Ludonauti

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Annotazioni di viaggio per intrepidi esploratori della frontiera videoludica. Il punto di partenza per la creazione di una nuova cartografia dell'universo del divertimento digitale. La mappa non è il territorio, ma noi siamo qui.
Rubrica

I videogiochi? Un passatempo primitivo…

Nonostante i nostri gadget digitali, discendiamo pur sempre dall’australopiteco.

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Cosa rende un gioco divertente? Tante possono essere le risposte, ma si tratta di una domanda elusiva e soggettiva perché, innanzitutto, dovremmo stabilire cosa intendiamo per divertimento. Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dal latino "divertere", nel significato di volgere altrove l'attenzione, allontanarsi, prendere un'altra direzione, ovvero distogliere il pensiero dalle occupazioni (e preoccupazioni) quotidiane. Una definizione che presenta la stessa ambiguità di quella di gioco: parafrasando Gregory Bateson, non sappiamo descrivere il divertimento ma, nondimeno, siamo in grado di riconoscere quando ci stiamo divertendo.

Selezione naturale  - Ludonauti
Selezione naturale

Divertirsi a sopravvivere

Quando si tratta di comprendere le ragioni che sottendono i comportamenti umani e le preferenze della nostra specie viene spontaneo rivolgersi alla storia evolutiva. La comunità scientifica è concorde nel ritenere che il nostro patrimonio genetico condiviso risalga all'epoca dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori e addirittura ai loro progenitori, epoche in cui la selezione genetica rivestiva un ruolo chiave per la sopravvivenza. Sin dalle origini dell’umanità, il gioco svolge un compito fondamentale durante i primi anni di vita come pratica per lo sviluppo delle abilità richieste per la sopravvivenza: una pratica che coinvolge tutti i mammiferi e che, nel caso specifico del genere umano, si protrae anche nell'età adulta, come esercizio delle dinamiche che sorreggono le nostre complesse strutture sociali. Non è un caso che, andando alla ricerca degli elementi fondamentali che costituiscono l'attività ludica e, più in generale, l'insieme di tutte quelle attività che facciamo rientrare nella sfera dell'intrattenimento, ci si imbatta nell'apprendimento di modelli utili per la sopravvivenza, riletti alla luce delle regole sociali e dei comportamenti che contraddistinguono ogni epoca storica.

Esplorazione, fuga, caccia, raccolta... I videogiochi permettono di tenere allenato il nostro istinto di sopravvivenza in un'epoca in cui sopravvivere è tutto sommato molto più semplice che ai tempi dell'australopiteco... - Ludonauti
Esplorazione, fuga, caccia, raccolta... I videogiochi permettono di tenere allenato il nostro istinto di sopravvivenza in un'epoca in cui sopravvivere è tutto sommato molto più semplice che ai tempi dell'australopiteco...

Prendere il giro alla larga

Di fronte alla presa di coscienza del pericolo ci possono essere due tipi di reazione: l'affronto o la fuga. L'adrenalina, scaricata improvvisamente nel sistema circolatorio, fa scappare un animale sottoposto a un attacco improvviso. Il suo opposto ormonale è la noradrenalina, che spinge lucidamente ad affrontare il pericolo; l'impossibilità della fuga, di fronte ad un evento che scatena paura, crea la risata. Dal punto di vista sociale e culturale, la risata è la risposta a una scarica di adrenalina che viene smorzata dalla natura spuria della minaccia. La minaccia (reale o immaginaria che sia) si rivela priva di conseguenze, e quindi scatta la distensione che porta alla risata. Questa importante dicotomia tra minaccia reale e minaccia immaginaria è alla base della distinzione tra la vita quotidiana e la necessità di divertimento. Ma questo è già un passo troppo avanti. Accontentiamoci della fuga o, del suo opposto, la caccia, attività che presuppongono a livello fisiologico un buono sviluppo motorio. Per la sopravvivenza nelle società primitive di cacciatori-raccoglitori era fondamentale lo sviluppo dei muscoli e, contemporaneamente, affinare la coordinazione. Questo spiega il successo degli sport presso le diverse civiltà: attività che premiano la forza fisica e la coordinazione di squadra (come accade nei riti tribali). Il desiderio di aumentare le proprie possibilità di sopravvivenza (per sfuggire ai predatori o dare la caccia alle prede) si è sublimato poi nelle gare di velocità, non solo a piedi, ma anche ricorrendo alla tecnologia (come bici e auto), facendo leva sull'apprezzamento innato che mostriamo per ogni nuovo strumento capace di rivelarsi più efficiente.

