Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
49,90 Euro
Data di uscita
9/10/2002

La Cosa

La Cosa Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Vivendi Games
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
9/10/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
49,90 Euro

Lati Positivi

  • Ottimo doppiaggio in italiano
  • Atmosfera che garantisce tensione
  • Trama adulta e matura
  • Qualcosa di diverso per il genere

Lati Negativi

  • Poco longevo
  • Intelligenza Artificiale altalenante
  • Tecnicamente è una conversione
  • Limitazioni nell'aspetto fiducia/sfiducia

Hardware

I requisiti raccomandati per giocare decentemente a La Cosa corrispondono ad un Pentium II 600 MHz, 64 MB RAM, scheda video 3D con 8 MB di memoria video e supporto per le DirectX 8 e 600 MB di spazio su Hard Disk. La prova del gioco è stata effettuata su un AMD Duron 1 GHz, 256 MB RAM e GeForce 256 Annihilator, non presentando alcun problema di sorta.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

La Cosa

Ho sentito ancora strani rantolii nelle condutture e i miei occhi hanno parso di vedere un'ombra fuggevole nell'oscurità... non voglio stare qui un secondo di più! Da questo momento nessuno mi stia alle spalle, nessuno esca dal mio campo visivo, nessuno si fidi di nessuno, chiunque tenterà di allontanarsi verrà ucciso: se necessario, morirete tutti. Perché io non credo a nessuno di voi.

di Andrea Focacci, pubblicato il

E' capitato, infatti, di aver eseguito un test del sangue su un nostro compagno - risultato negativo - per poi ritrovarcelo trasformato non appena girato l'angolo, solo perché la sua presenza non era più contemplata nel successivo livello. Forse è stato questo uno degli errori più gravi commessi dal team di sviluppo: il tentativo di ricreare la paranoia psicologica e morale presente nel film è encomiabile, ma sarebbe stato più sensato e adatto allo scopo non utilizzare troppi "ricambi" lungo la strada nella composizione del team ma iniziare l'avventura con un gruppo fidato, a cui magari affezionarsi, per poi invischiarlo in un degrado morale lento ed incerto. Secondo chi vi scrive, ne avrebbe giovato la trama, il senso persistente d'angoscia e lo stesso gameplay: spesso, infatti, non si copre le spalle al compagno per proteggerlo, quanto per un istintivo senso di sopravvivenza; come risultante la fiducia degli altri membri difficilmente si incrina - a meno di non colpirli inavvertitamente, cosa che accade spesso vista la loro dabbenaggine - e si ha la tendenza a considerarli come stupide pedine sacrificabili al proprio uso.
Nonostante questo, il gioco funziona piuttosto bene presentando un sistema di controllo pratico ed efficace che poggia le sue basi sull'uso attivo del mouse e della tastiera: movimento con la seconda, cambi direzionali con il primo e navigazione fra le varie armi e i numerosi gadget - bombe, medikit, estintori ecc. - grazie alla pressione e all'utilizzo della rotella centrale del mouse (dove disponibile). Il sistema di puntamento è automatico, con il mirino che va a posizionarsi automaticamente sul nemico e ne notifica la salute rimanente, mentre è possibile passare staticamente in prima persona, con tanto di mirino libero, per colpire con più precisione oggetti e avversari. La visuale di gioco è comunque sempre alle spalle del protagonista, ma cambia inclinazione a seconda del luogo in cui ci si trova, anche per aumentare la suspence di alcuni momenti all'apparenza quieti: nei corridoi la telecamera si posizionerà sopra le spalle di Blake, leggermente spostata di lato mentre nelle zone aperte il campo sarà più lungo e la figura del capitano interamente visibile; infine, durante l'interazione con terminali o pannelli elettrici, l'inquadratura si posizionerà davanti al protagonista, tenendo sotto pressione il giocatore che si aspetta sempre di vedere spalancarsi all'improvviso la porta situata alle sue spalle.
La quantità di armi a disposizione è sufficiente per affrontare ogni situazione, partendo dalla semplice pistola, passando per mitra e fucili a pallettoni e terminando con fucili da cecchino e lanciafiamme... quest'ultimo molto importante, visto che i mostri più grossi e coriacei potranno essere terminati solo ricorrendo al fuoco. Questo particolare spalanca le porte anche ad una certa strategia tattica nella distribuzione delle armi fra i compagni: potremmo consegnare il lanciafiamme in mano ad un altro membro che provvederà ad assestare il colpo di grazia dopo che noi avremo adeguatamente sforacchiato la creatura. Tenete però presente che, spesso e volentieri, può capitare di consegnare un'arma in mano ad un compagno non più contemplato nel corso dell'avventura, col rischio di perdere per strada l'arma senza possibilità d'appello.
Buona anche l'idea delle sezioni all'aperto in cui - sopra l'indicatore dell'energia - appare anche una barra di resistenza al freddo glaciale dell'Antartico: rimanere all'intemperie troppo a lungo senza un riparo porterà, entro breve tempo, alla sistematica perdita dell'energia vitale e quindi alla morte per assideramento.

