Genere
Piattaforme
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
7+
Prezzo
€ 69,90
Data di uscita
5/11/2008

LittleBigPlanet

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Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment
Sviluppatore
Media Molecule
Genere
Piattaforme
PEGI
7+
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
5/11/2008
Data di uscita americana
27/10/2008
Data di uscita giapponese
30/10/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
4
Prezzo
€ 69,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

LittleBigPlanet è un'esclusiva PlayStation 3. Per sfruttarne a pieno le potenzialità sono necessari la console di gioco, un pannello ad alta definizione, una manciata di pad Sixaxis per divertirsi in cooperativa e una connessione a Internet, così da poter condividere sul PlayStation Network i mondi creati e visitare quelli di altri giocatori.

Multiplayer

LittleBigPlanet è pensato per supportare il gioco in cooperativa fino a quattro giocatori, sia offline (nessuna traccia di split-screen) sia online. Le opzioni Crea e Condividi, inoltre, possono ampliare in maniera esponenziale il divertimento, data la possibilità di creare il proprio pianeta, caricarlo sui server dedicati, quindi condividerlo con l'intera community. Attraverso un sistema di tag è inoltre possibile setacciare i pianeti creati dagli altri giocatori, quindi visitarli da cima a fondo e lasciare valutazioni sull'operato o commenti di ogni sorta. Queste ultime modalità, purtroppo, necessitano più tempo per essere provate e quindi le tratteremo nel dettaglio in un approfondimento successivo.

Link

Recensione

Crea e condividi!

Uno sguardo all'editor di livelli in LittleBigPlanet.

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

LittleBigPlanet, non ha avuto nemmeno il tempo di uscire sugli scaffali dei negozi e già è diventato il successo di cui, da troppo tempo, il monolite nero di terza generazione aveva bisogno. Venti persone all'opera (capeggiate dal direttore creativo Mark Haley), organizzate in un team apparentemente sregolato, indisciplinato e assolutamente naif, hanno appena dato forma e vita al nuovo standard ludico nel mondo del contenuti condivisi via Internet. Il gioco di Media Molecule, infatti, fa segnare un più che atteso e gradito ritorno di Sony nella community online e nel settore dell'innovazione videoludica. Ora, sarà anche espressione abusata, ma LittleBigPlanet non ha un editor di livelli, ma è un editor di livelli, tutto da giocare. Il fatto che le cinquanta ambientazioni che compongono l'ossatura della modalità Storia siano state modellate dal team creativo con gli stessi strumenti affidati all'utenza finale, la dice lunga sulle potenzialità edili che LittleBigPlanet porta in grembo. Poi, giusto un click e la creazione homebrew è già online, pronta per essere condivisa, esplorata e giocata dalla community.

THE PLATFORM TOOL

Una volta portato a termine l'esplicativo tutorial per la creazione di nuovi mondi di gioco, smembrare minuziosamente ciascuno dei livelli preconfezionati (i quali, stando alle dichiarazioni di Media Molecule, dovrebbero fungere da esempi esplicativi per i tool più complessi) si trasforma in un'ottima palestra d'allenamento. Analizzare la struttura degli stage, comprenderne i relativi processi costruttivi e sperimentare nuove costruzioni domestiche, cercando di replicare quanto di buono gli sviluppatori hanno messo in piedi con il medesimo kit di strumenti, rappresenta una tappa fondamentale nella fruizione complessiva del gioco, da non sottovalutare affatto nel caso le vostre mire vadano ben oltre la modellazione di una semplice automobilina in legno. Tanta (ma proprio tanta) pazienza e una buona dose di manualità, quindi, e va pure a finire che in un pomeriggio si riesca a metter su un piacevole stage ricolmo di trabocchetti, nemici e accattivanti texture di contorno. Ma, nel caso si decida di assemblare qualcosa di architettonicamente più complesso, organizzato su più livelli sfalsati e capace di istigare all'esplorazione più meticolosa, allora potrebbe essere necessario anche un intero weekend col Popit sempre aperto.

