Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
58,90 euro
Data di uscita
24/11/2003

Kya: Dark Lineage

Kya: Dark Lineage Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Genere
Avventura
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
24/11/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
58,90 euro

Lati Positivi

  • Varietà del gameplay
  • Immediatezza
  • Stile grafico

Lati Negativi

  • Profondità del gameplay
  • Linearità

Hardware

Per andare a caccia di Wolfen avrete bisogno di una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL, un joypad DualShock e una Memory Card con un po' di spazio libero.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Kya: Dark Lineage

Volare è un'attività che mal si concilia con la conformazione fisica degli esseri umani: se fossero stati fatti per volare avrebbero ossa cave come gli uccelli e larghe membrane per offrire maggiore resistenza all'aria. Ciò non esclude le dovute eccezioni e ancora una volta il mondo dei videogiochi si prepara a stravolgere le leggi naturali, regalandoci al contempo una nuova intrigante eroina...

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Si è fatta attendere un po' più del previsto, ma alla fine Kya, la nuova promessa del genere che oscilla tra "platform" e "action adventure", ha imboccato la strada dei negozi. E' difficile parlare semplicemnte di platform o di action adventure per un titolo come Kya: Dark Lineage che mischia così apertamente le carte di molteplici generi, anche se non a tal punto da lasciare spaesati. Non siamo insomma di fronte a un nuovo Super Mario 64, ma la fantasia infusa nel progetto Kya sembra essere stata ugualmente notevole. A conferma della stravaganza del progetto iniziale è sufficiente dire che gran parte del team di programmazione e il codice di base del motore grafico provengono nientemeno che dalla produzione di V-Rally 3, il gioco di guida arcade che più di ogni altro a contribuito a far conoscere il nome di Eden Studios tra i giocatori e la cui presenza aleggia ancora in alcune sezioni "racing" del titolo Atari.

WHERE WOLF?

Già la divertente sequenza di apparizione del logo della software house predispone bene all'ingresso nel mondo di Kya: Dark Lineage, un universo costituito da numerose isole sospese nel vuoto, e comunicanti tra loro grazie a fortissime e costanti raffiche di vento. Durante il filmato iniziale, realizzato con lo stesso motore grafico del gioco, vediamo Kya proiettata in questo assurdo mondo insieme al fratello, dopo aver scoperto un misterioso baule nella soffitta di casa e aver causato l'apertura di una sorta di portale. Intrappolata nella nuova dimensione, Kya dovrà fare i conti con una situazione per nulla incoraggiante: il bizzarro popolo dei Nativ che la accoglie è infatti minacciato da un mago potentissimo, tale Brazul, originario della nostra dimensione e capace di trasformare i timidi Nativ in Wolfen, sorta di lupi mannari molto furbi e sovente armati fino ai denti. Come capita quasi sempre nelle storie di questo tipo, l'unica speranza per Kya di tornare a casa con il fratello è costituita da un medaglione magico, andato distrutto e sparpagliato in piccoli pezzi per tutte le isole del mondo dei Nativ. La sua missione sarà quindi quella di ricomporre il medaglione e di sconfiggere il malvagio Brazul. Per riuscirvi Kya dovrà seguire alla lettera i consigli di Atea, l'anziano capo dei Nativ, e del suo aiutante Aton, figura piuttosto ambigua nonché invidioso delle doti della protagonista.

THERE CASTLE!

Il primo approccio con le abilità del femmineo alter-ego lascia favorevolmente impressionati: il sistema di controllo è buono e la rapida risposta ai comandi consente di cavarsi d'impiccio con facilità in ogni situazione. Integrando il tutorial con le battute iniziali della trama, i ragazzi di Eden Studios sono riusciti a calibrare una curva d'apprendimento molto dolce, tanto che dalle prime timide "planate" alle spettacolari sezioni in sella a un Jamgut sembreranno trascorsi dei secoli (e un'occhiata all'indicatore di avanzamento dirà che siamo solo al 10% di tutto il gioco). Inizialmente Kya sarà sprovvista di un qualunque tipo di arma, il che è un bene perché permette di prendere confidenza col per nulla semplicistico set di attacchi melee, ispirato a quelli dei picchiaduro tradizionali e quindi prodigo di combo e attacchi speciali.
I nemici che il gioco mette in campo sono di varia natura: alcuni, come i Wolfen, vanno affrontati appunto a mani nude, mentre tre diversi tipi di boomerang tornano utili per eliminare le orde di creaturine fastidiose che ci verranno incontro sin da subito. Restando in argomento "mostruosità" va detto che la varietà nei nemici non è esorbitante, ma ogni tipologia è caratterizzata con estrema cura e necessita ogni volta di una particolare strategia per essere eliminata. I Wolfen, però, godono di uno statuto speciale perché non vanno semplicemente messi a tappeto, ma anche "esorcizzati", ovvero liberati dall'incantesimo di Brazul e riportati alla loro pacifica natura di Nativ. In qualunque momento è possibile controllare quanti Wolfen sono stati esorcizzati in ciascun livello del gioco ed eventualmente farvi ritorno per completare l'opera.

OH CAVALLO!

