Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
12/1/2004

Magic: The Gathering – Battlegrounds

Magic: The Gathering – Battlegrounds Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Atari
Sviluppatore
Secret Level
Genere
Strategico in tempo reale
Distributore Italiano
ATARI Italia
Data di uscita
12/1/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2

Lati Positivi

  • Più semplice e dinamico rispetto al gioco da tavolo
  • Ottimo tutorial
  • Guadagna punti se giocato online

Lati Negativi

  • Spesso molto confusionario
  • Intelligenza Artificiale dei nemici scarsa
  • Reparto sonoro mediocre

Hardware

Magic: The Gathering – Battlegrounds, sul mercato console, è un esclusiva per Xbox. Per giocarlo, oltre a una confezione originale del gioco, è necessario un Xbox PAL e un joypad. Per il multiplayer online è necessario un abbonamento a Xbox Live.

Multiplayer

E' possibile sfidare un amico sia offline sia attraverso il network di Xbox Live. Interessante anche il download dei contenuti, per ricevere nuove carte e magie.

Link

Recensione

Magic: The Gathering – Battlegrounds

Dopo diversi anni di tentativi – alcuni dei quali meritevoli, altri andati a vuoto – uno dei giochi da tavolo più famosi della Terra potrebbe aver trovato una versione videoludica alla sua altezza o in grado, quantomeno, di racchiuderne lo spirito più autentico. Carte, creature, magie... e cosa pensereste se, a tutto questo, aggiungessimo anche la possibilità di giocare online con Xbox Live?

di Andrea Focacci, pubblicato il

Cosa può trasformare un piccolo gioco dedicato agli appassionati in un vero e proprio fenomeno di costume, fonte di guadagni esorbitanti e di centinaia di manifestazioni dedicate? Originalità, alta qualità, regole che si incastrano in un preciso meccanismo e, per ultimo, un pizzico di sana rarità. Stiamo ovviamente parlando di Magic the Gathering, attualmente uno dei giochi di carte più famosi sulla faccia della Terra, leader di un vero e proprio esercito di seguaci nonché "gallina dalle uova d'oro" per la (ex)-piccola Wizards of the Coast: il successo del gioco è da ricercarsi nella semplicità di utilizzo unita alla grande profondità strategica, al costante aggiornamento con nuove carte e set d'espansione, oltre che alla bramosa ricerca di poche e centellinate carte, la cui rarità è direttamente proporzionale alla loro efficacia in battaglia.

DOVE METTO LE MIE CARTE?

Già protagonista di diverse riproduzioni videoludiche – più o meno fedeli all'originale – il popolare card game segna il suo debutto su Xbox attraverso l'alternativa rappresentazione che Atari tenta di offrire al pubblico, cercando di coniugare il desiderio degli appassionati con le esigenze di un pubblico meno fanatico: a dispetto di riproduzioni fedeli al gioco originale (ricordiamo per esempio lo Yu-Gi-Oh! di Konami), Magic: The Gathering – Battlegrounds non tenta di simulare l'operato di Wizards of the Coast ma, al contrario, ne utilizza le regole e i passaggi chiave per creare un videogioco più dinamico e che, al contempo, cerchi di racchiuderne lo spirito originario. La decisione pare obbligata, non solo tenendo a mente le centinaia e centinaia di carte e varianti all'attivo del gioco di carte – scremate in questa realizzazione – ma anche il ritmo a turni che caratterizza le battaglie al tavolo: forse troppo lento per un titolo console e, in generale, poco adatto alla componente online di Xbox. Ecco allora che l'azione si avvicina a quella di un classico strategico in tempo reale – cosa che, probabilmente, non farà la felicità dei più fanatici guerrieri di Magic: The Gathering – in cui il campo di battaglia tridimensionale è visto sul perimetro più lungo e diviso a metà, come una sorta di campo da tennis fantasy: ogni duellante è rappresentato sul posto da un proprio avatar che, all'occorrenza, può proteggersi con uno scudo magico, attaccare fisicamente in prima persona o, perché no, anche sconfinare nella metà presidiata dal nemico. In quest'ultimo caso, però, la permanenza oltre la "metà campo" inibisce la possibilità del giocatore di produrre magia e, più in generale, lo rende suscettibile a perdere diversi punti energetici.

