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L'alieno digitale

Speciale

L'alieno digitale

Per festeggiare l'uscita di Alien: Quadrilogia vi offriamo un viaggio alla scoperta di tutti i tie-in ispirati alle vicende di Ripley e del suo acerrimo nemico. Un viaggio lungo e complesso, a partire dai coin-op fino a finire sui Personal Computer, toccando le console e tutto quanto abbia avuto a che fare con l'incredibile creatura di H.R. Giger.

di La Redazione, pubblicato il

L'uscita del primo lungometraggio della saga di Alien (rilasciato nel 1979 dalla Twentieth Century Fox e diretto da Ridley Scott) ha certamente influenzato sia il settore cinematografico sia quello videoludico. Nel primo caso il film ha segnato un vero e proprio spartiacque dopo anni in cui l'extraterrestre era rappresentato come qualcosa di amichevole e non ostile, basti pensare per esempio ad "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo". La creatura, come è noto, è un frutto della mente di H.R.Giger, artista elvetico che ha riversato tutte le sue fobie e i suoi problemi psicologici nella realizzazione dell'alieno, essere dalle forme tanto sinuose quanto letali. Lo stesso autore sostiene che la sua arte sia il totale frutto della sua psicologia contorta che, attraverso il disegno crea una specie di scudo in grado di proteggerlo, probabilmente anche da se stesso.
Nel secondo caso si può tranquillamente affermare che la fobia degli alieni fosse già presente fin dagli albori della storia videoludica, basti pensare a Space Invaders, che voleva rappresentare in maniera sostanziale la lotta dell'umanità contro l'invasore alieno. Il film di Ridley Scott e i successivi capitoli hanno influenzato il settore videoludico sia con diversi tie-in, ovviamente ispirati ai diversi episodi della saga, sia con numerosi spin-off e variazioni sul tema, mischiando spesso anche diverse creature del mondo fantastico. I giochi che si sono susseguiti in tutti questi anni sono molteplici e hanno toccato diverse piattaforme di gioco; noi siamo qui per analizzare questo fenomeno, dal canto nostro non abbiamo certamente la presunzione di offrirvi una rassegna definitiva ed inappuntabile, però speriamo di offrirvi una retrospettiva piacevole alla lettura.

UN ALIENO A GETTONE

La nostra retrospettiva comincia analizzando il settore dei coin-op, che nel periodo di massimo splendore poteva contare su licenze di un certo peso e presentava tipologie di gioco ormai cadute in disuso da anni. Nel 1990 Konami produce un tie-in ispirato al secondo capitolo della saga, con dovute correzioni e variazioni sul tema. La prima differenza fondamentale è l'assenza di una qualsiasi riproduzione in bitmap di Sigourney Weaver, sostituita da due aitanti marines. La storica figura di Ripley non fa nemmeno la sua comparsa sui cosiddetti "flyers" (materiale pubblicitario che può essere paragonato alla locandina di un film) dove è sostituita da una ragazza bionda. Il lavoro dei programmatori nipponici al tempo è stato molto apprezzato per aver mantenuto intatta l'atmosfera del film: il giocatore è chiamato a combattere le forze aliene, fra cui compaiono tutte le fasi dello sviluppo della creatura a partire dai face-hugger nell'uovo fino alla Regina, in un action-game a scorrimento laterale che ancora oggi diverte e risulta piacevole da giocare nonostante siano passati più di dieci anni dalla sua uscita nelle sale. L'azione è spezzata ogni tanto da alcune sezioni bonus, nelle quali il giocatore è chiamato a difendersi dal nemico combattendolo a bordo dell'Apc, veicolo militare da trasporto. L'atmosfera eccezionale e l'azione di gioco incessante e divertente rendono Aliens un prodotto ancora piacevole da giocare e solo il settore grafico appare un po' invecchiato, a causa degli anni ovviamente passati e per alcune scelte cromatiche bizzarre.
Nel 1993 Sega lancia sul mercato un tie-in basato sul terzo episodio della saga, modificando però il soggetto del gioco a piacimento e stravolgendolo rispetto alla pellicola di riferimento. Nel film Ripley è chiamata a difendersi dall'orrendo mostro senza le giuste contromisure, perché precipitata all'interno di un pianeta prigione privo di qualsiasi arma da fuoco; il tie-in invece ribalta completamente la situazione proponendo uno sparatutto con light-gun (la pistola a infrarossi per gli anglofobi) frenetico e coinvolgente. Questo gioco quindi esula dal concetto di tie-in, mantenendo tale denominazione solo perché in fondo si tratta di un prodotto su licenza.
Il terzo coin-op che andiamo ad analizzare è il più recente del lotto ed è un esempio di quello che è definito come "spin-off", una specie di storia parallela che si sviluppa dalla saga principale. Questo fenomeno è abbastanza frequente nei fumetti e la Dark Horse, storica casa editrice americana, ha costruito una vera e propria fortuna su numerosi albi a fumetto basati sia sulla storia principale, sia su soggetti che s'ispirano alla saga di Alien. Uno di questi è certamente Alien Vs Predator, che propone uno scontro fra titani fra due delle più spaventose creature che la fantascienza abbia mai partorito. Capcom nel 1994 prende la palla al balzo e lancia sul mercato un gioco appunto ispirato a tale fumetto, chiamato Aliens Vs Predator: nel prossimo futuro, secondo la fervida immaginazione dei programmatori nipponici, la Terra sarà teatro di un'invasione da parte degli "acidi" alieni, ma il genere umano per la sua salvezza potrà contare sull'insperato aiuto dei Predator, cacciatori dello spazio alla ricerca di altri trofei da aggiungere alla loro bacheca.

Gli appassionati della fantascienza certamente storceranno il naso leggendo queste righe, rivendicando il vero carattere battagliero del Predator, cacciatore che non guarda in faccia a nessuno e che vede in ogni essere vivente una valida preda con la quale divertirsi. Aliens Vs Predator appartiene ad un genere di gioco ormai decadente, cioè quello dei picchiaduro a scorrimento, ormai evolutosi nei cosiddetti "hack'n'slash". Sfruttando le potenzialità dell'immortale scheda da bar Cps II, i programmatori di Capcom infarcirono ogni sezione di gioco con moltissimi sprite regalando un'azione sempre fluida ed accattivante. Dal punto di vista tecnico il gioco mantiene intatto il suo originale splendore con sprite di dimensioni assolutamente generose, dettagliati ed animati perfettamente. Dal punto di vista della giocabilità siamo sicuramente al cospetto di uno dei prodotti migliori nel suo genere, forte di una gamma di mosse incredibilmente elevata e di un'azione sempre assolutamente frenetica. Nonostante siano quasi passati dieci anni dalla sua uscita nelle sale giochi, Aliens Vs Predator rimane certamente uno dei picchiaduro a scorrimento più belli mai concepiti e merita ancora oggi di essere preso in considerazione.