La meccanica di gioco di Kya: Dark Lineage è un riuscito patchwork di molte mode del momento, su una base platform comunque consistente e ben realizzata. Il tutto è motivato dalla natura bizzarra del mondo dove Kya è rimasta intrappolata, in pratica un arcipelago di isole sospese nel vuoto e collegate da una fitta rete di correnti d'aria, incanalate dentro appositi tubi o anfratti della roccia. Al principio quasi tutti i condotti che consentono di viaggiare da un'isola all'altra sono chiusi e sarà compito di Kya aprirli uno dopo l'altro, seguendo le missioni assegnateci da Atea. Purtroppo gli obiettivi vanno raggiunti in ordine rigoroso, il che limita parecchio, almeno inizialmente, la sensazione di libertà, che migliora pian piano che si rende accessibile una porzione più vasta di mondo.
Planare spinti dalle correnti è una delle prime skill che bisogna padroneggiare bene, anche perché molte delle sezioni più squisitamente "arcade" del gioco prevedono di passare attraverso tortuosi condotti irti di pericoli facendo leva sulle proprie abilità di controllo del volo. Un'altra divertente ramificazione della meccanica di gioco è quella che prevede l'uso di alcuni scivoli, da affrontare con l'apposita tavola da simil-snowboard. La discreta velocità di queste sezioni unita all'uso intelligente dei trabocchetti e alla possibilità di saltare gli ostacoli rende queste parti tra le più accattivanti in assoluto, anche se sarebbe stato bello vedere implementati i "trick" che, per stessa ammissione degli sviluppatori, non c'è stato il tempo di inserire. Chiudono l'elenco delle sezioni di "guida", quelle che prevedono l'uso di un Jamgut, una specie di incrocio tra un dodo e un dinosauro, in grado di travolgere nemici e staccionate nonché di spiccare salti molto lunghi; la difficoltà di queste sezioni non è granché, ma il controllo sobbalzante del Jamgut in corsa trasmette comunque una bella sensazione.

UNA SPRUZZATA DI METAL GEAR

Come se non bastasse la mole di richiami fin qui presenti a titoli e generi particolarmente fortunati, la furia "citazionista" di Kya si esibisce anche nel - per altro felice - scimmiottamento dei giochi a la Metal Gear Solid, con un vasto repertorio di situazioni dove la chiave per andare avanti è custodita nella parola "furtività". All'arrivo in ogni nuova zona presidiata dai Wolfen, una coreografica carrellata mostra velocemente la disposizione dei nemici (osservabile anche sulla mappa, sempre completa di tutti i dettagli). Il tasto R2 serve ad attivare la modalità "furtiva" con la quale è possibile passare inosservati a una certa distanza dalle guardie. Per inciso, il tutto è molto semplificato rispetto ad uno "stealth game" vero: i Wolfen tornano in posizione dopo pochissimi secondi e non è possibile personalizzare un minimo la strategia. Nell'ottica di un platform 3D questa semplificazione è confortante, ma non arriva a muovere le corde sentimentali degli strateghi, abituati a situazioni ben più complesse.
Nonostante la deriva "semplicistica" che sembra aver contagiato più o meno tutti i differenti approcci offerti dal gameplay, va detto che nel complesso Kya: Dark Lineage riesce a tenere viva l'attenzione e a fornire qualche momento di puro divertimento, specie in alcuni livelli caratterizzati da un design più suggestivo della media e con situazioni più difficili da affrontare. La possibilità di fare ritorno quando si vuole in città per comprare nuovi oggetti, armi, gadget e potenziamenti o per scommettere crediti nei numerosi sottogiochi presenti consente di affrontare il gioco con più rilassatezza, a tutto vantaggio della longevità che pare attestarsi comunque su buoni livelli.

IL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Ma non è di solo gameplay che vive l'appassionato di platform e action adventure: la caratterizzazione grafica dei personaggi e degli scenari costituisce un fattore più che determinante nel giudicare il "fascino" di un gioco di questo tipo, e in questo settore i ragazzi di Eden Studios meritano una citazione di encomio. Sin dai primissimi istanti si capisce di quale "pasta" siano i grafici che hanno lavorato sul progetto, ma è andando avanti nell'avventura che lo stupore cresce sensibilmente. Illuminata da una palette cromatica sgargiante, la città dei Nativ è una specie di giostra dentro una giungla, con un enorme albero su un lato che fa da super-ascensore per tutti i livelli presenti nelle altre isole, e un cristallo gigantesco al centro che serve a recuperare le energie, similmente a quelli più piccoli sparsi in punti nevralgici degli altri livelli. Ma non è nulla se confrontato ai panorami delle altre isole che bisogna visitare, caratterizzate con toni sempre più cupi mano a mano che ci si avvicina allo scontro finale con Brazul.
Il motore grafico muove il tutto senza apparenti incertezze, merito certamente delle texture fumettose in quasi cel-shading, e della modellazione poligonale stilizzata, presentando ciò nonostante qualche raro momento di crollo nel frame rate che non va mai a rovinare l'esperienza di gioco. Cosa che invece fa, per fortuna in altrettanto rari momenti, la telecamera, notoriamente uno dei fattori critici per questo genere di videogiochi. Assolutamente perfette, invece, sono le animazioni di tutti i personaggi: realizzate anche qui con eccezionale maestria, riescono sovente a strappare un sorriso per le buffe espressioni dei personaggi o per le loro movenze grottesche ed esagerate. Fa il paio un altrettanto buona resa delle voci nel doppiaggio italiano ed una colonna sonora che fa il suo lavoro senza intoppi, pur non restando "appiccicata" alle orecchie come i capolavori del genere. Vi rimandiamo all'usuale commento per qualche considerazione finale.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Kya: Dark Lineage è davvero un buon titolo, realizzato con molta cura e dotato di una giocabilità all'insegna dell'immediatezza, della varietà di situazioni e del divertimento poco cervellotico. Vasto e libero sì, ma più lineare del previsto, Kya: Dark Lineage piacerà certamente ai novizi del genere, o chi, come il sottoscritto, ha apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi e lo stile della grafica (tecnicamente da encomio) messa in campo da Eden Studios.