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L'alieno digitale

Speciale

L'alieno digitale

Per festeggiare l'uscita di Alien: Quadrilogia vi offriamo un viaggio alla scoperta di tutti i tie-in ispirati alle vicende di Ripley e del suo acerrimo nemico. Un viaggio lungo e complesso, a partire dai coin-op fino a finire sui Personal Computer, toccando le console e tutto quanto abbia avuto a che fare con l'incredibile creatura di H.R. Giger.

di La Redazione, pubblicato il

LOAD; PRESS PLAY ON ALIEN!

La nostra retrospettiva continua analizzando tutti i tie-in che hanno fatto capolino sul Commodore 64, storico home-computer ad 8 bit che ha sicuramente segnato una parte della storia videoludica, ovvero il periodo che portò dalla crisi del mercato delle console fino alla sua nuova fioritura. Dopo il crash del mercato delle console, dovuto principalmente agli orrendi titoli che venivano prodotti per l'Atari 2600 nell'ultimo periodo della sua esistenza e che saturarono il settore portandolo al crollo verticale, toccò agli home-computer svolgere il ruolo di "traghettatori del divertimento" e ovviamente tutti i titoli su licenza che precedentemente venivano sviluppati su cartuccia ora trovavano realizzazione sulle nuove piattaforme padrone del mercato. Una software-house su tutte fu il paradigma di tale fenomeno, cioè la Ocean che ogni anno spese una marea di quattrini accaparrandosi tutte le licenze più succose disponibili sul mercato. Quasi per ironia della sorte nessuno dei giochi che stiamo per analizzare fu né sviluppato né prodotto dallo sciagurato scialacquatore di diritti, nomignolo che lo sviluppatore europeo si accaparrò per aver gettato al vento molteplici licenze famose con titoli di una mediocrità quasi esasperante, salvo ovviamente alcune eccezioni.
Dopo questa breve divagazione (da attempati giocatori quali siamo ci piace spesso crogiolarci nel passato parlando dei tempi che furono), ritorniamo a rotta di collo all'argomento principale. Il primo titolo che ci accingiamo ad analizzare è un gioco ispirato alla prima pellicola, sviluppato da Argus Press Software e lanciato sul mercato nel 1984. I programmatori riescono a sviluppare un buon prodotto replicando in maniera fedele le vicende presenti nel film, cioè la caccia spietata dell'alieno all'interno dell'enorme nave mercantile Nostromo. Il giocatore è chiamato a interagire con diversi aspetti dell'astronave, comunicando per esempio con il computer di bordo "Mother" e cercando la via più veloce per sfuggire all'alieno.

Il gioco appartiene alla categoria dei cosiddetti "multievento", che tanto andava di moda anni fa. Ovviamente, visto con gli occhi di oggi, tale prodotto non può certamente contare su un aspetto grafico da urlo e su un gameplay estremamente ricercato, ma rimane un buon esempio di come anni fa si potesse ovviare alle ridotte disponibilità tecniche offrendo dei titoli diversi da quelli canonici.
Per celebrare il secondo capitolo della saga uscirono sul mercato due tie-in, completamente differenti sia per team di sviluppo sia per struttura di gioco. La versione per il mercato americano di Aliens fu programmata da Activision e fu rilasciata sul mercato nel 1986, ottenendo un buon riscontro sia di critica che di pubblico. Gli sviluppatori scelsero anche per questa volta di proporre l'esperienza ludica sotto forma di un gioco multievento, che come sottolineato in precedenza rappresentava la scelta d'uopo nel caso si volesse sviluppare un tie-in. Il giocatore deve prendere l'intero controllo della squadriglia e deve guidarla alla salvezza, superando una vasta gamma di difficoltà bene assortite. Aliens, infatti, è un gioco molto vario dal punto di vista delle situazioni proposte al giocatore, che spaziano dal semplice simulatore di volo con il quale si apre il gioco fino a interazioni decisamente più frenetiche, simili quasi a quelle di uno sparatutto. Quando fece la sua comparsa sul mercato il tie-in di Activision stupì per numerosi aspetti, anche grazie ad un comparto tecnico d'effetto: le schermate d'intermezzo (di cui abbiamo riportato alcune foto) sono certamente di buon livello considerando le potenzialità tecniche dell'8 bit di casa Commodore. Invero, come molti titoli dello sviluppatore americano, anche Aliens ha un livello di difficoltà abbastanza alto e finire ogni livello è certamente appagante. Al giorno d'oggi merita magari un'occhiata per interesse storico, senza ovviamente aspettarsi un capolavoro assoluto ma valutandolo in base al periodo in cui ha fatto la sua comparsa.
Il tie-in destinato al mercato europeo invece è certamente molto meno interessante rispetto alla controparte d'oltreoceano, giusto per usare un eufemismo. Sviluppato da Electric Dreams e lanciato sul mercato nel 1987, Aliens lasciò il pubblico europeo e la critica abbastanza indifferenti perché, in fondo, basato su una buona idea sviluppata però in maniera assai discutibile. La risultante del tutto fu la creazione di un gioco troppo modesto e alla lunga noioso: anticipando uno dei generi che va per la maggiore sui Personal Computer, i programmatori di Eletric Dreams spostarono il fulcro dell'azione in prima persona; il giocatore comanda un membro della squadriglia alla volta ed è chiamato ad una caccia serrata all'invasore alieno. Aliens pecca in numerosi comparti: l'aspetto tecnico già al tempo era mortalmente noioso, con fondali tutti uguali come realizzazione e che si differenziavano solo per la diversa colorazione. L'azione inoltre era soporifera, priva di qualsiasi spunto e il concetto di squadra era espresso in maniera troppo elementare per stimolare il giocatore. Al tempo già cadevamo in catalessi dopo pochi minuti di gioco, prigionieri di uno stato comatoso che si concludeva solo con lo spegnimento del Commodore 64; rivisto di recente, Aliens ci ha fatto lo stesso identico effetto e lo raccomandiamo a chiunque soffra di insonnia. Concludiamo con una battuta: in fondo il gioco ha mantenuto intatti i suoi valori (soporiferi) senza subire l'attacco del tempo. Non è mica da tutti...

Il Commodore 64 ha ricevuto in tempi molto più recenti anche un tie-in ispirato ad Alien 3, realizzato egregiamente. Per ora ci limitiamo ad un breve accenno poiché ne parleremo ampiamente in seguito: tale prodotto, uscito nel 1992, ha costituito uno degli ultimi "canti del cigno" del Commodore 64 dal punto di vista commerciale e ha chiuso in bellezza la storia di uno degli home-computer più amati dai giocatori. In realtà il piccolo 8 bit della defunta casa americana è ancora ampiamente supportato da un gruppo di amatori che non si rassegna a voler abbandonare cassette e floppy "morbidi", ma crediamo di non fare un torto a nessuno nel definire ormai il Commodore 64 un sistema morto e sepolto. Pace all'anima della Commodore, aggiungiamo con una lacrimuccia.