Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

Lost Planet: Extreme Condition

Lost Planet: Extreme Condition Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Capcom
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
16
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Lati Positivi

  • Stile e atmosfera unici
  • Grande spettacolo audiovisivo
  • Buon tasso di sfida

Lati Negativi

  • Talvolta frustrante
  • Nemici poco intelligenti
  • Qualche imprecisione grafica

Hardware

Per giocare Lost Planet: Extreme Condition è necessaria una console Xbox 360 in versione europea, il gioco originale in versione europea e un controller compatibile.

Multiplayer

Fino a sedici giocatori possono combattere nella stessa arena, via Internet e attraverso Xbox Live. Oltre a una connessione ADSL, sono richiesti un abbonamento Xbox Live di tipo Gold.

Link

Recensione

Il ghiaccio nelle vene

Sottozero e circondati, su un pianeta ostile e con un pad senza fili...

di Luca Airoldi, pubblicato il

Un mese di gioco (prima su un codice incompleto, poi sulla versione definitiva) è bastato per consolidare un concetto chiaro e cristallino: Lost Planet, a livello di difficoltà Normal, è uno dei titoli più frustranti e remunerativi presenti su Xbox 360.
Isolando per un attimo la seconda parola, "remunerativi", si torna a classici di questa stessa casa quali Ghost N'Goblins o Strider, famosi per il loro livello di difficoltà, ma altrettanto celebrati per il tasso di sfida "leale" che offrivano. Lost Planet: Extreme Condition riprende questa tradizione sulla console di casa Microsoft e la enfatizza nel numero di avversari (sempre elevato), nel limite di tempo (l'energia in costante discesa) e nei salvataggi che evitano sì di rifare per intero un livello, ma proprio di poco.

UNA STORIA DI FREDDO E PROIETTILI

Per quanto riguarda il gameplay, basterebbe la parola "sparatutto" a definire splendidamente Lost Planet: Extreme Condition, benché il gioco strizzi l'occhio ai nuovi generi offrendo (talvolta) maggiore libertà nell'evitare i nemici, almeno fino allo scontro decisivo con l'immancabile boss.
Come hanno fatto altre case "epiche", il duo Takeuchi & Inafune si è impegnato nel realizzare una sola idea, senza troppe distrazioni o inutili orpelli. I risultati, in termini di pura spettacolarità audiovisiva, sono ottimi, escludendo qualche lieve calo di fluidità e la sincronia verticale assente (con relativo "tearing" nel movimento orizzontale della telecamera). Il sonoro, soprattutto, è a livello davvero cinematografico per quanto riguarda musiche sinfoniche ed effetti: questi ultimi, su casse abbastanza performanti, inondano l'ambiente con una qualità e diffusione esemplari.
Benché i poligoni mossi dal motore grafico non siano in quantità stravagante, l'ampio uso (a volte persino esagerato) di sfocature ed esplosioni dà all'immagine in movimento un impatto visivo più che dignitoso e certamente ai primi posti nella categoria degli sparatutto presenti su Xbox 360. Più dei semplici numeri, quello che convince sul lato estetico è la stilizzazione di personaggi e tecnologia, un design chiaramente nipponico, molto riuscito e originale, ottenuto mischiando elementi steampunk alla più tipica modernità. In altre parole, Lost Planet (ma questo era chiaro già nelle due demo giocabili) sprizza carattere da tutti i pixel, ed è proprio questa unione di stile & originalità estetica che costituisce, insieme al tasso di sfida, il suo principale motivo di interesse.
Nonostante sia nell'anima un semplice shoot'em up a piattaforme, i più anziani pensino a Bionic Commando, a livello pratico c'è abbastanza contenuto per accontentare chi è ancora affamato di sparatorie e scenari pseudo-fantascientifici.

ANDARE A PIEDI NON BASTA

Le armature Vital Suit, e in generale tutto l'armamento, rappresentano il fulcro attorno a cui ruota l'intero divertimento ottenuto da Lost Planet: Extreme Condition. Solo accennate all'inizio, diventano mano a mano un elemento-chiave sia per la sopravvivenza, sia per lo spettacolo mostrato a schermo, con alcuni scontri che non lasciano libero un centimetro sul display tanto frequenti sono i detriti scagliati in aria, fiamme e fumo in abbondanza mentre ci si trova costantemente sotto il fuoco nemico.
Grazie a un sistema di controllo globalmente ben concepito, tranne alcuni comandi "automatici" che possono accavallarsi tra loro, l'azione resta sempre soddisfacente per quanto distaccata dalla tradizione occidentale nel genere sparatutto. Alcune particolarità di Lost Planet: Extreme Condition possono infatti risultare indigeste soprattutto all'inizio, come la lentezza "congenita" del protagonista nel ricaricare le armi o nella semplice corsa, due aspetti che comunque enfatizzano la sensazione di trovarsi in un ambiente ostile, a causa di bufere di neve, slavine o altri fenomeni naturali che danno maggiore realismo all'intero scenario.
Meno perdonabile è l'intelligenza artificiale del nemico, ridotta ai minimi termini sia per l'immobilità cronica degli avversari, sia per il fatto che tutti i nemici (alieni o umani) puntano sul numero e non su tattiche particolarmente evolute. La quantità di avversari su schermo, e l'alto ritmo dell'azione, mascherano efficacemente questo problema, anche perché il gioco rimane impegnativo senza doversi preoccupare (anche) di venire accerchiati o presi di sorpresa dalla console...

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Capcom infila un altro centro su Xbox 360, malgrado (e come sempre avviene) il gioco completo risenta leggermente delle aspettative enormi create nei mesi scorsi. Lost Planet: Extreme Condition è infatti uno sparatutto nel senso più puro del termine: un gioco basato esclusivamente sull'azione e sul design estetico che vive e muore grazie a tali elementi. L'alto tasso di sfida, l'originalità dello scenario e alcuni passaggi davvero senza eguali (per impatto audiovisivo) lo tengono molto in alto nelle valutazioni, soprattutto in termini di stile. E, nell'invasione di titoli fatti in catena di montaggio, quest'ultimo pregio rappresenta una vera nota di merito.