Ludonauti

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Annotazioni di viaggio per intrepidi esploratori della frontiera videoludica. Il punto di partenza per la creazione di una nuova cartografia dell'universo del divertimento digitale. La mappa non è il territorio, ma noi siamo qui.
Rubrica

E3: un colpo al cuore? No, al collo...

L'ultimo E3: i deliri di un vecchio.

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Per chi respira videogiochi, l’E3 è come una sorta di lungo capodanno. Una settimana in cui tutti promettono grandi cose e speculano su quello che sarà il futuro dell’intrattenimento digitale, almeno fino all’E3 successivo.
Un po’ ci si aspettava che sarebbe stata un’edizione magra, ma i rumors degli ultimi mesi facevano comunque sperare per il meglio. Se non altro, in molti pensavano che, per reazione all’annuncio di Wii U, Microsoft e Sony avrebbero cercato di stupire le platee con effetti speciali, mostrando barlumi di una nuova generazione hardware - di cui, in realtà, ha dato un assaggio solo Square Enix con il suo Agni’s Philosophy. Ma tant’è: chiunque della concorrenza, vedendo cosa può fare Wii U, ha chiaramente valutato che non valeva la pena rovinarsi il sonno.

Senza fare i bagagli

Non è certo l’invidia di chi è stato costretto (si fa per dire) a sorbirsi le conferenze dalla poltrona di casa il motore che porta alla denuncia della pochezza di questa edizione, che in un certo senso sembra quasi voler ufficializzare l’intenzione di levare le tende da Los Angeles (come più volte manifestato dall’ESA, l’associazione di categoria americana). L’E3 edizione 2012 è sembrato da dietro al monitor un evento che andava comunque fatto, nonostante la situazione economica poco entusiasmante e i continui annunci fallimentari, anche all’interno di uno dei settori che meno ha risentito della crisi economica mondiale (THQ, per esempio, ha aspettato giusto giusto che EA facesse la sua presentazione per lasciare a casa l’intero team di sviluppo della serie UFC). Il vero motivo è che qualcosa (o qualcuno?) sta cambiando per sempre le dinamiche di questo settore e i big hanno dovuto rivedere all’improvviso la propria strategia, rinunciando ad un modello di business che per anni ha garantito ampi profitti.
Ci sta, quindi, che, in uno scenario del genere, prima di annunciare in pompa magna una nuova generazione hardware si voglia essere ben sicuri di trovare una platea interessata all’acquisto, ma tra questo e l’avere esaurito completamente le idee, ce ne passa.

Puntando verso il cielo

Da un certo punto di vista, è facile comprendere l’obiettivo di Microsoft: conoscendo la storia di Xbox dalle origini, è risaputo come la casa di Redmond abbia sempre aspirato al business di Sky piuttosto che a quello di Nintendo. Un’app come SmartGlass fa proprio questo, rende pervasiva l’interfaccia Xbox per farci dimenticare che si tratti di un pezzo d’hardware ben preciso ma lo identifichi in un accessorio indispensabile come il decoder di Murdoch. In quest’ottica, le proposte dei giapponesi sembrano molto più aleatorie, concessioni fatte al nuovo modo di intendere i media solo perché diversamente non si poteva fare.

Tralasciando per un attimo i titoli che alla sola vista del logotipo ci fanno aumentare la salivazione in bocca, concentriamoci su quelle che sono le vere “sorprese” dello show. Da queste parti ne abbiamo individuate due dal potenziale esplosivo (anche se poi sarà tutto da dimostrare a scaffale). La prima è Kinect Training, che si appoggia al programma Nike +, la comunità online più popolosa dedicata ai malati di fitness. L’altra seconda novità è il Wonderbook di Sony, che sia avvale nientepopodimeno che della collaborazione di J.K. Rowlings, l’autrice di Harry Potter – per tutti quelli usciti oggi da 10 anni di coma. Nel palinsesto di una presentazione per drogati di videogiochi, questa roba passa quasi inosservata, lasciando il tempo di staccarsi dal monitor per andarsi a stappare una birra.
Nike, Harry Potter e le dimostrazioni in famiglia di Wii U. Ci siamo capiti…

Killer APP...

Veniamo adesso a quello che ci fa (faceva?) palpitare il cuore. Halo 4, Assassins’s Creed III (che poi in realtà sarebbe il 5° della serie), Call of Duty Black Ops 2 (cioè il seguito di uno spin-off!), Crysis 3, Far Cry 3, God of War 4, Dead or Alive 5, Resident Evil 6, Splinter Cell 7, Medal of Honor 16 (16!) e Tomb Raider 2nd reboot (dato che è già stato fatto il giro di tutti i numeri interessanti e dei suffissi si è deciso di ripartire di nuovo da zero…). Parliamoci chiaro, in mezzo a tutti questi AAA games ci sono solo 2 nuove IP e mezza, Watch Dogs di Ubisoft, Dishonored di Bethesda e Uncharted: La profezia dei Maya, pardon, The Last of Us… Vogliamo metterci Zombi U? Dai mettiamolo… Anche il nuovo polpettone ludico di Quantic Dream? E mettiamo pure Beyond: Two Souls, si contano comunque sul palmo di una mano.
Che poi il problema non è tanto quello dell’IP, il fatto è che si tratta di giochi tutti uguali, in cui si spara agli avversari, che possono essere eliminati anche con una pugnalata al collo (ormai il modo più comune di ammazzare le creature di bit) e in cui le fasi di esplorazione sono affidate ai QTE perché studi di settore hanno dimostrato che altrimenti il giocatore casual si annoia. Cioè, Tomb Raider io me lo ricordo un platform game, per la miseria! In questa nuova versione splatter, in cui il corpo di miss Croft viene martirizzato come neanche la l’inquisizione spagnola, non si prende la rincorsa per saltare: c’è un QTE! E ci sono i teletrasporti per spostarsi più velocemente da una parte all’altra dell’isola… E di nuovo, tutti i giochi propongono modelli di combattimento con sistema di copertura: che sia Sam Fisher, Lara Croft o l’eroe di The Last of Us, non fa differenza – siamo costretti a giocare lo stesso identico gioco. Visti di seguito uno dietro l’altro, sembrano tanti livelli di un unico impianto ludico, accomunati da una violenza visiva che sembra non avere più confini.