IL LIBRO DEGLI INCANTESIMI

La vera essenza di Magic: The Gathering, però, è quella dell'evocazione e il titolo Atari non può sottrarsi a questo compito. Esistono quindi tre differenti tipi di magie all'attivo del giocatore, utilizzabili dotandosi del giusto quantitativo di mana (le sfere d'energia appaiono a random sul terreno di gara). Le prime, senz'altro le più comuni, sono le cosiddette "summon" in grado di generare creature amiche da scagliare contro i mostri nemici o lo sfidante stesso. Purtroppo, una volta evocati, non è realmente possibile incidere sul loro comportamento e, pertanto, continueremo ad assistere a cinque creature (questo il massimo di entità contemporaneamente presenti per parte) che entrano in contatto con l'avversario, ricompaiono nella nostra "metà campo" e si gettano nuovamente allo scontro sino all'esaurimento della loro fiamma vitale. Le summon possono però essere corroborate dai restanti due tipi di magia a disposizione: incantesimi atti a creare danno alle creature nemiche (o allo stesso sfidante) e power-up in grado di rafforzare le caratteristiche dei nostri personaggi o limitare il potere di quelle avversarie. Ogni fase è gestibile attraverso un comodo "spellbook" che, come già detto, è fortemente limitato rispetto alle centinaia di carte a disposizione del gioco da tavolo ma, per lo meno, è facilmente navigabile con una semplice serie di pressioni sui tasti del nostro joypad. Nel complesso – sebbene una certa dose di strategia e l'edificazione di un piano di condotta siano fattori non rinunciabili – l'azione appare troppo frenetica, assistendo a un folto gruppo di creature che si scagliano contro l'avversario in modo spesso confusionario: lodevole per gli amanti dell'azione pura, ma i puristi del gioco da tavolo avvertiranno una fitta al cuore di fronte a tale spettacolo, tenendo presente che l'Intelligenza Artificiale dell'avversario è sin troppo meccanica e condannata a ripetere all'infinito gli stessi errori.

EVOCAZIONI ONLINE

Magic: The Gathering – Battlegrounds adempie alle proprie funzioni grafiche senza particolari virtuosismi ma, in compenso, offrendo un buon livello di dettaglio: Secret Level ha potuto contare su una versione appositamente modificata dell'engine di Unreal che se, da un lato, offre un buon dettaglio poligonale, dall'altro, delude per la scarsa (per non dire nulla) interattività delle arene e per la mancanza di effetti speciali o texture degne di nota. Tralasciando il discorso musicale – gradevole, ma in un gioco di tanta azione lascia il tempo che trova – è bene soffermarsi per qualche minuto sull'aspetto online del titolo Atari. Magic: The Gathering – Battlegrounds guadagna certamente dei punti se, a sfidarsi, sono due avversari umani. Nonostante tutto, la cura Xbox Live può solo parzialmente alleviare il già citato tasso di confusione e frenesia che distingue il gioco. Il vero motivo di interesse, piuttosto, potrebbe giungere dai cosiddetti "contenuti scaricabili", fonte di continuo aggiornamento e dell'arrivo di carte aggiornate anche per gli acquirenti del videogioco. Al nostro commento, come sempre, le considerazioni conclusive.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Lodevole per gli amanti dell'azione pura; fonte di perplessità per chi, da uno strategico in tempo reale, si aspetta meno frenesia e maggiore pianificazione; troppo confusionario e poco approfondito per i fanatici di Magic: The Gathering o per chi, ad ogni buon conto, si aspetta una fedele riproduzione digitale di uno dei giochi di carte più famosi del globo. Un volto a tre facce per Magic: The Gathering – Battlegrounds, segno di quanto il titolo Atari appaia controverso: elementi più che buoni dal punto di vista grafico e del concept di gioco, limitato però da una Intelligenza Artificiale decisamente scarsa e da un gameplay più passivo e meno variegato di quanto si potesse credere. Il gioco guadagna diversi punti se giocato attraverso Xbox Live ma, nel complesso, Secret Level poteva sfruttare meglio le sue "carte". In ogni caso, lo spirito del gioco originale è stato catturato in modo soddisfacente.