IL DUBBIO DELLA CONVERSIONE

Se la trama è apparsa convincente a più riprese, grazie ad una rappresentazione adulta e matura e alla presenza di più di un colpo di scena - soprattutto quello finale, che corre il rischio di non essere colto da chi non ha mai visto il film - che evita alla vicenda di cadere, entro i limiti del possibile, nello scontato.
Quello che ha fatto un po' storcere il naso, semmai, è la realizzazione tecnica unita alla stessa longevità. Nel primo caso, si nota il carattere di conversione de La Cosa: personaggi poligonali creati con dovizia di particolari, ma texture un po' piatte e noiose unite ad una certa povertà negli scenari. Per contro, c'è da dire che il frame rate è sempre costante, gli effetti particellari - come il sangue che schizza sui muri - degni di nota e alcune locazioni prevedono routine di illuminazione in tempo reale davvero piacevoli; discreto l'accompagnamento sonoro, privo di una colonna sonora di reale spessore ma comunque impreziosito da effetti sonori spaziali davvero coinvolgenti e precisi, capaci di segnalare con una certa attendibilità la posizione del nemico. Ad ogni modo, Black Label Games avrebbe potuto fare qualcosa di più.
Il secondo caso, da sempre, è croce e delizia degli appassionati di questo genere videoludico: esperienza di gioco intensa e coinvolgente ma che termina proprio quando se ne vorrebbe ancora di più. Purtroppo, La Cosa non fa eccezione: è possibile condurre il Capitano Blake al traguardo in un paio di giorni, facilitati anche dal sistema di salvataggio che, pur non prevedendo di registrare la posizione in qualsiasi momento (i terminali di registrazione sono sparsi lungo i livelli) permette un numero di salvataggi all'occorrenza infinito.
A conti fatti, pur con tutte le sue limitazioni e le sue ingenuità nel gameplay, La Cosa si è mostrata come un'avventura horror davvero intrigante e degna del nome che porta, valida e originale alternativa ai soliti cliché che è possibile riscontrare nei classici del genere.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Black Label Games sfrutta al meglio la licenza ufficiale del lungometraggio di John Carpenter e propone un videogioco horror cinico, crudo e dalle tinte forti che riesce ad impressionare l'utente in più di un'occasione. Chi ha apprezzato il film, però, non si aspetti la stessa angoscia psicologica presente nell'originale da sala: l'idea di ripiegare su un gameplay di tipo cooperativo per ricreare parzialmente il rapporto di fiducia/sfiducia con i compagni è buona, ma alcune ingenuità nella sua realizzazione la rendono un particolare più marginale di quello che avremo auspicato. Nonostante alcune pecche nell'intelligenza artificiale e nella longevità - ridotta come tradizione di questo tipo di prodotti – La Cosa rimane un'esperienza altamente godibile ed una delle migliori avventure horror di questo 2002: per lo meno Black Label Games ha tentato di proporre qualcosa di realmente diverso.