Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
52,90 Euro
Data di uscita
4/2/2004

Legacy of Kain: Defiance

Legacy of Kain: Defiance Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Eidos Interactive
Sviluppatore
Crystal Dynamics
Genere
Avventura
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
4/2/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
52,90 Euro

Lati Positivi

  • Grande atmosfera e design
  • Ottima realizzazione tecnica
  • Ritmo ben misurato

Lati Negativi

  • Difficoltà ridotta
  • Nemici poco intelligenti
  • Molto lineare

Hardware

Per giocare Legacy of Kain: Defiance, oltre a una confezione originale del gioco, sono necessari un processore a 500 MHz, 200 MB di spazio libero su disco, 128 MB di RAM, una scheda video con almeno 16 MB di RAM oltre a tastiera, mouse, lettore CD-ROM e scheda sonora (tutti supportati DirectX 9). Provato su un AthlonXP 2000+, con 512 MB di RAM e una scheda video da 128 MB, il gioco non ha dato alcun problema alla risoluzione di 1024x768 pixel, 32 bit di colore, massimo dettaglio e AntiAliasing attivato. Naturalmente, è consigliato un joypad.

Multiplayer

Legacy of Kain: Defiance offre unicamente il gioco in singolo.

Link

Recensione

Legacy of Kain: Defiance

Dopo essersi "sdoppiati" nella precedente edizione, Kain e Raziel vengono riuniti nella quarta uscita della serie Legacy of Kain, che si propone di concludere molte delle trame lasciate in sospeso. Qual è il destino del riluttante mietitore di anime? Kain riconquisterà definitivamente il potere? Ma soprattutto: saranno soldi ben spesi quelli investiti nel titolo Eidos?

di Alessandro Martini, pubblicato il

Quella che all'inizio appare come una versione più coerente di Devil May Cry si rivela essere, dopo una più attenta analisi, un gioco in grado di camminare con le proprie gambe, che alla fonte ispiratrice deve alcuni omaggi, ma da cui può pretendere sincero riconoscimento. Frasi sibilline a parte, è meglio ripartire dall'ordine prestabilito illustrando almeno a grandi linee gli aspetti portanti di questa nuova fatica Crystal Dynamics, sviluppatore che (non dimentichiamolo) è già impegnato sul prossimo Tomb Raider. Abbandonata la strada "duplice" degli ultimi episodi, si è scelto di unire per la prima volta i nemici giurati Kain e Raziel in una sola avventura, che facesse il punto su quanto accaduto a Nosgoth offrendo, letteralmente, un'inquadratura davvero nuova.

RAZIEL MAY CRY?

Senza esagerare con l'umorismo, appare chiaro che molti, tra gli sviluppatori, abbiano giocato (o perlomeno osservato a fondo) la prima avventura di Dante, fonte di ispirazione anche per molti aspetti di Legacy of Kain: Defiance.
Si comincia dal sistema di telecamere "cinematografico" basato su inquadrature esterne, spesso dinamiche, per arrivare a movimenti e azioni mostrati allo stesso modo del titolo Capcom (l'effetto dell'aria tagliata dalla spada di Kain, per esempio). Anche qui ci troviamo dinanzi a un gioco di combattimento unito a lunghe fasi narrative, ma le differenze cominciano a manifestarsi due-tre ore dopo aver superato lo schermo dei titoli. Prima di tutto, è necessario distinguere la sceneggiatura di Legacy of Kain: Defiance dal più noto concorrente, in quanto la serie attinge a un universo molto più "realistico" di qualsiasi action game giapponese, in cui si fondono coerentemente mitologia, storia e forze sovrannaturali. Questo aspetto attira il giocatore verso le ambientazioni (splendidamente curate) più di qualsiasi ritrovato tecnologico, perché si avverte in ogni secondo uno stretto legame tra le nostre azioni e la parte narrativa, lontanissima dal rappresentare un semplice contorno.
I due protagonisti appaiono identici ma risultano, con l'avanzare del gioco, ben differenziati. Se Kain predilige l'azione "fisica" e un uso smodato della telecinesi, Raziel deve passare frequentemente dal piano spettrale a quello materiale (spesso per superare gli enigmi), gestendo le differenze concettuali tra queste due realtà come avveniva nelle sue precedenti uscite in solitaria.

