Genere
Avventura
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
30/1/2015

Life is Strange

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Datasheet

Produttore
Square Enix
Sviluppatore
Dontnod Entertainment
Genere
Avventura
Data di uscita
30/1/2015

Lati Positivi

  • Temi più maturi.
  • Le scelte si prendono con naturalezza...
  • ...ma il loro peso esplode inaspettato.
  • Quasi tutto il cast viene approfondito.

Lati Negativi

  • Alcune conversazioni un po' "strane".

Hardware

Out of Time sarà disponibile dal 24 marzo su PS4, PS3, PC, Xbox One e Xbox 360. Su Xbox One sono necessari 2.9GB di spazio su hard disk.

Multiplayer

Anche questo secondo episodio non offre modalità multiplayer.

Modus Operandi

Abbiamo completato in poco meno di quattro ore il secondo episodio di Life is Strange, raccogliendo anche tutte le dieci foto opzionali, grazie al codice fornitoci da Koch Media.
Recensione

Fuori dal tempo

Continua il viaggio della saga Dontnod con un sorprendente secondo episodio.

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

Dopo tutto il trambusto che ne ha accompagnato il rilascio, dalla diffusione in rete di una versione preliminare piratata alla sequenza di annunci e smentite di un presunto ritardo, il secondo episodio di Life is Strange è finalmente tra noi. Prima di lanciarci nell'analisi di questa seconda parte del gioco però vogliamo avvisarvi che in questa occasione non troverete il canonico voto sul fondo della pagina, e la stessa cosa avverrà per i prossimi capitoli che precedono il finale.

Approfittiamo dunque di questo cappello introduttivo per spiegarvi il perché di questa scelta. Out of Time si è naturalmente rivelato strutturalmente simile al precedente Chrysalis, come per altro era lecito attendersi. Ciò non significa che non ci sia nulla di cui parlare, anzi, dal prossimo paragrafo ci lanceremo in una dettagliata descrizione di quanto di buono – e di quel poco di meno buono – messo in scena da Dontnod. A questo punto del gioco però la nostra opinione non può essere cambiata granché. Se dunque la valutazione canonica del primo episodio era basata sull'impatto con lo stile e le meccaniche del gioco, questi elementi da un lato risultano tuttora invariati, mentre dall'altro restano ancora in attesa di un giudizio complessivo basato sul loro sviluppo nel quadro dell'opera completa. Per questo motivi ci limiteremo ad analizzare questo e i prossimi due episodi senza ritornare sul nostro giudizio per poi assegnare un voto complessivo a Life is Strange durante la recensione del quinto e ultimo episodio, avendo a quel punto a disposizione tutti gli elementi necessari per tirare le fila del discorso.

IL BOZZOLO SI APRE

Al termine di Chrysalis avevamo lasciato la nostra protagonista Maxine a bocca aperta durante una stranissima nevicata arrivata a raffreddare di colpo una mite giornata primaverile ad Arcadia Bay. E dire che l'improbabile risvolto meteorologico non è stato certo l'evento più incredibile della sua giornata, tra la scoperta di poter riavvolgere il tempo evitando un omicidio e l'incontro casuale con la sua migliore amica d'infanzia.

Out of Time riparte da qui, e se il pilota di ogni serie serve a introdurre vicende e personaggi, dal secondo episodio bisogna concentrarsi sugli intrecci e le relazioni. Lasciando fortunatamente da parte il teen drama con cui Life is Strange non si è rivelato esattamente a proprio agio, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi, in questo secondo episodio sono due i personaggi al centro della narrazione: Kate e Chloe. La prima è all'apparenza una ragazza per bene, molto religiosa, introversa e moderata sia nei gesti che nelle parole, o almeno così pare finché un video non fa il giro dei telefonini della scuola mettendo in dubbio la sua reale natura. Le prime scene di questo secondo episodio spostano dunque le tematiche della narrazione verso argomenti più crudi e complessi di quelli affrontati finora (lo stupro, ad esempio) e approfondisce invece le conseguenze del bullismo solo sfiorate in precedenza.

So rimane sorpresi nello scoprire come piccole frasi scelte quasi distrattamente nell'episodio precedente possano avare un peso così rilevante nella vita di qualcuno. - Life is Strange
So rimane sorpresi nello scoprire come piccole frasi scelte quasi distrattamente nell'episodio precedente possano avare un peso così rilevante nella vita di qualcuno.

