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
TimeGate Studios
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
19/10/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Intelligente e scorrevole meccanismo di gioco
  • Mix bilanciato di combattimenti e gestione delle risorse
  • Belli gli effetti di luce
  • Editor di mappe incluso

Lati Negativi

  • Story mode contorto
  • Motore grafico non troppo ottimizzato

Hardware

La visuale ha mostrato degli scatti evidenti nelle fasi più affollate delle battaglie su un portatile Pentium 4 a 2 GHz dotato di GeForce 4 Go! con 64 MB di RAM e 512 MB di memoria centrale. Il sistema ideale secondo il manuale del gioco è identico a quello del sistema usato per la prova, con l'eccezione della scheda video, che dovrebbe essere una GeForce 4Ti. Noi consigliamo anche un processore un po' piu' veloce come il Pentium 4 a 2,5 GHz.

Multiplayer

Kohan II: Kings of War permette di giocare mediante LAN o su Internet tramite GameSpy con mappe per un numero massimo di otto giocatori.

Link

Recensione

Kohan II: Kings of War

Cosa deve possedere uno strategico alla fine del 2004 per distinguersi dalla concorrenza? Una qualità grafica superiore? Un sistema di gestione delle risorse perfettamente bilanciato? Un intrigante design delle missioni e battaglie strategicamente avvincenti? Perché no? E magari avrete già intuito che forse abbiamo trovato uno strategico che, queste doti, le ha tutte.

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

All'interno delle mura di un tipico insediamento urbano, infatti, non trovano spazio più di un certo numero di edifici e per ottenere le unità più avanzate serve l'interazione tra due o più entità. I Juggernaut, macchine di assedio e distruzione dei Gauri, richiedono la costruzione di un'accademia e di una fonderia, le unità a cavallo delle stalle e delle caserme, altre unità più avanzate necessitano anche di innovazioni tecnologiche che possiamo ottenere solo in seguito ad altri aggiornamenti. Va da sé che una città può realmente specializzarsi solo in alcuni tipi d'unità e, anche se possiamo disporre di più centri da destinare a vari studi o produzioni, è evidente che dobbiamo valutare che tipo di unità ci occorre prima di costruire a casaccio sul limitato territorio a disposizione. Intelligentemente il gioco richiede un tempo relativamente breve per approntare una compagnia militare, diverso è il discorso per gli avanzamenti tecnologici e magici che si conseguono negli appositi templi o accademie e richiedono una buona dose d'oro e di tempo in un gioco dove il tempo è prezioso. Tuttavia, bisogna valutare quando sostenere uno scontro o un assedio, perché gli upgrade sono importanti almeno quanto il numero stesso di soldati sotto il nostro comando e permettono a una compagnia di sopravvivere a più scontri, incamerando più punti esperienza e diventando, col tempo, una forza quasi inarrestabile. Abbiamo più volte citato il termine "compagnia": è il raggruppamento militare di base di Kohan II: Kings of War. Le unità non vengono mai prodotte singolarmente, si arruolano invece le compagnie, formate in genere da un capitano e da quattro o più unità subalterne. Così un gruppo di cavalieri sarà la prima, seconda o terza compagnia a cavallo e così via. Possiamo anche creare delle compagnie "custom", composte da unità di prima linea, ali e unità di supporto come guaritori e maghi. Compagnie di questo genere sono più numerose, più potenti e naturalmente più costose da arruolare ma, dal momento che ogni città può sostenere solo un determinato numero di compagnie, è preferibile che quelle a nostra disposizione siano più grandi e potenti possibile. Possiamo ampliare il numero di truppe arruolabili conquistando le città del nemico o fondandone altre grazie alle compagnie ad hoc dette di "fondatori".
Questo meccanismo rafforza l'urgenza di una guerra di movimento volta a conquistare le risorse del nemico, vero elemento chiave per tagliare le capacità d'approvvigionamento dell'avversario, anche perché le nuove città non possono essere costruite in quantità, ma solo nei siti appositamente predisposti nello scenario (sotto forma di fondamenta da completarsi), per cui la disponibilità di nuovi insediamenti è limitato.
Pur sfuggendo alle eccessive semplificazioni di alcuni strategici monorisorsa, Kohan II: Kings of War gestisce miniere e boschi in modo intelligente convertendo automaticamente l'oro nelle risorse che ci mancano (come l'importante mana, per alimentare i poteri dei maghi) ed eliminando noiose situazioni di penuria che insorgono solo se la situazione dei nostri giacimenti è precipitata in modo generale. Insomma, il modello di gioco offre un livello di sofisticazione su cui possiamo modellare una strategia manageriale più mirata, ma non diventa un ostacolo se invece vogliamo concentrarci su altri aspetti dello scenario.

