Genere
Sportivo
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
19,90 Euro
Data di uscita
8/7/2004

Mario Golf: Toadstool Tour

Mario Golf: Toadstool Tour Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Sportivo
PEGI
3+
Distributore Italiano
Take2 / Halifax
Data di uscita
8/7/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
19,90 Euro

Lati Positivi

  • Tantissime modalità
  • Grande design dei campi
  • Topspin e Backspin
  • Il cast dei personaggi di Mario

Lati Negativi

  • Manca il minigolf
  • Troppi campi realistici
  • Il multiplayer avrebbe potuto essere migliore

Hardware

Per giocare a Mario Golf: Toadstool Tour servono una confezione originale del gioco, una console Nintendo GameCube, un pad compatibile e una Memory Card con almeno tredici slot liberi per i salvataggi (replay compresi). Le modalità multigiocatore sono fruibili sia con più pad sia con un solo controller da usare a turno. Il gioco supporta poi il collegamento con la versione portatile di Mario Golf, in uscita a breve per GameBoy Advance. Collegando i due giochi con un cavo di collegamento GBA – GC, si può importare in Mario Golf: Toadstool Tour il proprio personaggio di Mario Golf: Advance Tour.

Multiplayer

La maggior parte delle modalità di gioco di Mario Golf: Toadstool Tour si può giocare in multiplayer, da uno a quattro giocatori anche alternativamente su di un solo pad. Le possibilità di gioco sono fin troppo numerose per elencarle tutte, ma non mancano né vari tipi di sfide più o meno dirette, né scontri a coppia o modalità cooperative.

Link

Recensione

Mario Golf: Toadstool Tour

Mario ha molte passioni, i videogiocatori lo sanno bene: oltre che saltare di piattaforma in piattaforma, rimbalzare su funghetti e calpestare tartarughe, di tanto in tanto ama dare feste e dilettarsi in alcuni sport, come il karting, il tennis e il golf. Come mai nonostante tutto questo movimento non gli vada giù la pancia, è un mistero che solo Miyamoto conosce...

di Alberto Torgano, pubblicato il

In Mario Golf: Toadstool Tour si può decidere durante ogni lancio se usare la precisione automatica o manuale, ovvero se influire direttamente sulla bontà del colpo, affidando alla propria coordinazione occhio – dito sia la potenza che la precisione, oppure se decidere solo la potenza lasciando la precisione appannaggio del computer. La scelta si effettua in modo molto originale: premendo il pulsante A durante la corsa dell'indicatore sulla barra della potenza, il gioco passa in modalità automatica, premendo B in manuale. Naturalmente la massima precisione può essere garantita solo da un colpo manuale, ma è interessante come questa duplice possibilità di scelta del tasto venga ripresa dall'originale meccanismo di topspin / backspin (ovvero la rotazione che si imprime alla pallina al momento del lancio). In Mario Golf: Toadstool Tour è molto importante calibrare in modo oculato lo spin, Camelot ha deciso infatti di enfatizzare questa meccanica oltre il limite del realismo, rendendola tanto influente da determinare a volte il buon esito di un colpo.
In pratica utilizzando il lancio manuale, per pochi attimi dopo la fine della corsa della barra della potenza, si può scegliere di premere una combinazione dei tasti A e B (in tutto ci sono quattro varianti) che determinerà il successivo spin. Rispetto a un normale colpo, in uno "spinnato" la pallina, una volta atterrata, farà ancora un movimento forzato (sottolineato da una fiammata) in avanti o indietro, in base alla potenza dello spin, alle condizioni del terreno e a quelle della caduta. Questo nuovo elemento "reale" di gameplay aumenta di molto il trasporto del giocatore, che si sente più coinvolto nella buona riuscita di un lancio e nella determinazione della potenza dello stesso.
L'effetto fiammata dello spin, unito alla presenza dei classici Power Shot, come sempre sottolineati da un effetto grafico differente da personaggio a personaggio, rende Mario Golf: Toadstool Tour più spettacolare sia del predecessore che di un normale gioco di golf, seppur nella complessiva serietà. Naturalmente questo elemento può sia avvicinare i giocatori alle prime armi che allontanare gli appassionati della faccia simulativa del golf, ma certamente caratterizza il titolo in modo molto marcato.

