Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
48,90 Euro
Data di uscita
21/12/2003

La Tigre e il Dragone

La Tigre e il Dragone Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Genki
Genere
Azione
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
21/12/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
48,90 Euro

Lati Positivi

  • Buona varietà di mosse a disposizione
  • Originale sistema di parate e schivate

Lati Negativi

  • Telecamera virtuale a dir poco vergognosa
  • Fin troppo ripetitivo
  • Comparto grafico mediocre

Hardware

Per giocare a La Tigre e il Dragone è necessaria una PlayStation 2 Europea munita di joypad, una copia del gioco in versione Pal e una Memory Card con almeno 280 KB di memoria liberi.

Multiplayer

La Tigre e il Dragone non prevede alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

La Tigre e il Dragone

Abili guerrieri e spadaccini che saltano, fluttuano e planano. Spade famose e letali. Antiche leggende popolari e poetici combattimenti simili ad eleganti balletti. Tutto questo ed altro ancora in uno dei film orientali che più successo ha avuto all'estero negli ultimi anni, La Tigre e il Dragone: quasi tre anni dopo, l'omonimo videogioco tenta la fortuna su PlayStation 2...

di Martin De Martin, pubblicato il

La Tigre e il Dragone è, senza dubbio, il film che più di tutti gli altri ha contribuito ad esportare un genere tradizionale e popolare del cinema di Hong Kong come quello dei wuxiapian. Con questo termine, infatti, vengono definiti i film di cappa e spada cinesi, epiche storie di cavalieri erranti e di abili spadaccini. Sono passati ben tre anni da quando il suddetto film di Ang Lee riuscì nell'impresa di vincere la bellezza di quattro Oscar: la mancanza di un tie-in che si proponesse di farci rivivere le stesse fiabesche avventure si stava facendo sentire, e così l'attivissima Ubisoft non ha perso l'occasione di aggiudicarsi questa ambita licenza per affidarne poi lo sviluppo al team Genki.

STORIE DI CAVALIERI ERRANTI

Esattamente come accadeva nel film, anche in questo atteso tie-in avremo a che fare con il furto della preziosa spada chiamata "Destino Verde": al contrario però di quanto si possa pensare, inizialmente il nostro ruolo sarà proprio quello che al cinema fu di Jen, la giovane figlia del Governatore improvvisatasi ladra per sfuggire alla noia e alla ripetitività della sua vita nobile e agiata. Prima con lei e successivamente con gli altri personaggi, ovvero Li Mu Bai, Yu Shu Lien e "Nuvola Nera" Lo, ripercorreremo in chiave ludica tutte le scene del film, dalla fuga iniziale fino all'ormai celebre scena tra ambientata le cime di un canneto, fluttuando sull'acqua e planando nell'aria. Ma andiamo con calma.
Al cinema la componente fondamentale dell'opera era da ricercarsi nella poetica dei combattimenti e nell'atmosfera quasi surreale che aleggiava intorno ai protagonisti: questa si è potuta ottenere grazie al cosiddetto "wire work", una tecnica assai diffusa nel cinema di Hong Kong, che permette agli attori di compiere dei salti enormi o addirittura di volare grazie ad un complicato sistema di cavi e trampolini, di seguito eliminati dalla scena grazie all'intervento della computer grafica. Era quindi fondamentale, per Genki, riuscire a riprodurre sottoforma di poligoni e di texture quella magia che tanta presa fece sul pubblico occidentale ai tempi dell'uscita del film di Ang Lee.
L'impresa si può dire solo parzialmente riuscita, in quanto le evoluzioni e i balzi dei nostri eroi sono comunque molto limitati ai soliti canoni dell'action/adventure: oltre al comune salto si può aggiungere un eventuale balzo a mezz'aria, che può concludersi con un leggero planare verso il basso. La capacità di rimbalzare sulle pareti è invece simile a quella vista in numerosi platform. Se il tentativo di riportare le acrobazie del genere wuxia nel mondo dei videogiochi si può lodare in quanto cosa assolutamente nuova e mai vista, d'altro canto vi sono molti rimpianti per quanto poco si sia voluto sfruttare questa particolarità all'interno dei meccanismi del gioco: gran parte della spettacolarità dunque è andata persa, cosa quantomeno bizzarra quando si parla di trasposizioni da film a videogioco.