CPU AGGUERRITA

Uno di questi aspetti ulteriori è certamente la strategia militare. TimeGate Studios ha studiato tanti accorgimenti per aumentare lo spessore strategico del gioco e rendere più realistiche le battaglie. Tra questi dobbiamo citare i livelli di morale e d'efficienza, il perimetro dei rifornimenti e comandi molto efficienti per la gestione delle compagnie. Le compagnie hanno tutte un morale che è influenzato dall'andamento della battaglia e dalla loro esperienza. Più sono esperte più si sposta verso l'alto la loro soglia di "sopportazione" nei confronti di una sfavorevole situazione di combattimento. Le unità che scendono al di sotto di questa soglia, non importa quale sia lo stato di salute dei soldati o l'effettiva situazione della battaglia, fuggono via facendo mancare il loro apporto, anche se rimangono nelle vicinanze e appena riguadagnano un po' di coraggio, tornano a dare il loro contributo alla battaglia. Il morale può darci la vittoria o la sconfitta a seconda dei casi: unità poco esperte possono darsi alla fuga anche se stanno per vincere, unità addestrate reggono bene l'urto anche di forze soverchianti, che, se meno esperte, possono essere sbaragliate. Questo aspetto rafforza l'importanza dell'esperienza e della conservazione delle compagnie di più antica formazione all'interno dei nostri ranghi. Ma come si fa a preservare l'esperienza se i nostri soldati, nonostante tutto, continuano a morire? Il punto è che l'esperienza è un attributo della compagnia e non del singolo individuo: quando la compagnia torna all'interno del perimetro dei rifornimenti di una città le unità mancanti vengono ripristinate automaticamente e la compagnia torna in breve al completo, per questo motivo le condizioni all'interno del raggio di rifornimento del nemico sono ovviamente favorevoli a quest'ultimo. L'efficienza è un fattore inversamente proporzionato alla velocità della formazione. Ci sono formazioni come quella a colonna che permettono ai nostri soldati di spostarsi in corsa, o quella sparsa per aumentare il raggio d'azione, che diminuiscono la forza d'impatto della compagnia e per questo vanno attivate solo quando è necessario.
Kohan II: Kings of War privilegia decisamente un ruolo attivo del giocatore durante le fasi calde dei combattimenti: fare mucchio dei nostri soldati e mandarli allo sbaraglio non ha senso, perché il fronte può essere sfruttato solo dalle prime linee e le altre unità rimangono inevitabilmente indietro, escluse dal combattimento. Per questo dobbiamo pilotare ogni compagnia in modo separato cercando sia di associare a ogni obiettivo la compagnia più appropriata, sia mirando a chiudere il nemico all'interno di un movimento a tenaglia per circondarlo. La CPU, d'altro canto, è tutt'altro che passiva e gestisce in modo intelligente sia le risorse che le unità militari, mirando agli obiettivi sensibili, limitando le perdite con ritirate strategiche e spostando le truppe da un fronte all'altro in modo rapidissimo secondo i più raffinati canoni della guerra di movimento. Dobbiamo sottolineare anche del fatto che Kohan II: Kings of War è uno di quei rari strategici dove i comandi alle nostre truppe vengono eseguiti con esattezza. Raramente i designer riescono a coniugare efficacemente la necessità di un soldato di difendersi con quella di obbedire agli ordini impartiti. In questo gioco invece sembra proprio che i programmatori abbiano trovato l'interfaccia giusta per non farci sentire degli strateghi frustrati, per esempio, con il comando fuga possiamo far abbandonare istantaneamente il combattimento a una compagnia troppo provata e con il pulsante di stop possiamo interrompere qualsiasi operazione in corso.
Questo strategico costruisce un legame tra giocatore e personaggi grazie all'ottima recitazione (in lingua inglese) dei doppiatori, coadiuvati dai visi dei leader che compaiono quando clicchiamo su una compagnia oltre che durante le varie cut-scene. Eccellenti e di grande effetto, come abbiamo detto, gli effetti sonori. La musica, sebbene un po' ripetitiva, è ben orchestrata e si mantiene su registri non invadenti.
Kohan II: Kings of War nasconde sotto un'apparenza a prima vista abbastanza convenzionale doti grafiche e di spessore che ve lo faranno amare, anche in virtù di meccanismi di gioco intelligenti e pratici e di un'interfaccia molto immediata e di grande efficienza.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Anche se TimeGate Studios non ha inventato nulla di rivoluzionario, Kohan II: Kings of War è uno strategico di gran lunga superiore alla media. La cura riposta in ogni aspetto del gioco, dalla caratterizzazione delle unità al gameplay lo rendono un titolo da cui è difficile separarsi anche se, inizialmente, non sembra avere nessuna dote di eccezionale rilievo. Col tempo si scopre un gameplay studiato per offrire uno spessore notevole senza intaccare il divertimento e l'immediatezza. Kohan II: Kings of War è un bilanciato cocktail di combattimenti e gestione delle risorse e raccoglie le innovazioni più intelligenti di cui ha beneficiato ultimamente questa categoria ludica. La grafica, sebbene non immediatamente sensazionale, è nobilitata da alcuni effetti di luce di rilievo, sebbene a prezzo di elevate specifiche di sistema. Le missioni ben congegnate e un'interfaccia efficiente evitano sensazioni di dejà vu e frustrazione rendendolo un'esperienza avvincente sul lungo termine. Rimane solo il rammarico per uno story mode che poteva essere suddiviso in varie campagne a seconda dello schieramento adottato, senza mischiare tutto all'interno di un unico scenario con conseguenze disorientanti per il giocatore. Attualmente è comunque uno dei migliori strategici sul mercato che, però, deve anche confrontarsi con titoli del calibro di Rome: Total War.