MILLE MILA BUCHE

Al di là della meccanica del lancio, a colpire il giocatore per originalità è spesso la conformazione stessa delle buche, a volte estremamente realistiche, altre volte veri gioielli di design mariesco. Da questo punto di vista il gioco sembra accompagnare il giocatore per mano nel mondo di Mario, i primi circuiti sono infatti quelli più "normali", per lo più privi di elementi irrealistici, ma sbloccando i nuovi campi non si può rimanere indifferenti di fronte ad alcune buche della Baia di Calamanko o del Castello di Peach, talvolta vere e proprie citazioni di precedenti giochi di Mario (un campo, piuttosto difficile, riprende pari pari la montagna di King Bomb di Mario 64). Se già nella Terra dei Faraoni (il terzo percorso) l'ambientazione inizia a perdere colpi dal punto di vista del realismo, solo dal quarto in poi fanno la loro comparsa elementi di gioco del tutto fantastici, come il fairway veloce, i tubi o i funghi, che aggiungono originalità e interesse.
Allo stesso modo la difficoltà aumenta di pari passo con l'avanzare delle ambientazioni, pur essendo nel complesso un po' più semplice di Mario Golf 64 (ma non meno longevo grazie a una miriade di modalità), soprattutto dal quarto campo in poi Mario Golf: Toadstool Tour richiede un oculato studio delle buche più difficili, generalmente quelle con forti dislivelli. Dal punto di vista della sfida l'unico rammarico sono degli avversari un po' troppo a "misura" di giocatore, che tendono a non prendere mai eccessive distanze sul complesso delle 18 buche, ma che comunque riescono a offrire un livello di sfida più che decente.
Dopo il Torneo (e lo Scontro, che altro non è se non un Torneo contro un solo giocatore), la modalità più interessante e complessa è certamente quella denominata Anelli. Questa variante di gioco richiede di fare buca senza sforare il par, ma attraversando con la pallina uno o più anelli situati in posizioni spesso assurde. A metà tra puzzle-game e il golf, questa modalità originale ripresa da Mario Golf 64 consta di un generoso di numero di buche che coinvolgeranno certamente gli appassionati di questo sport.
Infine non ci resta che parlare delle numerose possibilità di gioco multigiocatore, fiore all'occhiello di moltissimi giochi di Mario, da Mario Kart: Double Dash a Super Smash Bros. Melee. Nel nostro caso non si può non essere soddisfatti dal discreto numero di varianti di gioco offerte, dall'interessante sfida a coppia alle più banali gare a buche o colpi, tuttavia Mario Golf: Toadstool Tour avrebbe potuto dare decisamente di più. Innanzitutto la modalità Torneo, che si sarebbe ben prestata alla sfida multipla, è appannaggio esclusivo del single player, non si possono poi modificare alcuni handicap (come il malus di 30m attribuito nella modalità Near Pin a chi manca il green) che a volte finiscono per snaturare alcune sfide e infine è stato eliminato il minigolf, che sarebbe stato adatto per avvicinare al gioco i meno interessanti al golf. A differenza di titoli come Mario Party 5, per definizione molto semplici da giocare "per tutti", la sostanza seria di Mario Golf: Toadstool Tour richiede che i giocatori non siano del tutto digiuni di golf, per quanto valga ancora la regola che, all'aumentare del numero dei giocatori, diminuiscano i fattori "serietà" e "conoscenza delle regole".
In poche parole, rispetto a Mario Kart: Double Dash e Kirby Air Ride, oltre che ai vari Mario Party, Mario Golf: Toadstool Tour non sfocia nella categoria dei party game, offrendo il meglio in modalità a giocatore singolo, a meno di non avere numerosi amici appassionati di golf. Non che questo sia un difetto (ma la mancanza del Torneo multigiocatore lo è), ma piuttosto una scelta che però va giocoforza tenuta in conto al momento dell'acquisto.

DOV'È IL MIO CADDY?