I temi più adulti sembrano decisamente più in sintonia con le corde degli sceneggiatori e anche le meccaniche di gioco sembrano beneficiare della maggiore naturalezza con cui sono scritti i dialoghi. Il drammatico confronto con Kate mette il giocatore di fronte a una serie possibili risposte tra cui ci si ritrova a scegliere con estrema naturalezza, finendo per usare istintivamente le parole a cui ci si affiderebbe in una situazione simile anche in situazioni non fittizie. Aiuta in questo senso l'assenza di una ricompensa immediata. Si sceglie tra le opzioni di dialogo proposte senza un vero fine in mente, non c'è un obiettivo da raggiungere attraverso questa via se non la costruzione un rapporto empatico col personaggio che si trova di fronte a noi, basato per altro sulla naturale reazione di simpatia o antipatia suscitata. Ci si imbatte insomma in piccole scelte quotidiane, parole da scegliere in un istante del cui peso complessivo non ci si rende conto se non di fronte a un finale che giunge inatteso come una nevicata nel pieno di un giorno di sole, un brusco ritorno alla realtà che ci obbliga ad affrontare tutto il peso delle nostre azioni e le inevitabili conseguenze della nostra umana mancanza di attenzione nei confronti di certi dettagli. Un epilogo, in aggiunta, che prende decisamente le distante dalle avventure a bivi Telltale, scacciando senza dubbio la sensazione che al termine del percorso ci possa essere un epilogo pilotato su cui il peso delle nostre scelte influisce solo marginalmente.

BEST FRIEND FOREVER

La ricostruzione del rapporto tra Chloe e Maxine avviene invece per gradi, e inizia addirittura con Chloe fuori scena mentre Maxine torna dopo anni a fare colazione alla tavola calda dove lavora la mamma della sua amica. Qui la situazione familiare di Chloe viene ricostruita con una certa eleganza nei dialoghi, tratteggiando le motivazioni che l'hanno portata a vivere un adolescenza ribelle senza scadere troppo nel sentimentale. Proprio in questa situazione però ci siamo imbattuti in uno dei peggiori difetti del gioco, ovvero l'incapacità di coniugare i dialoghi in primo piano con i personaggi sullo sfondo.

Il ricorso ad ambientazioni esterne al campus aiuta ad immergersi meglio nelle inquietanti atmosfere di Arcadia Bay. - Life is Strange
Il ricorso ad ambientazioni esterne al campus aiuta ad immergersi meglio nelle inquietanti atmosfere di Arcadia Bay.

C'è un momento in particolare in cui Maxine può scambiare quattro chiacchiere con un poliziotto seduto al bancone e la conversazione tra i due finisce presto sul difficile rapporto tra Chloe e il suo patrigno. Il poliziotto non parla in termini lusinghieri dell'uomo, ma la cosa strana è il fatto che lo faccia senza badare alla presenza della madre di Chloe a pochi passi da lui, la quale continua a servire i clienti come nulla fosse mentre un mezzo-sconosciuto si sta lasciando andare a considerazioni non certo positive sul suo attuale compagno. Sarebbe bastata un pizzico di attenzione in più, magari facendo sì che la madre di Chloe servisse dei clienti sul lato opposto del ristorante durante la conversazione per rendere la scena più credibile. Questo è l'esempio più clamoroso, ma ce ne sono diversi altri in cui la scena è proprio concepita nella maniera sbagliata, con Maxine che parla con un'amica di una terza persona che si trova letteralmente affianco a loro e non alza un sopracciglio mentre a pochi passi si parla di lei.

UNA NORMALISSIMA SUPEREROINA

L'arrivo di Chloe viene fruttato infine per spingere Maxine a prendere piena confidenza dei suoi poteri e riportare le meccaniche connesse al rewind temporale al centro dell'attenzione. In realtà fin dai primi istanti di gioco capiamo come la capacità di riavvolgere il tempo sia un elemento con cui Maxine è già scesa a patti, al punto che nei suoi monologhi interiori scherza sull'impossibilità di far tardi a un appuntamento. Chloe tuttavia vuole spingere Maxine a un impiego molto più pragmatico dei suoi poteri e per questo insiste per avere dimostrazioni concrete del loro funzionamento.

Dopo aver preso confidenza con le meccaniche che richiedono di riavvolgere il tempo nel primo episodio, ora il loro utilizzo risulta molto più naturale e intuitivo. E quando non viene istintivo pensare di risolvere un intoppo alterando il continuum spazio-temporale ci pensa un'icona a video a suggerire il da farsi. Appare abbastanza chiaro a questo punto che Life is Strange non abbia molta voglia di mettere in difficoltà il giocatore, anzi punti piuttosto a farlo sentire a proprio agio il giocatore di modo che le scelte a cui viene posto di fronte vengano affrontate con la maggiore naturalezza possibile per renderle più omogenee con la narrazione.