ONCE UPON A TIME IN CHINA

La Tigre e il Dragone presenta l'ossatura tipica dell'action/adventure, senza però rinunciare a molti elementi da puro picchiaduro a scorrimento. Gli aspetti più gustosi riguardano, senza dubbio, qualche piccola novità nel sistema di combattimento. I personaggi che avremo modo di guidare nelle loro avventure sono dotati di un catalogo di mosse e di combo piuttosto interessante, che varia dai colpi di arti marziali fino ad arrivare all'uso dell'arma bianca: sia essa una spada, una sciabola o una lancia. La possibilità di concatenare i pugni e i calci con i fendenti della propria arma è stata ben implementata, dando così luogo a una discreta varietà negli scontri: in certi casi, una volta sconfitto un nemico, sarà addirittura possibile recuperare dal terreno la sua arma per farla nostra.
Il cambio d'arma influisce in modo piuttosto evidente sulle azioni e sui movimenti del nostro personaggio, ma soprattutto ci consente di effettuare una nuova e diversa mossa speciale: una volta stordito uno dei molti nemici, infatti, sarà sufficiente la pressione di un tasto per afferrarlo ed avere così tutto il tempo per eseguire la combinazione che attiverà una mossa speciale. Queste mosse, particolarmente potenti e spettacolari, non sono delle acrobazie fini a loro stesse ma avranno l'utilità di aumentare i nostri punti esperienza e di farci così salire di livello, in modo non molto lontano da quanto visto nei più comuni RPG: anche ne La Tigre e il Dragone vi è la possibilità di accumulare punti per migliorare le prestazioni dell'eroe di turno, incrementando delle apposite barre d'esperienza relative all'attacco, alla difesa e così via.
La novità più interessante del gioco risiede però nel sistema di parate e schivate: premendo il tasto adibito alla funzione di parata mentre un avversario ci colpisce, si potrà evitare l'attacco grazie ad una rapida schivata; ciò vale anche per le combinazioni di attacchi nemici che, se evitate, daranno il via ad un elegante balletto che ci permetterà di uscire indenni da quasi qualsiasi situazione. Ma non è tutto oro quel che luccica: se il sistema di combattimento risulta adeguatamente vario e il sistema di parate/schivate può essere considerato interessante, la stessa cosa non si può dire riguardo ai nostri nemici, che si lanciano all'attacco quasi alla cieca, senza un minimo abbozzo di intelligenza artificiale e riuscendo a mettere in difficoltà il giocatore quasi esclusivamente con degli attacchi in massa. Anche le scelte di gameplay possono a volte risultare quantomeno discutibili: il dover ripetere più volte uno scenario lungo il corso dell'avventura (anche con più personaggi) risulta nella maggior parte dei casi una fonte di noia e di tedio.

UNA REGIA DISCUTIBILE

Come si può rendere vani tutti gli sforzi profusi nella realizzazione di un discreto sistema di controllo? Semplice: con una telecamera da incubo. Per quanto la visuale sia controllabile tramite lo stick destro del pad, non si capisce per quale ragione spesso decida di muoversi da sola, esibendosi in evoluzioni degne dei famosi cavalieri erranti protagonisti del film, e se anche il semplice avvicinamento ad un muro potrebbe rivelarsi un serio problema, è facilmente immaginabile quali effetti possa sancire un simile controllo della telecamera durante un combattimento. Spesso si finisce per essere chiusi contro una parete senza nemmeno accorgersene, altre volte un semplice salto da un tetto all'altro potrà rivelarsi un'impresa più che ardua.
E' davvero fastidioso accorgersi di come un problema simile possa inficiare in tal modo l'esperienza di gioco, e allo stesso tempo contribuisca a sminuire il già mediocre lavoro svolto da Genki nella realizzazione grafica della loro ultima fatica: nonostante le ambientazioni possano vantarsi di evocare la stessa atmosfera del film, i personaggi sono realizzati con un esiguo numero di poligoni, e le discrete animazioni dei protagonisti riescono a far perdonare solo in parte il basso livello di tutto il resto. La Tigre e il Dragone si rivela, alla luce dei difetti sopraelencati, un titolo a malapena sufficiente, con qualche punto di forza relativo al solo sistema di controllo: a salvarlo dall'anonimato non servono le sequenze filmate tratte direttamente dalla pellicola cinematografica, la colonna sonora originale, i finali alternativi o i vari contenuti extra. Davvero un grosso peccato per quello che si può considerare comunque come il primo (e per ora unico) titolo tratto da un mondo così affascinante, per molti addirittura misterioso, come quello del cinema popolare cinese ed in particolare dei suoi cavalieri erranti.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Se La Tigre e il Dragone può vantarsi di avere un punto a suo favore, questi è da ricercarsi in qualche buona idea relativa al sistema di controllo e all'elevato numero di mosse e combinazioni, ma nulla più. Il resto, aspetto estetico e struttura di gioco in primis, non riesce ad entusiasmare il giocatore, proponendo delle situazioni viste e riviste accompagnate da una realizzazione grafica a malapena sufficiente: non riescono a risollevare la situazione l'evocativa colonna sonora originale e i filmati da sbloccare provenienti direttamente dal film. Ubisoft e Genki deludono così le aspettative non solo dei videogiocatori occasionali, ma anche e soprattutto quelle dei fan della pellicola di Ang Lee.