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L'alieno digitale

Speciale

L'alieno digitale

Per festeggiare l'uscita di Alien: Quadrilogia vi offriamo un viaggio alla scoperta di tutti i tie-in ispirati alle vicende di Ripley e del suo acerrimo nemico. Un viaggio lungo e complesso, a partire dai coin-op fino a finire sui Personal Computer, toccando le console e tutto quanto abbia avuto a che fare con l'incredibile creatura di H.R. Giger.

di La Redazione, pubblicato il

Per la versione per Game Boy vale lo stesso discorso fatto per quella per Snes, ma il gameplay qui cambia e il gioco si presenta sotto forma di un platform normalissimo. A chi si fosse perso questo capolavoro segnaliamo l'animazione del moonwalk allegata al Predator, fan di Michael Jackson inaspettato. Per pietà non corrediamo l'articolo di nessuna foto relativa a questa gemma, per non privarvi il (dis)gusto di scoprire da soli quanto in basso si possa scendere nella realizzazione di un videogioco. A suo modo, Alien Vs Predator per GameBoy è una perla comica monocromatica degna di entrare negli annali della risata: probabilmente una schiera di scimmie urlatrici con una macchina da scrivere avrebbe scritto un codice migliore.

LA MOSSA DEL GIAGUARO

Nell'autunno del 1995 Atari, storica casa che ha certamente aperto la strada al concetto di console e di videogioco di massa, dopo alcuni anni nel limbo dovuti al fallimento del Lynx (console portatile dall'indubbia potenza ma dal destino molto oscuro) decise di tentare la fortuna con un nuovo pargolo: il lancio fu in pompa magna e il Jaguar, almeno secondo quanto dichiaravano Jack Tramiel e soci, avrebbe dovuto stravolgere le sorti del mercato, forte sopratutto del processore a 64 bit (o presunto tale, aggiungiamo noi). Ci sarebbe da discutere parecchio su quanto il Jaguar in effetti potesse sviluppare dal punto di vista tecnico e non è certamente questa la sede adatta, tuttavia tale console ha svolto il ruolo di pietra tombale sulle sorti della mai abbastanza compianta Atari... "reale".

Nemmeno i vari tentativi di rilancio da parte della casa madre con relative espansioni, come per esempio un lettore CD-Rom aggiuntivo, riuscirono a sollevare le sorti di una console probabilmente morta in partenza e che costituisce un fulgido esempio di come le idee non bastino per portare un hardware al successo, soprattutto se concepita in un mercato "a stelle e strisce". Sia ben chiaro: il nostro punto di vista non è nippocentrico, ma la storia ha dimostrato come i vari tentativi da parte degli americani di riprendersi il mercato una volta a loro appartenuto siano falliti miseramente, si veda ad esempio il 3DO, nel quale era coinvolto Trip "paresi e sorriso permanente" Hawkins, una volta magnate di Electronic Arts. Una critica rivolta al Jaguar è comunque oggettiva e riguarda l'orrendo joypad, simile quasi ad una tastiera di un telefono (come testimonia una della foto a corredo di questo articolo). L'altra falla dell'ultima console di Atari è certamente la mancanza di giochi di un certo calibro, vere e proprie killer application in grado di vendere la macchina. Ironia della sorte: il gioco che stiamo per analizzare costituisce probabilmente uno dei pochi motivi validi per collezionare un Jaguar ai giorni nostri.
Alien Vs Predator fu rilasciato sul mercato nel 1996 e si rivelò un buon prodotto con alcuni spunti nel gameplay abbastanza interessanti. Sotto il profilo tecnico si rivelò eccezionale, nonostante il motore grafico fosse figlio della generazione degli fps "a finto 3d", cioè presentava dei modelli completamente in bitmap dettagliati ed animati con estrema cura. La possibilità di poter svolgere la campagna nei panni di un marine, di un alieno o di un potente Predator costituisce un'innovazione non da poco per il periodo, nel quale gli sparatutto in prima persona erano molto semplici come meccanica non riuscendo a sdoganarsi dalla noiosa sequenza "entra nel livello-uccidi tutto-esci dal livello", decisamente limitata. Alien Vs Predator poteva invece contare su un'atmosfera incredibile e su una meccanica di gioco che ovviamente si adattava alle tre diverse creature: il Predator per esempio era una vera e propria macchina da guerra, estremamente potente grazie al suo arsenale. La fusione delle diverse idee creò un gioco molto interessante, sebbene l'impatto sul mercato fu assai modesto a causa della diffusione estremamente bassa del Jaguar. L'ultima console di casa Atari probabilmente avrebbe avuto una sorte migliore se tutti i suoi giochi fossero stati qualitativamente a questo livello, ma non andò così e ora il "giaguaro" riposa sotto qualche strato di polvere, accanto al Lynx e alle dichiarazioni in pompa magna di Jack Tramiel, personaggio che un po' ci manca.

TEMPI MODERNI

La nostra attenzione ora si sposta su titoli decisamente più recenti rispetto a quelli elencati fino ad ora, giochi che hanno fatto la loro comparsa sulla precedente generazione di console. Uno dei migliori tie-in ispirati alla "creatura" è certamente Alien Trilogy, rilasciato sul mercato nel 1997 da Acclaim e disponibile per PlayStation, Saturn e PC. Il lavoro svolto per questo titolo fu a nostro avviso eccellente e portò alla creazione di un prodotto interessante capace di confluire in esso tutta l'atmosfera delle diverse pellicole che si erano alternate sul grande schermo. Alien Trilogy tuttavia è un nome un po' improprio, visto e considerato che il gameplay s'ispira pesantemente al secondo capitolo della tetralogia: il giocatore prende il controllo di un marine armato fino ai denti e deve sopravvivere all'invasione aliena, attraversando tutte le locazioni che il cinema ha reso certamente immortali. L'aspetto tecnico al tempo era spettacolare e il gioco aveva un'ottima atmosfera, ma rivisto al giorno d'oggi appare un po' troppo semplice.