L'OCCIDENTE GUADAGNA TERRENO

Fronteggiare la concorrenza nel settore "action" (soprattutto giapponese - il progetto è nato su console) non era un compito facile: Crystal Dynamics ha cercato di superarlo realizzando un vero e proprio sistema di combattimento che sostiene ogni mossa di attacco o difesa sferrata su schermo. Raziel e Kain condividono l'uso di armi da taglio, una spiccata agilità e poteri telecinetici, molto più marcati per quanto concerne il signore dei vampiri. La telecinesi è, effettivamente, un'idea ben riuscita nei combattimenti, dove non è raro assistere a un nemico afferrato a distanza e scaraventato in un precipizio, con tanto di urlo terrorizzato che rieccheggia nell'aria. Grazie alla presenza di una spada "personale", ogni protagonista può sferrare attacchi classici come fendenti, affondi o piccoli assalti aerei, che si uniscono a mosse meno tradizionali come la presa ravvicinata con cui "attingere" il sangue dell'avversario (naturalmente, una mossa esclusiva di Kain).
Se la buona scelta iniziale non fosse abbastanza, è bene ricordare la possibilità di guadagnare nuovi attacchi semplicemente combattendo: un messaggio ci avviserà dell'avvenuto "potenziamento" al nostro arsenale, e in un'apposita schermata potremo leggere le istruzioni per eseguire la nuova mossa.

PICCHIARE DIVERTE, MA...

Rispetto alle uscite precedenti nella serie Soul Reaver, è stata ridotta la componente rappresentata dagli enigmi, che però si confermano all'appello. Basati in gran parte su interruttori o sugli stessi combattimenti, i puzzle spezzano la monotonia della lotta in modo abbastanza puntuale, sebbene possano risultare talvolta un po' criptici (soprattutto per chi non conosce i vecchi capitoli). In linea generale, le due componenti "istintiva" e "riflessiva" appaiono ben miscelate in questo episodio, con il posto d'onore riservato sempre all'azione, per chiare scelte di sviluppo. Le stesse scelte hanno modificato l'impianto tecnico, non più votato alla rappresentazione di un mondo vasto e spesso monotono, ma dedicato a mostrare piccoli "scorci" di rara bellezza e impatto visivo. Grazie al sistema di telecamere semi-dinamico (è possibile correggere l'inquadratura, ma non spostarla), possiamo goderci vere e proprie "cartoline" impreziosite da un'ottima scelta dei colori e da un uso sapiente dell'architettura, soprattutto nei punti di vista più distanziati.
Leggermente inferiore allo scenario è la qualità dei personaggi, che deve sottostare alle prestazioni e alla necessità di mostrare tanti modelli su schermo in contemporanea (per mantenere l'interesse e la frenesia degli scontri). Kain e Raziel si presentano ben delineati e perfettamente animati, ma gli avversari, e i personaggi minori, appaiono talvolta un po' scarsi di dettaglio e troppo generici nelle fisionomie. Il loro quoziente intellettivo non è certo da Oscar, considerando che gli attacchi vengono portati in massa senza cognizione di causa, o collaborazione tra compagni. A volte, giusto come ulteriore dimostrazione, si assiste ai nemici che rimangono "in attesa" mentre si finisce un avversario, come se il combattimento fosse strutturato a turni.

NON DIFFICILE, NON SCONTATO

Per fortuna, l'eccellente puntualità con cui si inseriscono gli elementi narrativi e i vari potenziamenti ottenibili (oggetti, armi e soprattutto mosse speciali) distrae il giocatore da queste mancanze, riportando l'attenzione sugli aspetti migliori. La realizzazione tecnica, per esempio, che sostiene senza alcun intoppo anti-aliasing, filtro anisotropico e risoluzioni elevatissime su macchine ormai superate (e se avete un buon hardware, 70 fotogrammi al secondo stabili sono la norma in tutto il gioco). O i controlli, che si adattano in maniera esemplare al classico joypad e che non perdono mai un comando per strada, nemmeno nelle situazioni più caotiche. Una reale limitazione, soprattutto per chi ha una certa esperienza, va riscontrata nella facilità del gioco.
Come nei capitoli precedenti, la durata è più una questione di tempo disponibile che di reale bravura, in quanto è difficile trovare avversari ostici o situazioni poco decifrabili. Questo aspetto, come altre piccole imperfezioni, rappresentano i difetti che Crystal Dynamics dovrà cercare di risolvere nel suo prossimo incarico, ma è indubbio che la strada intrapresa sia già quella corretta.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Tre anni fa, la scelta di suddividere questa serie in due binari distinti (Soul Reaver e Blood Omen) aveva convinto pochissimi giocatori e, probabilmente, la stessa casa madre. Malgrado una certa facilità e linearità di fondo, Legacy of Kain: Defiance ricongiunge in modo azzeccato le due "anime" della saga: quella violenta e malvagia di Kain, quella disperata e misteriosa di Raziel. Con l'avanzare nel gioco verranno approfonditi maggiormente i particolari che li distinguono, mentre le loro strade andranno a incrociarsi tra combattimenti, reminescenze e colpi di scena. Il tragitto attraverso Nosgoth, e dal negoziante di fiducia, è consigliabile non solo ai fan, ma a tutti i possessori di un PC, vista la rarità di uscite come questa (dal punto di vista qualitativo e nei requisiti hardware necessari a giocare).