Genere
Sparatutto
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
26,90 Euro
Data di uscita
15/8/2003

Line of Sight: Vietnam

Line of Sight: Vietnam Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
15/8/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
12
Prezzo
26,90 Euro

Lati Positivi

  • Grande realismo e dettaglio bellico
  • Motore grafico sempre all'altezza
  • Prezzo molto interessante

Lati Negativi

  • Difficoltà quasi eccessiva
  • Impatto grafico non eccezionale
  • Trama e personaggi assenti

Hardware

E ' raccomandata una CPU da un gigahertz, 256MB di RAM e una scheda video compatibile DirectX 9 (con almeno 32MB di memoria). Il gioco supporta l'audio surround e gli standard EAX per le schede compatibili. Testato su un AthlonXP 2000+ con 512MB di RAM e una scheda video da 128MB, non si sono riscontrati problemi nemmeno alle risoluzioni elevate e con antialiasing 2x attivo (massimo dettaglio, EAX e 32bit di colore).

Multiplayer

E' possibile giocare in rete locale, o su Internet, ad alcune modalità specifiche. Tra queste si ricorda l'immancabile deathmatch e il più raro co-op, che permette di giocare le missioni single player a fianco dei propri amici. Si segnalano anche il Capture the Flag e la variante del gioco a squadre che va tanto di moda di questi tempi, con due fazioni schierate ad attacco o difesa di una zona dello scenario.

Link

Recensione

Line of Sight: Vietnam

Ignorata per un buon decennio dall'industria dei videogiochi (l'ultimo adattamento di rilievo si ricorda a fine anni '80), la guerra del Vietnam è tornata improvvisamente di moda proprio quest'anno. Atari fa la sua parte offrendo uno sparatutto realistico che si concentra prevalentemente su un concetto: eliminare il nemico senza dare nell'occhio...

di Alessandro Martini, pubblicato il

Tra gli esperimenti dell'esercito americano durante il conflitto vietnamita si ricordano anche le cosiddette "Fire Base" ossia avamposti pesantemente fortificati eretti all'interno del territorio nemico che avrebbero dovuto portare allo scoperto Charlie (soprannome con cui erano definiti i VietCong dall'esercito USA). A una postazione di questo genere è diretto, nel 1968, un giovane cecchino fresco di addestramento, con l'obiettivo di mostrare sul campo le proprie capacità risultando decisivo nell'esito del conflitto. La sua avventura, che ovviamente sarà anche la nostra, inizia nel peggiore dei modi dopo l'abbattimento dello Huey (il classico elicottero-simbolo della guerra in Vietnam) diretto alla sua nuova base. Il protagonista, com'è naturale, sopravvivrà all'incidente e proprio da qui avrà inizio il suo cammino nell'impenetrabile giungla indocinese.

REALISMO E UMIDITA'

Line of Sight: Vietnam è un gioco di combattimento in prima o terza persona: l'inquadratura esterna è stata preferita durante la prova non solo per la relativa freschezza (che allontana il gioco, almeno superficialmente, dalle migliaia di concorrenti) ma per alcuni vantaggi legati alla telecamera, troppo scomoda se si sceglie la strada FPS. Qualunque sia la visuale preferita in azione, la struttura di gioco non cambia e ci vede immersi in una rivisitazione stealth del conflitto vietnamita. La nostra prima preoccupazione non sarà quella di eliminare il nemico, ma di raggiungere l'obiettivo destando la quantità minore di attenzione da parte di "estranei". Il gioco è infatti strutturato per penalizzare severamente l'approccio in stile Rambo, anche ai livelli di difficoltà più bassi. Pochi proiettili presi nelle zone critiche (il torso o la testa, non dove state pensando) bastano per farci lasciare le penne, mentre la mira dei nemici è tale da non concedere troppe possibilità a chi spara senza coperture. Realismo ai massimi livelli, quindi, che ritroviamo anche in aspetti del gioco che avrebbero beneficiato un po' di più da poderose semplificazioni.

NESSUNA DISTRAZIONE

Rispettando il contesto storico/tattico degli anni '60, risultano assenti molti indicatori diventati ormai la norma nei giochi di questo tipo, non ultimi quelli che segnalano gli obiettivi, le destinazioni sulla mappa e altre preziose informazioni (come l'ubicazione di rinforzi e/o civili sul territorio). Tutto questo è perfettamente concepibile parlando di un gioco ambientato più di trent'anni fa, ma provoca fastidiosi inconvenienti durante le missioni, come dover gironzolare intere mezz'ore alla ricerca di un obiettivo perché nessuna indicazione è fornita sulla mappa. Le missioni che ci vedranno protagonisti rispettano alla lettera i requisiti per un buon gioco (o film) sul Vietnam, buttando nella mischia il giusto quantitativo di VietCong, imboscate, trappole e incarichi stravolti all'ultimo momento da qualche operazione andata storta. Purtroppo, l'intero contesto scenografico/narrativo risulta assente e viene delegato a scarne descrizioni (dicasi briefing) prima di ogni livello, lette in tono esageratamente drammatico da una voce americana. Nessun approfondimento dei personaggi, retroscena o intermezzo narrativo è inserito nella struttura, lasciando il giocatore, letteralmente, solo nella giungla.
Ogni incarico si articola in un punto di "entrata" nella mappa e nel classico punto di recupero, solitamente affollato dall'esercito avversario. Quello che succede tra i due estremi della mappa è difficile da prevedere, ma nella maggior parte dei casi l'azione comporterà movimenti lenti e misurati per trovare un buon punto di osservazione nello scenario, evitando le trappole e gli agguati dei VietCong. Infatti, non va dimenticato che il protagonista è un cecchino specializzato nell'eliminare le minacce in qualsiasi condizione, a patto di avere una linea di tiro utile (la cosiddetta Line of Sight). Ciò significa che una delle tattiche frequenti sarà quella di raggiungere posti elevati, da cui è più facile eliminare le potenziali minacce prima che si avvicinino così tanto da mettere in pericolo la nostra vita.

