Genere
Piattaforme
Lingua
ND
PEGI
18+
Prezzo
€ 12,99
Data di uscita
5/6/2013

Limbo

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Datasheet

Sviluppatore
PlayDead Games
Genere
Piattaforme
PEGI
18+
Data di uscita
5/6/2013
Giocatori
1
Prezzo
€ 12,99

Lati Positivi

  • Graficamente eccezionale nel suo minimalismo
  • Gameplay semplice ma ben congegnato
  • Enigmi intriganti
  • Colonna sonora sobria ma azzeccatissima

Lati Negativi

  • Durata eccessivamente breve
  • Troppi checkpoint sparsi per l'avventura
  • Esperienza trial & error dall'inizio alla fine

Hardware

Per giocare a LIMBO sono necessari una PS Vita e una Memory Card con circa 200 MB di spazio libero.

Multiplayer

LIMBO è un'esperienza di gioco esclusivamente single-player, non sono previste modalità per più giocatori.

Modus Operandi

Ci siamo immersi nel magico mondo di LIMBO grazie a un codice scaricabile da PlayStation Store su gentile concessione di PlayDead Games.

Link

Recensione

Una Vita nell'oscurità

Arriva anche sulla console portatile Sony l'intrigante avventura di PlayDead Games.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Ci sono giochi che puntano tutto sulla bellezza grafica, sprecando milioni di poligoni e pixel pur di creare scenari verosimili e animazioni realistiche. Altri, invece, che preferiscono puntare su pochi elementi con stile molto lontano dalla realtà, quasi a voler creare una sorta di alienazione da essa. Ci sono giochi che puntano tutto su ambientazioni colorate, sfruttando la potenza delle moderne schede grafiche e CPU per incorporare effetti, filtri e quant'altro possa rendere il mondo virtuale più vivace. Altri, invece, che scelgono una tavolozza cromatica ridotta a due soli colori, il bianco e nero, con sporadiche sfumature di grigio, e che preferiscono puntare sul contrasto fra queste due tonalità così affascinanti, letteralmente agli antipodi, pur di donargli un appeal unico.

Ci sono giochi poi che puntano su virtuosismi sonori, affidati alle sapienti mani di noti compositori e fedelmente riprodotti dalle migliori orchestre del mondo, pur di riuscire a ricreare il giusto climax e quelle atmosfere intriganti ormai popolari nel mondo videoludico. Altri, invece, che si affidano a un comparto sonoro minimalista, quasi assente, capace di incalzare (ma sempre con discrezione) nel momento topico dell'azione con la stessa efficacia pur non godendo dei migliori musicisti al mondo. Ci sono giochi, infine, che puntano su sistemi di controllo complessi basati su combinazioni di tasti degne di un contorsionista pur di offrire al giocatore un prodotto valido e complesso. Altri, invece, come LIMBO che riescono a colpire nella loro semplicità, con soli due soli tasti da premere.

L'impatto con LIMBO è disarmante: una continua alternanza cromatica fra il bianco e il nero, condita da alcune sfumature di grigio. Lo stesso protagonista è rappresentato da una sagoma nera con due occhietti bianchi. - Limbo
L'impatto con LIMBO è disarmante: una continua alternanza cromatica fra il bianco e il nero, condita da alcune sfumature di grigio. Lo stesso protagonista è rappresentato da una sagoma nera con due occhietti bianchi.

A distanza di quasi tre anni dall'esordio su Xbox Live Arcade e altre piattaforme di digital delivery, l'avventura sviluppata da PlayDead Games sbarca sul touch-screen di PS Vita mantenendo inalterata quell'atmosfera così ammaliante che già ci aveva colpito al suo debutto sulla scena. Non stavamo più nella pelle all'idea di poter godere nuovamente di un'esperienza che, seppur nella sua brevità e semplicità, riesce a regalare su qualsiasi piattaforma sensazioni uniche. Scopriamo com'è andata.

DI NUOVO NEL LIMBO

Chi attendeva qualche novità rispetto alle versioni per PC o console casalinghe resterà forse deluso: LIMBO mantiene inalterata la sua concezione ludica e non sfrutta minimamente le peculiarità della console portatile Sony come il touch-screen, i sensori di movimento o il touch-pad posteriore. La scelta, a conti fatti, è un bene per il gameplay, che mantiene la sua identità basata sull'utilizzo di un tasto adibito al salto e un altro necessario per l'interazione con l'ambiente, e niente più. Ancora una volta, il giocatore viene introdotto in modo disarmante all'avventura del giovane protagonista, il cui nome è destinato a restare un mistero: non un video, né un testo su schermo che informa del nostro obiettivo. Una sagoma avvolta nelle ombre si risveglia lentamente da un sonno profondo, e quei piccoli occhietti bianchi in un mondo dove l'oscurità regna sovrana ci dicono che è ora di muoversi.

Passo dopo passo, il giocatore viene a contatto con le stranezze del limbo, un mondo cupo e ricco di ragni giganti, trappole, indigeni ostili che si avventano contro il piccolo bambino con situazioni che definire inquietanti è poco, specie se consideriamo la crudeltà e brutalità con cui si spettacolarizza la morte del protagonista. LIMBO è un gioco che punta su meccaniche di un tempo, quelle arcade à la Another World, il capolavoro di Eric Chahi che tanto ha ispirato la software house: nessuna spiegazione sull'azione necessaria a risolvere l'enigma, il tutto sta al giocatore e alla sua capacità di sfruttare l'ingegno per studiare l'ambiente circostante, cercando un oggetto con cui interagire, un punto dove arrampicarsi, un modo per eliminare i nemici pur non avendo nemmeno una spada di cartone con cui difendersi.

