Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
1/12/2003

Manhunt

Manhunt Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Rockstar North
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
1/12/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Hardware

Per guidare Cash fuori da Carcer City saranno necessari una confezione originale del gioco, una PlayStation 2 PAL, un joypad DualShock e una Memory Card con un po' di spazio libero. Annunciato all'ultimo momento il pieno supporto della cuffia-microfono presente nella confezione di SOCOM: US Navy Seals, attraverso la quale sarà possibile sentire la voce del Regista come la sente lo stesso Cash dal suo auricolare e addirittura trasferire nel gioco i rumori ambientali captati dal microfono (come per esempio quello di un telefono proprio mentre si è alle spalle di un nemico...).

Multiplayer

A quanto si sa non dovrebbe essere presente alcuna modalità multiplayer.

Link

Anteprima

Manhunt

Sveglia Cash! C'è un intera città popolata di gang assassine che ti aspetta! Ok, come prospettiva non è delle più allettanti, ma è sempre meglio di quella camera mortuaria dove saresti finito certamente dopo l'esecuzione della tua condanna a morte. Dai su, raccogli quella busta di plastica e non fare storie: avvicinati a quel tipo con la mazza da baseball, da bravo... ciak! Si gira!

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Sono all'incirca le 16:30 quando guadagniamo la camera d'albergo dove ci verrà mostrato Manhunt. La location scelta da Rockstar Games è Monaco di Baviera, fredda come è giusto che sia in questa stagione, ma molto accogliente una volta oltrepassate le porte dei pub. La presentazione consta di tre fasi: un breve video (inedito) con attori in carne e ossa, musica incalzante e vocione che terrorizzante; ottimo. Seguono fasi di gioco "giocato" (ma da un addetto Rockstar, sigh...) dove ci viene mostrato tutto il primo livello ed uno dei livelli finali. Dopo qualche domanda, cui i nostri ospiti rispondono molto gentilmente, ecco che il pad passa finalmente nelle mani degli avidi spettatori. Ma cos'è questo Manhunt che d'improvviso ci ha assalito in una camera d'albergo tedesca? Facciamo un breve riassunto...
Da quando, a dicembre del 2002, iniziò a filtrare il nome della nuova produzione di Rockstar North, molti aggiornamenti sono stati dati in pasto a pubblico e stampa, e ad oggi il "misterioso" Manhunt non è più così misterioso, benché permangano ancora molti punti interrogativi che tali rimarranno fino all'uscita del gioco nei negozi, annunciata per il 21 novembre anche in Italia. La trama di Manhunt prende ispirazione dalla letteratura di genere criminale, e più precisamente da quel filone che affronta la suggestiva tematica degli snuff movie. Tutto il gioco è in buona sostanza un enorme snuff movie fatto ad uso e consumo di una persona sola, il fantomatico The Director (il regista, appunto) che ha orchestrato la finta esecuzione del protagonista, promettendogli la libertà, ma a caro prezzo. All'interno della decadente Carcer City il Regista è infatti l'organizzatore di un singolare sport, la caccia all'uomo nella fattispecie, e quell'uomo è James Earl Cash, il nostro alter ego. Cacciare o essere cacciati, sopravvivere o soccombere: tra i vicoli di Carcer City non è indifferente quale ruolo si interpreta.

CACCIA AL SERPENTE

La meccanica di gioco di Manhunt è in verità molto semplice, poiché pesca a piene mani dal genere, ormai prolifico, degli "stealth game" e perché adotta la visuale e il sistema di controllo tipici della serie Grand Theft Auto, ma con numerose e sostanziali modifiche legate al particolare tipo di azione richiesta. In Manhunt, infatti, affrontare i nemici a viso aperto è un rischio che non vale quasi mai la pena di correre, e almeno inizialmente è necessario fare l'abitudine a uno stile di gioco basato sull'attesa e sulla pianificazione. Col progredire dei livelli il giocatore si troverà di fronte a bande di assassini sempre più letali, ma anche a tipi di armi differenti dall'iniziale busta di plastica (avete letto bene...) come nella migliore tradizione degli shooter di stampo arcade. Nel livello avanzato che ci è stato mostrato, James Earl Cash doveva inseguire un personaggio travestito da Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, facendosi letteralmente strada a fucilate. La quantità di armi che Cash può portare con sé è limitata a una di ciascun tipo ed ogni arma è chiaramente visibile sul corpo del protagonista.
Se le componenti stealth, come l'abilità di rimanere invisibile nelle zone d'ombra, o quella di attirare i nemici provocando dei rumori, o ancora la necessità di nascondere i cadaveri per non destare sospetti, sono implementate in modo abbastanza classico, nelle esecuzioni alle spalle e nei combattimenti Manhunt sfoggia un bel po' di idee carine e inusuali. Partiamo dal presupposto che i nemici vengono rappresentati sul radar dell'interfaccia solo quando si muovono o emettono un qualunque rumore, per esempio quando parlano tra di loro o quando fischiettano. A seconda di quanto Cash fa per attirare la loro attenzione le icone cambiano colore, prima dal giallo all'arancione, segno che i "bruti" si sono messi in cerca, poi al rosso nel momento in cui Cash è stato individuato. Se non si ha a disposizione un'arma da fuoco è consigliabile attaccare inosservati, un nemico alla volta, rigorosamente alle spalle. Quando la testa del cattivo è a portata di tiro Cash alza il braccio, e da quel momento è possibile "agganciare" il nemico ed eliminarlo immediatamente, o aspettare qualche secondo e sfruttare così altre due diverse sequenze di uccisione, via via più spettacolari e sanguinolente.

TI FACCIO MALE PERCHE' TI VOGLIO BENE

In questo semplice sistema appena descritto sono racchiusi due aspetti fondamentali del gioco: il primo, legato alla trama, riguarda il piacere sadico del Regista, che può immortalare scene più "hard" nella sua videocassetta. Il secondo è invece inerente al sistema di punteggi che vengono assegnati alla fine di ogni livello e che annovera, tra i vari fattori calcolati, anche quello puramente stilistico. Cambia invece sostanzialmente la musica quando si combatte a viso aperto (si fa per dire, visto che i componenti delle gang sono tutti mascherati nei modi più stravaganti) o con un'arma da fuoco. In quest'ultimo caso è anche possibile passare a una visualizzazione quasi in prima persona, subito a ridosso delle spalle del protagonista, e muoversi e agire come in uno sparatutto.
Tecnicamente Manhunt è forse il miglior lavoro svolto da Rockstar North fino a questo momento, certamente uno dei più riusciti sul piano dell'atmosfera, ma molti dubbi permangono riguardo alla varietà delle ambientazioni ed alla loro eventuale bontà sul piano estetico e del design. Purtroppo la dimostrazione cui abbiamo partecipato ha riguardato tre livelli abbastanza simili nella caratterizzazione, resa in modo impeccabile ma forse un po' troppo appiattita sugli standard del bassofondo fatiscente, in un tripudio di topi di fogna, mura schizzate di sangue e quanto di peggio sia possibile reperire in luoghi siffatti. Ore 18:00, la nostra prova sul campo è finita, James Earl Cash è tornato nel limbo del suo prezioso DVD, i sapori violenti dell'antipasto visivo servitoci da Rockstar verranno più tardi smorzati da una gustosa cena a base di carne e da un'adeguata quantità di birra locale. Appuntamento a Carcer City, 21 novembre 2003.