DA LONTANO O DA VICINO

Basare un gioco intero sulla sola modalità cecchino può risultare troppo noioso e infatti abbiamo a disposizione alcune alternative. Il gameplay ci permette di cambiare equipaggiamento con il nostro compagno d'armi, quasi sempre disponibile in azione, o raccogliere l'arsenale nemico trovato lungo il cammino. In questo modo, possiamo lasciare il fido M21 in favore di altre armi adatte al combattimento ravvicinato, come l'immancabile M16 (qui nella versione ridotta CAR15) o l'inconfondibile Kalashnikov usato dai VietCong. La struttura di gioco è abbastanza aperta da permettere un duplice approccio all'azione, dalla distanza o in rapidi scontri il cui l'esito appare sempre appeso a un filo. Non dobbiamo dimenticare che il realismo è qui elevato all'ennesima potenza anche nelle armi e nei loro effetti. Dopo qualsiasi colpo ricevuto, è necessario far passare un paio di secondi prima di riprendersi, attimi preziosi in cui potremo solo muoverci lentamente. Oltretutto, i colpi sono contati e razionalizzati per qualsiasi arma e l'equipaggiamento è vincolato ad un certo limite di peso. I soldati più paranoici non potranno portare con sé venti pacchi curativi e cinquanta caricatori, proprio perché il gioco non permette un carico superiore alla quarantina di libbre. Se tutto ciò vi ha creato delle paure riguardo l'effettivo divertimento presente nel gioco, sappiate che tali paure sono perfettamente fondate. Il carattere "duro e puro" di Line of Sight: Vietnam è anche la sua principale nota negativa in un insieme che avrebbe potuto essere molto più interessante. Morire di continuo per imprecisioni anche superficiali non solo è poco divertente, ma porta il giocatore medio (quelli che non passano tre ore al giorno su CounterStrike) ad abbandonare l'attività fin troppo presto. Ed è un vero peccato, visto che il gioco manifesta le sue qualità migliori solo sulla distanza, nei contenuti come nella realizzazione tecnica.

TROPPA INTELLIGENZA UCCIDE

Pur trattandosi di un titolo budget, e quindi dalla risorse ridotte, possiamo apprezzare un'eccellente riproduzione della giungla e di tutto l'ambiente naturale, un ottimo frame rate e animazioni più che discrete nei personaggi (soprattutto nelle fasi di combattimento). Inoltre, l'intelligenza artificiale è fin troppo evoluta, contribuendo ad aumentare ulteriormente la difficoltà. Gli avversari vi raggiungono al minimo rumore, si organizzano in gruppi separati e chiamano rinforzi con una velocità inaspettata, e fatale per chi non ha la prontezza di "rispondere" adeguatamente. Sulla rete, Line of Sight: Vietnam può essere giocato in alcune varianti che includono la sempre amatissima modalità cooperativa (sulle missioni del gioco in singolo). Il gioco non si comporta male nelle funzioni online, ma la sua scarsa diffusione rende difficile trovare server vicini e, di conseguenza, ping relativamente bassi (una alternativa, se avete l'hardware, è la rete locale). Se pensate che il gioco in rete possa essere un'adeguata valvola di sfogo per le frustrazioni della modalità single player, ricredetevi. Anche qui, un colpo può uccidervi se non fate particolare attenzione ed è anche necessario scegliere con cura l'equipaggiamento prima di scendere in campo. Simulazione bellica come scelta di vita, quindi, e gli aspetti più strettamente"giocosi" vengono mandati direttamente in licenza.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Il rapporto qualità/prezzo di Line of Sight: Vietnam è a favore del titolo nFusion, presentando un gioco budget che potrebbe reggere il confronto con i rivali a prezzo pieno (Vietcong, ad esempio, superiore ma non di tantissimo). Beninteso: i difetti ci sono e sono anche abbastanza pesanti, da ricondurre prima di tutto al fanatismo estremo degli sviluppatori verso la simulazione a ogni costo. La facilità con cui si muore, la "cattiveria" dell'intelligenza artificiale e alcune scelte discutibili (quasi nessun indicatore per rispettare il contesto storico) rendono alcune partite un esercizio in masochismo, ma anche un vero e proprio addestramento per gli appassionati di giochi bellici. Chi cerca battaglie realistiche, e non ha paura di una difficoltà quasi scorretta, troverà in questo titolo una buona scelta, e farà felice anche il suo maltrattato portafogli.