Vai al forum
Aggiungi alla collezione
- Nuovo
€49,90€ 23,90
Datasheet
- Produttore
- Nintendo
- Sviluppatore
- Square Enix
- PEGI
- 3+
- Distributore Italiano
- Nintendo Italia
- Data di uscita
- 6/1/2012
Lati Positivi
- Imprevedibilmente complesso
Lati Negativi
- Ritmo non eccezionale
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Piccoli agenti immobiliari crescono
Da Square Enix una variante del Monopoli con i personaggi di Dragon Quest e gli eroi di Nintendo.
Anche se il periodo delle festività, e quindi dei fitti raduni in famiglia, è “felicemente” trascorso, la sequenza di uscite party game per l’ammiraglia di Nintendo non si interrompe di certo. Nel magro panorama che segue l’abbuffata natalizia, spunta questo titolo mediamente interattivo che, se non altro, riesce a collocarsi in una serata tra amici come valido riempitivo tra una sessione di Just Dance e l’altra.
Sebbene il titolo in italiano, La via della fortuna, richiami più un quiz TV con Gerri Scotti che un classico gioco da tavolo, la realtà dei fatti lo rende un prodotto assimilabile alla seconda categoria, anche se con la prima condivide l’impiego dello schermo televisivo. Avete presente il Monopoli? La via della fortuna riprende le stesse dinamiche, adattando la formula al tempo presente, ovvero offrendo la possibilità non solo di investire in immobili ma, soprattutto, di speculare a livello di azioni, sulla rendita di un determinato territorio.
Il gioco con le regole complete prevede infatti che, oltre a impiantare un’attività commerciale su una casella libera, si possano acquistare azioni relative ad un determinato quartiere, facendo fluttuare la rendita delle varie attività. La chiave di volta è rappresentata infatti dal patrimonio del giocatore, dato dalla somma dei guadagni e degli investimenti sul territorio (il tabellone di gioco). Quando il patrimonio raggiunge una determinata somma, il primo giocatore che rientra alla banca vince la partita. In caso di mancanza di liquidità è possibile vendere un’attività imprenditoriale oppure cedere uno stock di azioni, facendo magari precipitare il valore di una determinata zona immobiliare (magari quella in cui si hanno meno proprietà…). In questo modo il livello di strategia raggiunge uno stadio superiore, consentendo anche a giocatori esperti di poter trovare degli stimoli interessanti oltre alla grafica colorata e al glorioso cast di personaggi (per altro sbloccabili come pedine solo dopo aver completato il gioco nelle varie sfide, altrimenti tocca usare il proprio Mii).

Dato il contesto e la presentazione, La via della fortuna può essere giocato anche dai più piccini, con un set di regole semplificate, in cui viene rimosso il discorso azionario, limitandosi alla semplice conquista di caselle che prevedono la possibilità di edificare aree commerciali. Anche in questo caso, però, è sempre possibile l’esproprio di un locale in mano ad un altro giocatore pagandolo 5 volte il suo valore attuale (valore che varia costantemente a seconda degli investimenti fatti o della presenza o meno di altre attività di una stessa proprietà nelle immediate vicinanze). Un altro elemento strategico che rimane invariato è dato dalla presenza dei semi (cuori, quadri, picche e fiori) che raccolti e portati alla banca permettono di ottenere una promozione in denaro e un aumento di valore delle proprie attività, di fatto indirizzando il giocatore a compiere un giro completo del tabellone piuttosto che limitarsi ad una sola area – soluzione che in un certo senso maschera una debolezza ludica, ovvero il fatto che non sia possibile tornare sui propri passi ma sia necessario continuare a proseguire in una sola direzione.
DALLA TAVOLA ALLO SCHERMO
Raccontato in questo modo, La via della fortuna potrebbe tranquillamente esistere solo su carta. La componente interattiva non è rappresentata unicamente dal lancio automatico del dado ma anche dal fatto che ci sono svariati tabelloni di gioco (raggruppati in due aree tematiche: Dragon Quest e l’universo Nintendo) e che ogni tabellone presenta delle peculiarità, come caselle speciali che, se attraversate, consentono di spostare interi quartieri da una parte all’altra del tabellone (magari per esiliare un giocatore troppo vicino alla conquista del titolo…) e altre che prevedono l’attivazione di determinati eventi, alcuni in forma di minigame o di semplice slot machine.
Se è vero che un buon gioco funziona anche solo con carta e penna, non è detto che un’iniezione di poligoni possa trasformarlo in un’esperienza superlativa. I limiti nascono proprio dagli elementi “interattivi”, dato che sia i mini giochi sia le modifiche al tabellone distraggono dall’obiettivo principale. Lo stesso dicasi per la struttura dei turni: per quanto sia possibile giocare da soli contro avversari poligonali (e questo un gioco da tavolo non lo consente), non è facile trovare il giusto ritmo. Ciò accade perché per studiare i movimenti sui tracciati più complessi (che non stanno tutti all’interno di una stessa schermata), occorre procedere a ritmo normale, continuando a premere A o il tasto 2 per skippare i dialoghi – se si procede a velocità sostenuta, infatti, si rischia di perdere completamente l’andamento della partita. Allo stesso tempo, però, mentre gli altri giocatori effettuano il proprio turno non è possibile gestire le proprie attività e nemmeno pianificare strategie sul tabellone, ma occorre per forza di cose attendere di avere il controllo. Un ultimo elemento viene poi dal discorso prettamente aleatorio: sebbene in computer sia in linea di principio un arbitro imparziale, nulla ci toglie il dubbio che il lancio dei dadi possa essere pilotato…



beh grazie per la conferma ihihih