Genere
Action RPG
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
49,90 Euro
Data di uscita
30/3/2007

Lunar Knights

Lunar Knights Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Genere
Action RPG
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
30/3/2007
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
49,90 Euro

Lati Positivi

  • Divertente e più immediato rispetto a Boktai
  • Difficoltà meno esasperata
  • Alcune idee molto interessanti
  • Buona tecnica e longevità

Lati Negativi

  • Pochi enigmi e meno ispirati
  • Poca varietà nei nemici
  • Ha perso peculiarità rispetto a Boktai

Hardware

Per giocare a Lunar Knights avrete bisogno di un Nintendo DS e una copia originale del gioco in formato PAL. Segnaliamo di come, nonostante il suo utilizzo non sia necessario, Lunar Knights supporti l'utilizzo del sensore solare utilizzato dai precedenti Boktai, e che va alloggiato nel vano della console destinato alle cartucce Game Boy Advance.

Multiplayer

Sino ad un massimo di quattro giocatori possono darsi battaglia attraverso la modalità multiplayer wireless predente all'interno di Lunar Knights.

Link

Recensione

Si è spento il sole, chi l'ha spento sei tu

Svolta decisa verso l'azione per la saga di Boktai.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Nonostante la visuale isometrica tradisca una certa predilezione per la componente d'azione dei combattimenti, Lunar Knights non trascura comunque l'opportuno sviluppo dei due protagonisti dell'avventura.

PICCOLI EROI CRESCONO

Percorribile attraverso la distribuzione degli immancabili punti esperienza, ma anche grazie al potenziamento progressivo delle armi in possesso, attuabile recuperando o acquistando particolari materiali di scarto come acciaio, ferro, solventi e componenti simili, quella del "level upping" è una pratica da non trascurare: dotare spada e pistola di poteri addizionali non migliora solo il quantitativo di punti-danno inflitti, ma permette anche di eseguire più colpi a ripetizione e sferrare attacchi speciali, a seconda del grado di abilità e del Terrennial selezionato in quel momento.
A seconda dei colpi subiti e inferti in battaglia, inoltre, si carica un'apposita barra di Trance, grazie alla quale è possibile attivare una sorta di connubio fra il protagonista e il suo Terrenniale, che si traduce in un essere superiore in grado di sferrare attacchi multipli e potenti per un determinato periodo di tempo.
Intendiamoci, non è necessario apprendere nei dettagli tutte queste nozioni per portare a termine il gioco, così come finire per utilizzare davvero poco alcuni dei Terrennials a disposizione… tuttavia, questa cura nei particolari di gioco affascina e trasmette sensazioni positive in merito all'impegno profuso da Kojima e soci nella realizzazione di Lunar Knights.

BASTA NASCONDINO

È da registrare, rispetto ai precedenti capitoli di Boktai, una drastica diminuzione della componente stealth, ora ridotta a poche ed estemporanee prove all'interno di livelli prestabiliti: c'è sempre la possibilità di fischiare attraverso il microfono della console per attirare l'attenzione del nemico e aggirarlo, l'approccio silenzioso in alcuni passaggi e quasi obbligato, tuttavia il tutto è molto raffazzonato e ben lontano dal solito stile di Kojima nel campo dell'infiltrazione.
Il gioco si fa notare anche per l'ottima caratterizzazione grafica donata ai personaggi dell'avventura, siano essi protagonisti o comprimari, che raggiunge le vette più alte nel complesso design di alcuni boss di fine livello: la sensazione è quella di trovarsi di fronte a un anime tecno-fantasy, con una buona componente narrativa che subisce il solito pathos altalenante di stampo giapponese.

UN VIAGGIO NELLO SPAZIO

Rimanendo in tema di boss è comunque interessante rimarcare le fasi che succedono alla conclusione vittoriosa di uno scontro: per purificare il corpo del vampiro è infatti necessario caricare la bara a bordo di una piccola nave spaziale, attraversare il ParaSol presente nell'atmosfera - una sorta di patina che impedisce ai raggi solari di nuocere ai non-morti - e concludere il viaggio nello spazio aperto. Durante queste fasi il gioco si tramuta in una specie di sparatutto tridimensionale dove, attraverso l'utilizzo del pennino e del touch screen, si dove controllare i movimenti della navetta e contemporaneamente aprire il fuoco sulle astronavi nemiche: nulla di trascendentale e afflitto da qualche difetto tecnico, ma comunque una variante originale sul tema.
Buone notizie, infine, per chi si affligge sul fattore longevità: se le 12-15 ore necessarie al completamento del gioco non dovessero bastare, Lunar Knights mette a disposizione una modalità wireless che permette di darsi battaglia in apposite arene con altri utenti dotati della cartuccia di gioco, il tutto regolato da relativi meccanismi e classifiche di merito.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
"Non devi odiare il sole perché, tu non puoi vederlo ma c'è" cantava un Celentano d'annata, e la strofa ben si adatta al disagio che le rigide esigenze dei precedenti capitoli di Boktai creavano in una larga fetta di giocatori. Ripudiando l'uso diretto del sole Lunar Knights ha forse perso gran parte della sua originalità, senza dubbio ha denotato minor smalto nell'uso degli enigmi, ma di certo ha guadagnato in praticità: il titolo creato dalla Kojima Productions è così diventato un ottimo RPG d'azione, dotato di longevità e tecnica soddisfacenti, ma che non disdegna alcune idee davvero interessanti e alternative nel campo delle meccaniche di gioco.