Poi, per carità, li giocheremo tutti e saranno tutti bellissimi, ma il motto di E3 quest’anno era “Innovation Unveiled”. Forse sarebbe stato più opportuno “A Stab in the Neck”…


Commenti

  1. falinovix

     
    #1
    Un'ultima osservazione, su cui ho sorvolato nel testo principale. Non so se ve ne siete accorti, ma gran parte dei titoli presentati ha come data di uscita il 2013. Ovvero, Call of Duty fa più paura delle previsioni dei Maya. A Natale, quindi, non avremo molti dubbi su cosa giocare! A marzo, però...
  2. falinovix

     
    #2
    Prima ho scritto una bugia. L'ultima (forse) osservazione è questa, e mi è venuta dopo essermi andato a rivedere i filmati di Watch Dogs. Siamo proprio sicuri che non ci fosse la nuova generazione hardware in mostra? O forse proprio all'ultimo Sony e Microsoft hanno fatto un passo indietro perché le line-up non erano ancora ben definite? Questo, Star Wars e Agni's un po' fanno venire il dubbio...
  3. Bat-Mad

     
    #3
    gran bella analisi,ma definire the last of us uguale ad uncharted dopo aver visto solo 7 minuti di gameplay è come fare una profezia sulla fine del mondo.per quanto riguarda la nex gen credo che molto probabilmente visto il semi fail della nintendo con la wii u sia microsoft che sony non corrano subito ai ripari con una nuova console,però è anche vero che nonostante alcune immagini come quelle di beyond dimostrino che queste console hanno ancora voce in capitolo credo che siamo davvero agli sgoccioli per questa gen
  4. falinovix

     
    #4
    The Last of Us è in cima alla mia wishlist, la polemica in questo caso è un po' gratuita, ma ammetti che avrebbero potuto far vedere anche altre fasi di gioco, non solo il combattimento...
  5. blackcat73

    #5
    Watch Dogs girava su un pc probabilmente per questo ha dato l'impressione di essere di nuova generazione... a me sinceramente hanno lasciato più basito le 3 esclusive sony non pensavo si potesse tirare fuori roba del genere su console oramai vecchie.
  6. LeChuck1980

     
    #6
    Non vorrei sbagliarmi blackcat73 ma alla conferenza Ubisoft mi sembra di aver visto giocare Watch Dogs con un pad Dualshock in mano.......
  7. DesertEagle

     
    #7
    Concordo sul fatto che gli ultimi E3 ci abbiano mostrato poche sorprese, tuttavia faccio notare che nelle ultime edizioni si è assistito ad un gran numero di conferenze che precedendo l'evento losangelino lo hanno privato degli "annunci bomba" che ci piacciono tanto.
  8. blackcat73

    #8
    @lechuck fai una ricerca su google per quanto riguarda watch dogs poi il pad lo puoi attaccare benissimo al pc non dimostra nulla @desereagle hai perfettamente ragione oramai si arriva alla manifestazione che fra conferenze e rumors su internet si sa già tutto o quasi.
  9. Massimo Cesario

    #9
    Mi piace molto la "cattiveria" dell'articolo...fossero anche le recensioni così saremmo in un mondo migliore con meno porcherie e soprattutto meno giochi tutti uguali! Perché alla fine siamo "noi" utenti a creare i mostri, "aiutati" dalla critica: l'esempio più calzante (e da me abusato...ma rende troppo perfettamente) è Gran Turismo 5. Un gioco una patch. Ma a parte questo e la grafica, è uguale a GT1. Gli sviluppatori passano il loro tempo a modellare macchine e circuiti per la generazione successiva: miracolo! E che fa la critica? Stronca? Nooo, ossequia. Così gli sviluppatori non cambiano il codice della IA (superato anche da Real Racing per smartphone), non aggiungono i danni (con la scusa dei produttori...ma perché in altri giochi ci sono? Boh...), non mettono penalità per tagliare le curve oppure per fare le curve "in appoggio". Difetti storici, ma finchè si portano a casa certi numeri a 6 zeri chi se ne frega? Se la critica facesse il suo lavoro affibbiando un bel 2 (tanto vale GT5 alla luce anche delle già menzionate patch) ogni tanto magari...quest'articolo non avrebbe senso...
  10. enoch81

     
    #10
    Concordo pienamente sulla considerazione rispetto al gameplay, per quanto riguarda le IP, nintendo ha fatto scuola con il riciclo che funziona.
    Riflessione scontata ma necessaria e per nulla banale, é una situazione sotto gli occhi di tutti.
    Io personalmente avrei esteso l'articolo guardando al futuro della distribuzione.

    Complimenti per l'articolo
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