Mario Golf: Toadstool Tour è un ottimo gioco di golf, un buon seguito di Mario Golf 64 e un titolo longevo e appassionante, ma non per questo scevro di difetti. Le meccaniche di gioco sono più che buone, in particolare il nuovo sistema di spin è davvero una validissima e dinamica aggiunta a un gameplay giustamente riflessivo, inoltre le tantissime possibilità di sfida sono un toccasana per chi odia la ripetitività. Insomma poco o nulla da criticare sul versante single player, ma qualche sassolino nella scarpa per quello multigiocatore. Dall'assenza del Torneo alla mancanza di alternative di "spessore", come avrebbero potuto essere un minigolf o dei minigiochi slegati dal tema serio, la modalità multigiocatore di Mario Golf: Toadstool Tour è certamente interessante ma solo a patto di essere appassionati di golf o di essere in tanti (quattro). Poco male per un titolo che si dimostra in fondo sobrio anche se con stile.
Saltando a piè pari il buon comparto grafico, l'ottimo audio (le vocine sono letteralmente da allergia per chi non ama Mario) e la stupenda caratterizzazione dei personaggi, l'unico vero rammarico è che gli sviluppatori non abbiano "osato" di più sul design delle piste. Forse per creare una progressione graduale, forse per non indispettire gli amanti del golf "puro", a conti fatti ben due circuiti di buche sono essenzialmente "normali", pressoché identici a quelli di un classico gioco di golf, e solo con il Castello di Peach (con buche davvero stupende e cameo indimenticabili) il giocatore assapora realmente il mondo di Mario. Non che questo sia un male, perché i percorsi sono sempre ben fatti e spesso molto insidiosi, ma avendo a disposizione un immaginario come quello mariesco ci si sarebbe potuti spingere ben più in là. In sostanza Camelot ha riconfermato la scelta di design dei precedenti capitoli, concedendo solo qualcosina in più al fantastico.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Mario Golf: Toadstool Tour è tornato e lo ha fatto in grande stile! Dire se sia migliore questo capitolo o quello per Nintendo 64 è davvero dura, ma certamente in questa versione Mario Golf propone nuove sfide, percorsi geniali e tantissimi elementi sbloccabili. Con sensibili novità sia dal punto di vista della meccanica di gioco che della varietà, Mario Golf: Toadstool Tour è un vero e proprio "must" per gli appassionati di golf e un ottimo titolo per far avvicinare a questo sport in modo indolore i neofiti. Con un approccio non così tanto arcade e una sostanza in fondo seriosa, Mario Golf: Toadstool Tour non è però un gioco adatto a tutti, e anche giocato in tanti non offre quel "trasporto" euforico da party game, tipico di titoli ibridi come Mario Kart: Double Dash. In poche parole Camelot rilancia l'idea di golf a tema sobrio iniziata con Mario Golf e Mario Golf 64, allargando ancora di più il paniere delle possibilità di gioco. Se amate il golf non fatevi sfuggire questo titolo, se invece il golf vi ispira ma non avete mai "osato" è questa l'occasione giusta per cominciare! Ma se il gioco dei country club proprio non vi va giù, allora anche Mario Golf: Toadstool Tour vi sarà indigesto. <i>Alberto Torgano</i> <b>SECONDO COMMENTO</b> I fratelli Takahashi tornano sul "luogo del delitto" con un titolo espressamente pensato in chiave mariesca in tutte i suoi pixel, e il risultato, sembra scontato dirlo, è eccellente: i percorsi sono molto ispirati (alcune buche, in particolare, offrono più di un modo per arrivare al greeen) e dotati di una curva di difficoltà ottimamente calibrata. La rosa dei personaggi è fin dall'inizio generosa e non mancano nemmeno divertenti variazioni sul tema golfistico. Insomma, uno dei giochi di golf più divertenti di sempre è tornato in gran forma, realizzato in maniera tecnicamente irreprensibile - com'era lecito aspettarsi, del resto - pervaso da un'atmosfera che porta i giocatori ad affrontare anche le situazioni più difficili con uno strano sorriso sulle labbra. Come capita sempre, poi, anche questo spin-off sportivo della saga di Mario diventa favoloso in multiplayer (sebbene manchi forse qualche modalità), anche se i fumetti di "disturbo", per quanto inizialmente divertenti, a lungo andare rischiano di venire a noia. Dovendo cercare qualche difetto, ne riscontriamo uno piuttosto importante nel modo in cui viene rappresentata la "griglia" sul green: in molte occasioni tende a "pasticciare" tutto e, sebbene utile, si sente talvolta la mancanza di un tasto che permetta di eliminarla. Inoltre, la benvenutissima possibilità di salvare la partita in qualsiasi momento, tende talvolta a irretire il giocatore, che di fronte alle buche più complesse può cadere nella tentazione di salvare continuamente per non mandare a pallino un percorso perfetto a causa di un singolo errore. A parte questo, pollici in alto e mazze ben salde in mano: c'è un PAR 5 da affrontare... <i>Simone Soletta</i>