Genere
ND
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
ND

MacOS X - Seconda parte

Aggiungi alla collezione

Lati Positivi

  • Ottima interfaccia
  • Estrema semplicità di utilizzo
  • Compatibilità totale con le vecchie applicazioni
  • Enormi potenzialità per il futuro

Lati Negativi

  • Divora letteralmente la Ram.
  • Funzionamento pastoso, poco scattante
  • Scarsa disponibilità di applicazioni e driver

Hardware

Per installare MacOS X avete bisogno di un PowerPC G3 o G4 con almeno 128 MB di RAM ed un giga di spazio disponibile su disco fisso. Non sono ufficialmente supportate le schede di upgrade del processore, anche se alcune case produttrici sono riuscite a ovviare al problema. Non è supportato neppure il Powerbook G3 originale. Per le macchine più vecchie e soprattutto le schede SCSI di terze parti potrebbe essere necessario un update del Firmware. E' necessario avere installato il system 9.1.
Speciale

MacOS X - Seconda parte

Dopo anni di spasmodica attesa da parte degli utenti di tutto il mondo, è finalmente uscito MacOS X, il rivoluzionario sistema operativo di Apple in grado di coniugare la semplicità del Macintosh con la potenza e la stabilità di Unix. Lo abbiamo voluto provare sul campo, ed ecco le nostre impressioni.

di Nino Piras, pubblicato il

LA QUESTIONE DEI DRIVER

Certo, la gran parte delle applicazioni continueranno a girare sotto Classic, ma questo è un dato temporaneo, in attesa che le grandi software house presentino le nuove versioni dei loro prgrammi. In effetti, il Classic non è altro che il MacOS classico, quello che abbiamo conosciuto fino a oggi, emulato sotto MacOS X per assicurare una retrocompatibilità il più estesa possibile. Non sarebbe stato così facile convincere gli utenti della mela a trasferirsi su un OS che non avesse garantito la possibilità di continuare a lavorare anche con le applicazioni già in loro possesso. Lo stratagemma funziona talmente bene che dopo una settimana di prove, l'unica applicazione che non ne ha voluto sapere di avviarsi è stata Virtual PC, che per la sua natura di emulatore è in effetti un programma molto particolare, e non dovrebbe fare testo. Fa testo invece la calcolatrice, la più antica applicazione per Macintosh, che risale al 1984 e gira ancor oggi perfettamente in ambiente Classic. Quando si dice un programma ben fatto!
Pur trattandosi di una sorta di emulazione, la velocità di esecuzione delle applicazioni in ambiente Classic non differisce da quella cui siamo abituati, e in qualche caso è persino superiore. Purtroppo esiste anche un altro buco nero del MacOS X: è quello, assai delicato, dei driver necessari a far funzionare le periferiche. In effetti da questo punto di vista il sistema messo in vendita da Apple è poco più di una beta, in quanto esso è in grado di pilotare solo un numero veramente esiguo di perferiche. Sono escluse, per ora, tavolette grafiche, webcam, joypad, persino la gran parte delle stampanti. Anche masterizzatori e lettori DVD non sono ancora supportati da MacOS X, e questa è una carenza sicuramente grave. Ma questo è un indizio che deve far pensare a un sostanziale difetto di gioventù, perché sia presso il sito Apple sia su quelli dei maggiori produttori (pensiamo in modo particolare a Epson e HP) un numero sempre crescente di driver per MacOS X viene messo a disposizione degli utenti.
La stessa Apple, che ha appena lanciato il masterizzatore di serie sulle sue macchine di fascia economica, non potrà certo montare un sistema operativo incapace di gestire questa periferica. Entro luglio tutti questi elementi verranno perciò sicuramente messi a punto, ma probabilmente patch e aggiornamenti verranno rilasciati anche prima. Ciò non toglie che, a causa di queste limitazioni, l'OS X non potrà essere utilizzato ancora per qualche mese in ambito professionale.