GIOCA, CREA E CONDIVIDI

Una volta in modalità Crea occorre procedere per gradi e, magari, incominciare dalla manipolazione di semplici forme geometriche (data la possibilità di affrontare la modalità Crea in cooperativa, cimentarsi nella costruzione assieme a un compagno potrebbe accorciare i tempi necessari per apprendere i rudimenti del gioco e i segreti del fai-da-te). Padroneggiare la totalità degli strumenti raccolti nel Popit, sebbene l'interfaccia e gran parte delle opzioni più comuni risultino decisamente intuitive, richiederà dedizione e voglia di mettersi in gioco, sperimentando con cautela il ridimensionamento degli oggetti, il loro collocamento sul piano di gioco e le relative leggi fisiche alle quali saranno soggetti.
In soldoni, piazzare una ruota su un piano inclinato o erigere piramidi traballanti e sbilenche avrà prevedibili e nefaste conseguenze. Inoltre, a patto di aver collezionato un buon numero di oggetti, adesivi e materiali in modalità Storia, decorare ogni superficie con nuove e assurde texture sarà un lavoro da veri artisti visionari. Ciò non toglie che, a volte, un tocco di sconsiderata casualità potrebbe dar vita a scenari ludici estrosi e finanche piacevoli alla vista.
Gli strumenti necessari all'opera ci sono tutti, a cominciare dal cursore con cui stiracchiare o smussare angoli alla possibilità di piazzare ingranaggi preconfezionati, piattaforme semoventi e oggetti sonori (le cosiddette musical box), per caratterizzare un particolare passaggio con il più adeguato o irriverente accompagnamento musicale. Popit, ancora, include alcuni semplici script già pronti, utilissimi per controllare l'attacco dei nemici, il comportamento di strambi personaggi o il funzionamento di rudimentali marchingegni a base di leve e ingranaggi.
Piazzando debitamente i giusti interruttori (magnetici, sensibili al movimento del Sackboy o adesivi, da attivare mediante l'applicazione del corretto sticker), si possono architettare semplici enigmi o esilaranti puzzle in poco meno di un minuto. Poi, se si tiene conto della naturale legge di gravità e delle proprietà meccaniche strettamente connesse ai differenti materiali, le potenzialità applicative si espandono in maniera vertiginosa, regalando a LittleBigPlanet una complessità senza eguali.

LA COMMUNITY DEI SACKBOY

Laddove le texture incluse nel gioco non dovessero essere sufficienti per saziare l'estro del giocatore, grazie all'EyeToy possono essere importate fotografie opportunamente scattate dal giocatore. In tal modo, immortalando pagine di riviste, oggetti di uso quotidiano o il nostro bel faccione, addobbare i mondi di gioco appena creati diverrà una pratica assolutamente intrigante e coinvolgente, oltre che un nuovo metodo per condividere immagini con altri utenti.
Per caricare il proprio neonato livello di gioco sul server del PlayStation Network, però, bisogna percorrerlo da cima a fondo, a garanzia del proprio buon operato. Una procedura del genere è necessaria per evitare la proliferazione di stage incompleti o impossibili da giocare. Una volta che il livello di gioco è disponibile per chiunque, ogni giocatore può scaricarlo (cercandolo attraverso appositi tag di riconoscimento), giocarlo, magari alla ricerca di premi nascosti disseminati dal creatore, quindi lasciare un commento.
Inoltre, la condivisione online dei livelli creati dagli utenti non è sottoposta al vaglio di Sony, ma sarà gestita dalla community stessa. Ciò vuol dire che i giocatori avranno modo di stabilire le migliori produzioni casalinghe o segnalare, attraverso un opportuno sistema di votazione, le creazioni più deprecabili e offensive. Che si tratti di una scelta azzeccata o no da parte di Sony non ancora ci è dato saperlo, a maggior ragione considerando che il codice in nostro possesso non ci ha consentito finora di sperimentare a fondo la parte online (per la quale scriveremo un approfondimento apposito non appena la "community" sarà sufficientemente attiva). Quel che è certo è che, data la portata mondiale di LittleBigPlanet, bisognerà attendere almeno un paio di mesi (o anche qualcosa in più) dalla data di pubblicazione del gioco, così da avere un quadro della situazione più completo in merito alla censura dei contenuti inappropriati. Solo allora, infatti, il sistema dell'autoregolamentazione fra utenti potrà essere affinato, definitivamente promosso o bocciato irrimediabilmente.


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