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MacOS X - Prima parte

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Lati Positivi

  • E' il futuro
  • Una interfaccia grafica incredibile
  • Va bene per tutti, sia per i profani che per gli "smanettoni"

Lati Negativi

  • Ambiente Classic un po' "zoppicante"
  • Non sono ancora molte le applicazioni "native"

Hardware

Per installare MacOS X avete bisogno di un PowerPC G3 o G4 con almeno 128 MB di RAM ed un giga di spazio disponibile su disco fisso. Non sono ufficialmente supportate le schede di upgrade del processore, anche se alcune case produttrici sono riuscite a ovviare al problema. Non è supportato neppure il Powerbook G3 originale. Per le macchine più vecchie e soprattutto le schede SCSI di terze parti potrebbe essere necessario un update del Firmware. E' necessario avere installato il system 9.1.
Speciale

MacOS X - Prima parte

Il 24 marzo 2001, dopo una attesa convulsa durata anni è finalmente arrivata l'ora X: Apple rilascia la prima versione ufficiale del sistema operativo della nuova generazione: MacOS X. Non è un aggiornamento, ma un vero e proprio cambio epocale: UNIX e la filosofia Open Source entrano per la prima volta in un sistema operativo commerciale!

di Alessandro Lowenberger, pubblicato il

COS'E' E COSA SIGNIFICA MacOS X?

Secondo le aspettative di Apple e di tutti i suoi fedeli utenti, che da sempre si considerano una grande famiglia, MacOS X dovrebbe risultare come una vera e propria rivoluzione, destinata a ridisegnare nuovi standard nel mondo dei sistemi operativi introducendo, insieme alla stabilità e alle tecnologie di un sistema operativo di ultima generazione, una interfaccia grafica elegante, intuitiva e piacevole da guardare, da usare e da toccare. Si tratta di una vera e propria reinterpretazione di un sistema importante come UNIX, che però di facile ed umano non ha quasi niente (né è richiesto che lo abbia, a dire il vero). Naturalmente questo grande cambiamento, come molti altri avvenuti nel mondo dell'informatica e non, comporta dei sacrifici, che non sono però poi tanto gravosi: il maggiore di essi riguarda le applicazioni scritte per i vecchi MacOS; queste, per funzionare sul nuovo sistema devono avvalersi di un ambiente ad hoc, che richiede la convivenza del "vecchio" System 9.1.
Potremo così continuare a usare le vecchie applicazioni lanciando un "ambiente" che in tutto e per tutto si basa sul MacOS classico, chiamato appunto "Classic", senza però godere dei benefici del multitasking e della memoria protetta che restano appannaggio delle applicazioni appositamente scritte per OS X e di altre applicazioni di transizione, con il beneficio però che se una applicazione andrà in crash, non manderà in "bomba" OS X. Dietro questa "compatibilità Tripartita" stanno tre diversi ambienti di librerie creati ad hoc: Classic, Carbon e Cocoa, che permetteranno così agli sviluppatori di software di "assorbire" in modo poco traumatico il passaggio a una piattaforma di sviluppo (quasi) completamente nuova. Non spaventatevi comunque, l'uso delle diverse applicazioni non sarà molto diverso da quello che ne fate adesso con il vostro System 9.1; sarà infatti il sistema ad occuparsi di tutto, e l'emulazione dell'ambiente Classic, non trattandosi di una vera e propria emulazione, non dovrebbe togliere molte risorse alle vostre macchine.
In compenso il nuovo sistema operativo porta in dote l'esperienza impagabile dei prolificissimi sviluppatori di software Open Source che da anni scrivono applicazioni anche importantissime per piattaforme come UNIX o LINUX, fornendoci praticamente già da subito numerosissimi programmi di ogni tipo in grado di svolgere qualsiasi tipo di compito. Non si preoccupino poi i professionisti: tutte le case produttrici di software che attualmente supportano Macintosh, hanno assicurato il porting delle loro applicazioni, largo quindi a colossi come Adobe, Microsoft, Macromedia, Quark e chi più ne ha più ne metta; inoltre sono previste anche new entry di tutto rispetto come Maya, ovvero la maggior applicazione di grafica 3D (quella usata per gli effetti speciali dei film, su Silicon Graphics). Un'altra bella notizia dovrebbe essere che molte delle applicazioni professionali di UNIX dovrebbero girare su OS X senza grossi problemi, senza essere convertite, ma aspettiamo di vedere i futuri sviluppi. Una cosa è certa: l'avventura ha un nuovo inizio e di sicuro la Apple, sempre attenta agli sviluppi del mercato, ha ancora una volta guardato lontano, interpretando i segni dei tempi e cercando di guadagnarsi nuovi spazi in campi che prima erano del tutto inesistenti e che solo negli ultimi anni hanno cominciato a essere delineati.

PER MOLTI? NO, PER TUTTI!

MacOS X è sì un prodotto finito e rivolto al futuro, ma sarà in grado di soddisfare le enormi aspettative di tutti quelli che lo attendevano da almeno sette lunghi anni? Sarà in grado di affrontare il futuro mantenendo gli utenti che si era guadagnato negli anni, riguadagnandone se possibile di nuovi e recuperando quelli persi strada facendo? Tutto fa pensare di sì, ed il segreto sta in molti piccoli particolari, specie nel fatto che, pur mantenendo la semplicità d'uso tradizionale del MacOS (anzi, per certi versi semplificando le operazioni), gli sviluppatori non abbiano comunque rinunciato a tutta quella serie di utenti più esigenti che sono gli esperti e gli smanettoni. Contrariamente ai primi avvisi infatti, sono stati lasciati accessibili a tutti strumenti potenti e soprattutto potenzialmente pericolosi, come il famoso Terminale UNIX, attraverso il quale è possibile "riplasmare" il sistema secondo le proprie esigenze (operazione consigliata a utenti di livello elevato).

E I GIOCHI?

Buone notizie anche sul fronte dei giochi! Molte software house hanno annunciato il rinnovato interesse per lo sviluppo su piattaforma Mac, e di essere già al lavoro su versioni "Carbonizzate" di titoli già usciti nei mesi scorsi, prime tra tutti la id Software, che ha annunciato e mostrato le prime immagini del nuovo episodio di Doom proprio al MacWorld Expo di Tokyo a febbraio; Bungie, inoltre, ha già distribuito la demo di Oni per OS X. Ci sono poi marchi storici come MacPlay, costola di Interplay, che hanno ripreso a convertire titoli importanti dalle versioni per Windows. Anche il supporto del sistema operativo ai giochi dovrebbe essere migliorato, soprattutto grazie alla rinnovata gestione della grafica sia 3D sia 2D. Chi ha visto le dimostrazioni fatte all'Expo di S. Francisco e di Tokyo è rimasto infatti impressionato dalle prestazioni raggiunte da un sistema G4 con scheda video Radeon che faceva girare Quake III Arena a ben 120 fotogrammi al secondo! Appuntamento alla seconda parte di questo speciale alla scoperta di Mac OS X con la prova sul campo del nuovo sistema operativo di casa Apple!