E proprio sul piano narrativo Out of Time segna i più decisi passi avanti. I debiti nei confronti di Twin Peaks cominciano a essere sempre più evidenti ed espliciti (con tanto di "Fire Walk With Me" scritto su uno specchio nel bagno della tavola calda), ma ispirarsi a un'opera colossale e seminale come quella di Lynch non è certo un difetto, anzi. Il tema della piccola comunità in cui si annidano segreti piccoli o indicibili, dove il potere è corrotto tanto quanto le vite più marginali, è certamente il più grande punto di contatto. Se nel primo episodio però questa tematica era giusto accennata, in questa occasione guadagna maggior rilievo grazie alla decisione di ambientare la parte centrale dell'episodio in luoghi lontani dal campus accademico.

Se nel precedente episodio le foto opzionali richiedevano di mettere in moto la giusta catena di eventi, Out of Time si concentra invece maggiormente sulle scelte prospettiche. - Life is Strange
Se nel precedente episodio le foto opzionali richiedevano di mettere in moto la giusta catena di eventi, Out of Time si concentra invece maggiormente sulle scelte prospettiche.

Il lavoro più interessante è quello svolto sui personaggi, tutti ormai ritratti secondo la potente prospettiva del chiaroscuro, non a caso oggetto della lezione di fotografia di Maxine nel finale dell'episodio. Necessariamente il pilot aveva dovuto concentrarsi su una cerchia ristretta di figure, relegando alcuni elementi abbastanza importanti per la storia sullo sfondo e presentandoci una sola dimensione della loro personalità su cui avevamo – forse erroneamente – costruito le nostre deduzioni. Out of Time si assume invece il compito di regalare tridimensionalità a quasi tutto il cast, regalandoci fotografie più sfumate anche di personaggi, come Nathan o Daniel, che sembrano inevitabilmente destinati a giocare il ruolo degli antagonisti. Di riflesso anche i personaggi positivi continuano a svelare zone oscure: in particolare ci è apparso di colpo molto sinistro il ruolo di un insospettabile, di cui non vi riveliamo però l'identità per non condizionare i vostri giudizi.

Al di là qualche inciampo descritto poco fa, a cui forse aggiungeremmo una certa insistenza un po' voyeuristica sulle acerbe forme di Maxine a tratti quasi disturbante, Life is Strange sta sfoggiando una solida confidenza con la narrazione interattiva che gli consente addirittura di concedersi qualche gag e auto-citazioni (avete salvato dalla pallonata la ragazza nel precedente episodio?). Ottimi segnali su cui costruire l'apice dell'arco narrativo in arrivo nei prossimi capitoli che, dopo questo sorprendente Out of Time, attendiamo con ancora maggiore interesse.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Out of Time segna un sorprendente passo avanti anche rispetto al già buonissimo Chrysalis. L'abbandono del teen drama in favore di tematiche più crude è supportato da una sceneggiatura molto più solida che finalmente si apre anche agli ambienti esterni al campus. Ma è il peso sconcertante di tante piccole scelte, quasi trascurabili se prese singolarmente, a segnare l'azzardo più inatteso e riuscito di Life is Strange.

Commenti

  1. ibracadaver

     
    #1
    Anch'io ho apprezzato la nuova luce data ad alcuni personaggi, soprattutto quelli che rivestono (o dovrebbero rivestire) il ruolo di antagonisti. Spero solo che non tardino eccessivamente a far decollare il rapporto fra le due protagoniste.

    L'unico aspetto decisamente sottotono è quello tecnico. Se per certi versi si chiude un'occhio (lo stile grafico mi sembra più una copertura che una scelta stilistica), per altri si fa più difficoltà a mandare giù il boccone: animazioni, mancanza di lip sync e una serie di micro-sviste come quella, citata nella recensione, della totale mancanza di connessione fra i personaggi interattivi e quelli sullo sfondo della scena.

    Per il resto conferma la sensazione che avevo avuto alla fine del primo episodio, la valutazione del gioco non può che migliorare man mano che escono gli episodi. Da sottolineare anche la gestione del potere di Maxine, che mi ha costretto, soprattutto nelle ultimissime battute, ad un'attenzione sempre crescente nei confronti delle scelte.
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