Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
29/2/2008

Lost Odyssey

Lost Odyssey Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Microsoft Game Studios
Sviluppatore
Mistwalker
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
16+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
29/2/2008
Data di uscita americana
12/2/2008
Data di uscita giapponese
6/12/2007
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Il character design di Inoue
  • Le musiche di Uematsu
  • La narrazione e i racconti brevi di Shigematsu
  • Buon doppiaggio italiano
  • Ottima longevità (60 ore circa)
  • Telecamera soddisfacente

Lati Negativi

  • Esplorazione e attività di contorno scarne
  • Pochissime innovazioni
  • Caricamenti fastidiosi
  • Grafica molto altalenante

Hardware

Per giocare a Lost Odyssey è necessaria una confezione originale del gioco in formato europeo e una console Xbox 360 munita di relativo joypad. Il titolo supporta risoluzioni fino al 1080p e il sonoro Dolby Digital 5.1 durante le fasi di gioco. I salvataggi possono essere effettuati solo in prossimità delle relative postazioni, ma il gioco prevede comunque un sistema di chekpoint prima di ogni combattimento chiave.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

La malinconia dell'immortale

Sogni e rammarico nel nuovo gioco di ruolo creato da Mistwalker.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Basterebbe quanto scritto nell'apertura per rendere Lost Odyssey un titolo meritevole di avere, per lo meno, la stessa attenzione riservata d'ufficio ad ogni episodio di Final Fantasy ma, pur non abbracciando la stessa corrente innovativa mostrato dall'ultimo capitolo della saga di Square Enix, il titolo Mystwalker mostra alcuni tratti distintivi piuttosto interessanti anche a livello di gameplay.

BATTERE LA TESTA NEL SOFFITTO Se la possibilità di infliggere danni addizionali ad un nemico tramite la pressione a tempo del grilletto destro o la capacità di combinare vari materiali per creare particolari anelli magici possono essere elementi interessanti ma trascurabili ai fini dell'economia di gioco, un peso certamente più rilevante è costituito dal limite imposto al livellamento dei personaggi e dalla possibilità di attivare abilità collegate tra gli immortali e i membri umani del party. Nel primo caso, una volta raggiunto un certo numero di scontri all'interno del dungeon, i punti esperienza guadagnati finiscono progressivamente per azzerarsi segno che, per il momento, non è più possibile salire di livello. Una decisione che potrebbe far storcere la bocca, ma che ha permesso di realizzare battaglie epiche con i nemici più coriacei e i boss di fine labirinto proprio in virtù di questo bilanciamento: non è possibile giungere allo scontro così potenti da ridurre il tutto ad una mera formalità ma, al contrario, è richiesta una buona dose di strategia nello scegliere l'equipaggiamento, i membri che dovranno costituire prima e seconda linea e, soprattutto, agire di conseguenza all'ordine di turno mostrato su schermo.

C'E' SEMPRE DA IMPARARE E' necessario comprendere al meglio tale concetto non solo in ottica difensiva ma, soprattutto, durante le fasi d'attacco: fino a quando l'avanguardia rimane in buona salute, infatti, infliggere danno alle creature posizionate nelle retrovie è praticamente impossibile. La tattica migliore, dunque, è quella di lavorare ai fianchi l'avversario, per poi penetrare fra le linee e seminare distruzione indiscriminata. Diventa quindi importante la possibilità di apprendimento che gli immortali possono avere nei confronti degli umani: se questi ultimi, infatti, aggiungono nuove frecce al loro arco di battaglia in battaglia, i primi possono migliorare le loro tecniche di guerra imparando nuove abilità messe in mostra dai compagni. Un metodo per lanciare non solo potenti colpi o attacchi combinati micidiali, magari su larga scala, ma anche di far evolvere i vari personaggi in modo sempre diverso, a seconda delle decisioni del giocatore. Insomma, nulla di particolarmente innovativo, ma stiamo comunque parlando di meccanismi solidi ed efficaci in battaglia.

MILLE ANNI PORTATI BENE? Di fronte a queste note positive, aumenta il rammarico per una certa trascuratezza che si è avvertita sotto alcuni aspetti non meno importanti per un gioco di ruolo di questo tipo. Al di fuori dei combattimenti e della fasi esplorative dello scenario – comunque limitate a qualche vaso o forziere – le pochi varianti sul tema lasciano il tempo che trovano: che si parli di minigiochi, di trovare un cagnolino smarrito o di evadere dalla sorveglianza di una prigione, siamo distanti da quello stile surreale, in grado di catturare l'attenzione del giocatore, tipico di uno Zelda qualsiasi. Il giudizio più controverso, tuttavia, spetta al comparto tecnico: il gioco spesso e volentieri cade in texture di livello alquanto basso e animazioni a dir poco legnose, tenuto anche conto che il quantitativo poligonale su schermo non è certo di quelli capaci di far gridare al miracolo, con un particolare effetto di sfocamento sugli elementi di sfondo e di primo piano alquanto fastidioso. La bellezza mozzafiato di alcune locazioni, tuttavia, unite alla ricchezza della trama e alla suggestiva colonna sonora permettono di passare oltre con buona soddisfazione di tutti.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Lost Odyssey è l'essenza del perfetto eroe classico: deciso, spigoloso, a tratti forse sin troppo spartano, ma anche incredibilmente sensibile ed emozionante... e per questo ancora più apprezzabile. Certo, si fosse chiamato Final Fantasy tutto sarebbe stato più facile (non solo a livello mediatico) ma, al di fuori delle incertezze grafiche, quello creato da Mistwalker e dal trittico Inoue, Uematsu, Shigematsu è un ottimo JRPG "vecchia stampo" che merita di essere apprezzato e di avere un futuro.