UN PRIMO BILANCIO

Messi da parte i problemi di giovinezza, nel valutare il nuovo OS di casa Apple non si possono sottovalutare aspetti fondamentali come il multitasking preemptive, che in sostanza permette di lavoare contemporaneamente su molte applicazioni senza che le risorse della macchina vengano mai monopolizzate da nessuna di esse. E' vero che quanto a velocità il non appare affatto scattante, ma in compenso esso non risente di nessun rallentamento anche quando sono attive molte applicazioni contemporaneamente. Il computer reagisce sempre con immediatezza ai comandi, e diventano possibili cose prima impensabili: avreste mai immaginato di poter continuare a lavorare mentre si sta svolgendo una installazione, o di visualizzare diversi filmati contemporaneamente, o ancora far di girare in background applicazioni pesanti di rendering continuando a utilizzare il computer come se nulla fosse? Ovviamente in questo senso aiuta molto un processore potente (meglio ancora un sistema biprocessore, finalmente supportato a livello di OS) e diventa fondamentale una ottima dotazione di RAM.
Altra caratteristica di rilievo è la robustezza assoluta di MacOS X. Praticamente risulta inaffondabile: se anche qualche applicazione dovesse "crashare", il sistema e tutte le altre applicazioni continuerebbero a lavorare come se nulla fosse. L'utente può chiudere e rilanciare immediatamente l'applicazione incriminata senza la minima controindicazione, salvo la perdita inevitabile dei dati non registrati. Da questo punto di vista la solidità di UNIX è impressionante. Personalmente ci è accaduto solo un paio di volte che l'applicazione con cui stavamo lavorando si chiudesse inaspettatamente (con Quick Time Player e con l'immancabile Internet Explorer, distribuito per l'occasione in una versione beta per MacOS X), ed effettivamente il sistema non si è affatto scomposto, limitandosi ad avvertire l'utente del malfunzionamento con un laconico messaggio, ma per il resto continuando a funzionare egregiamente. Altra caratteristica che viene traghettata direttamente dal mondo Unix è quella della multiutenza, già presente nelle ultime versioni del Mac OS tradizionale, ma adesso molto più funzionale.
Accendendo il computer, ciascun utente andrà a inserire userid e password, recuperando immediatamente le proprie preferenze, impostazioni e documenti. Solo gli utenti registrati come amministratori hanno la possibilità di modificare la totalità dei parametri del computer comprese per esempio le configurazioni di rete. In questo modo gli utenti meno esperti possono limitarsi all'utilizzo delle loro applicazioni e dei loro documenti, senza doversi minimamente preoccupare delle altre impostazioni. Dovendo dare un giudizio complessivo sul sistema, si può afferamre che MacOS X ha le carte in regola per diventare immediatamente operativo solo su macchine che non abbiano necessità di interfacciarsi con molte periferiche. Nel normale uso di redazione documenti (di qualsiasi tipo), navigazione in Internet e stampa (se si possiede una delle stampanti supportate) il sistema va benone. La documentazione e la redazione per la stesura di questo articolo, per esempio, è stata interamente realizzata utilizzando MacOS X, compresa la stampa delle bozze, eseguita perfettamente su una vecchia LaserWriter 4/600 PS collegata in rete.
Le potenzialità di questo sistema Unix-based sono enormi e tutte le implicazioni di questo passaggio storico sono difficilmente pronosticabili: basti pensare alla possibilità di far girare il web server Apache, con servizi PHP integrati e la gestione di database SQL... insomma, frontiere completamente nuove per chi era abituato a pensare al MacOS come a un sistema estremamente chiuso. Nonostante ciò, resta il problema dell'immaturità del sistema, evidente se si pensa alla inadeguata disponibilità di applicazioni e di driver, che lo rendono di fatto inutilizzabile a fini pratici. Il consiglio per un mac-user è quello di seguire con attenzione il rilascio di nuove componenti ed aggiornamenti sul sito Apple, il maggiore dei quali dovrebbe arrivare nel prossimo mese di luglio.
A partire da quella data, infatti, si prevede che MacOS X sostituirà definitivamente il tradizionale sistema operativo Macintosh, e verrà preinstallato nelle macchine di nuova produzione e si aprirà definitivamente una nuova pagina nella storia della mela di Cupertino.