Le gare di velocità (anche virtuali) rappresentano l'esaltazione della tecnologia in riferimento al potenziamento delle nostre chance di sopravvivenza - Ludonauti
Le gare di velocità (anche virtuali) rappresentano l'esaltazione della tecnologia in riferimento al potenziamento delle nostre chance di sopravvivenza

Caccia e raccolto

Oltre a prediligere lo sviluppo delle attività muscolari tramite lo sport, le varie civiltà che si sono succedute storicamente hanno sempre tenuto in esercizio le abilità di caccia, sebbene l'allevamento le rendesse di fatto sempre meno indispensabili. Non è un caso, dunque, se ancora oggi la versione digitale del tiro al bersaglio rappresenta, sotto forma di FPS, una delle attività predilette dal pubblico maschile dei videogiocatori. Parimenti ai muscoli e alla mira, altrettanto fondamentale durante la caccia si rivela la conoscenza del territorio: così l’esplorazione diventa una componente importante in molte attività ludiche, sia come desiderio di visitare mete esotiche (il turismo), ma anche per reperire risorse specifiche nei luoghi limitrofi (come la ricerca di sconti e offerte nei supermercati).
La postura eretta, che ha permesso all’uomo di avere le mani libere per poter impugnare vari strumenti, come collaterale ha consentito lo sviluppo di attività come la danza, espressioni di un nuovo modo di muoversi, non più vincolato alla sopravvivenza ma capace di comunicare nuove emozioni. In ambito videoludico, cominciamo a intravedere solo ora le potenzialità espressive offerte dai nuovi sistemi di controllo gestuali, che ci liberano dai cavi del gamepad, per consentire l'esercizio di attività motorie che riguardano l'intero organismo, dai tappetini di Dance Dance Revolution fino a Kinect.
Infine, il divertimento fisico non riguarda solo la caccia ma anche la raccolta e l’immagazzinamento del raccolto, attività sublimate nel corso dei secoli in esercizi di piacere come la collezione di francobolli e di qualsiasi altra cosa, che in ambito videoludico ritroviamo dai tempi in cui Pac-Man richiedeva di inghiottire tutti i pallini disseminati sullo schermo per accumulare un punteggio sempre più elevato e che, in forma differente, continuiamo a provare nella gestione degli oggetti nell’inventario di un GdR o nella catalogazione di tutti i Pokémon disponibili (per altro "gotta catch'em all" è il motto del gioco).


Commenti

  1. Nihil_82

     
    #1
    Geniale quest'articolo. In particolare non ci avevo mai pensato al fatto dell'accumulare, ora si spiega tutta la mania del raccogliere farmare etc. dei gdr e mmorpg!
  2. falinovix

     
    #2
    Nell'accumulo e nella catalogazione c'è in più una componente intellettuale, data dal piacere di riconoscere dei pattern, o percorsi di senso, tra le cose: infatti il nostro cervello trae sommo piacere nel dare un ordine al mondo. Non ce ne accorgiamo mai, oppure non ci passa nemmeno per la testa, ma quando giochiamo stiamo in realtà allenando queste abilità ancestrali, che la società dei consumi ha reso quasi superflue (visto che la fame, per esempio, non è più un problema nelle società occidentali) ma che sono fondamentali per definire la nostra "umanità". Ecco, così, magari ci sentiamo anche meno in colpa per le nottate passate con un controller in mano...
  3. giopep

     
    #3
    O anche per i soldi spesi accumulando e catalogando collezioni. :D
  4. falinovix

     
    #4
    ...già...
  5. Vito

     
    #5
    Un articolo di antropologia evoluzionistica videoludica! Ben fatto :). E' affascinante come al solito vedere come i nostri comportamenti odierni siano dettati dalla sovrapposizione di diversi "strati" di storia evolutiva, alcuni dei quali in conflitto tra loro...

    Una delle caratteristiche che imputi ad una storia evolutiva recente (cacciatori raccoglitori e conoscenza del territorio) secondo me va piu' indietro... Gli scimpanze' ci danno le piste quanto a memoria visiva e territoriale, dovendo muoversi in continuazione alla ricerca di piccole "patches" di cibo. Probabilmente abbiamo passato un periodo dove questa caratteristica era ancora piu' fondamentale, quando vagavamo per la savana in cerca di tuberi e carcasse..
  6. Bisboch

     
    #6
    Sempre pregno! E anche fregno, come direbbe qualcuno.
    Che poi è sconcertante come la gran parte dei videogame si limiti a soddisfare bisogni praticamente fisiologici. Pensate alla piramide di Maslow:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Bisogno#La_piramide_di_Maslow .
    E' (in)credibile come la roba di successo alla fine ronzi sempre attorno alla parte bassa della piramide, ma questo vale per l'industria dell'intrattenimento di massa in generale, alla fin fine. L'interpretazione marxiana è dietro l'angolo, Falinovix! Prossima puntata?
  7. Nihil_82

     
    #7
    Ecco spiegato il successo di un gioco come Minecraft che unisce un po' tutto! nel senso c'è tutto l'aspetto della base della piramide del preparare e collezionare, ma pure quello creativo di autorealizzazione.
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