LIMBO ci immerge nell'esperienza di gioco senza spiegazioni né indizi sulla risoluzione degli intriganti enigmi: starà tutta all'ingegno del giocatore riuscire a trovare la giusta soluzione, alimentando un inevitabile fenomeno di trial & error. - Limbo
LIMBO ci immerge nell'esperienza di gioco senza spiegazioni né indizi sulla risoluzione degli intriganti enigmi: starà tutta all'ingegno del giocatore riuscire a trovare la giusta soluzione, alimentando un inevitabile fenomeno di trial & error.

Il bello di LIMBO sta proprio nella sua capacità di immergere il giocatore in un'atmosfera senza proferire parola, senza un briciolo di spiegazione su cosa diavolo stia succedendo, né uno straccio di suggerimento su come risolvere quel maledetto enigma ed evitare quella enorme sega circolare che è pronta a farci le feste come nel migliore dei film splatter.

VERSO LA LUCE

E così, nel pieno rispetto della filosofia “trial & error” tanto cara ai videogiocatori d'epoca, LIMBO ci pone di fronte un'avventura ludica che parte in sordina ma si sviluppa in crescendo e senza far capire al giocatore che, dopo quattro o cinque ore di gioco passate nella più assoluta continuità, l'impresa del protagonista finisce lì, forse un po' con l'amaro in bocca per la durata esigua, ma di certo non per l'essenza stessa dell'esperienza di gioco. Nella sua brevità LIMBO è un platform capace di regalare un buon tasso di sfida grazie a enigmi molto ingegnosi e originali, sbagliando spesso e volentieri per poi ricominciare da uno dei tanti (troppi) checkpoint sparsi per il limbo, tentando di raggiungere quella corda illuminata da un fascio di luce, o di sfuggire a un enorme masso che sta per travolgerci, oppure di sfruttare un meccanismo all'apparenza innocuo per disfarci di un ragnaccio troppo cresciuto e affamato.

Le situazioni sono molteplici e varie, non c'è un'enigma uguale all'altro nonostante, all'apparenza, il giocatore sia portato a dire “questo è come quello di prima”. Eh no, perché c'è sempre una piccola sfumatura in più necessaria per completare il nuovo rompicapo. E nessuno viene a dirti cosa fare, ci sei solo tu e la tua capacità di entrare nella logica del limbo, capire come i giochi di luci e ombre servano a evidenziare una soluzione che in realtà avevi sotto al naso sin dall'inizio ma a cui magari non avresti mai pensato. Il tutto nell'ottica di un'atmosfera minimalista, che accompagna in silenzio l'avventura salvo poi inquietarci con quel rumore stridulo, quel suono ambiguo, quel motivetto subdolo capace di incutere timore e tensione nel cuore del giocatore.

Molte azioni richiederanno il giusto tempismo per essere completate: in questo caso, sarà fondamentale saltare al momento giusto per evitare che un grosso masso ci riduca in poltiglia. In caso di morte, la regia si accanirà sul giocatore mostrandone con crudeltà il triste epilogo. - Limbo
Molte azioni richiederanno il giusto tempismo per essere completate: in questo caso, sarà fondamentale saltare al momento giusto per evitare che un grosso masso ci riduca in poltiglia. In caso di morte, la regia si accanirà sul giocatore mostrandone con crudeltà il triste epilogo.

Il tutto nonostante un'atmosfera noir chiaramente surreale, che prende spunto dall'espressionismo per ricreare l'eterno contrasto fra bianco e nero non solo nell'ambientazione, ma anche nel piccolo personaggio controllato dall'utente, il cui corpo è una semplice sagoma nera che si confonde spesso e volentieri con le ombre degli scenari, se non fosse per i minuscoli occhi bianchi che restituiscono quel lieve, sfocato barlume di speranza.

LIMBO è questo: un'avventura minimalista in netta controtendenza con gli standard attuali, un gioco che punta sulla semplicità del comparto grafico e del gameplay per dar vita a un'esperienza intrigante, affascinante, ingegnosa da una parte, ma anche cupa, inquietante, desolante dall'altra. Un gioco che, pur non innovando nulla rispetto alle edizioni passate, sembra appositamente concepito per l'hardware di PS Vita: giocato su una diagonale così piccola, LIMBO mostra un lato di sé ancora più opprimente del solito. Per il resto, il titolo sviluppato da PlayDead Games resta quello splendido e divertentissimo adventure che pretende precisione nei salti, spirito d'osservazione e un minimo d'intelletto per risolvere i suoi intriganti enigmi, ma che è in grado di offrire sensazioni e sentimenti unici.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Un gioco che non perde smalto a distanza di tre anni dal suo esordio originale: LIMBO sembra essere concepito apposta per PS Vita e riesce sulla piccola console Sony a conquistarci ancora una volta con la sua esperienza intrigante, seducente, ingegnosa e cupa. Un platform vecchia scuola minato forse da un'eccessiva brevità e da una forte incidenza della filosofia trial & error, ma di sicuro immancabile nella vostra collezione per PS Vita.

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