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Datasheet
- Produttore
- Sega
- Sviluppatore
- Platinum Games
- Genere
- Azione
- Data di uscita
- 6/7/2012
- Data di uscita americana
- 3/7/2012
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Dove regna l’Anarchia
La nuova sfida Platinum Games è online e picchia duro.
Dagli sviluppatori di Platinum Games, motivati ancorché reduci da pesanti defezioni, è in arrivo un nuovo modo di concepire i picchiaduro. Dopo essersi distinti infatti per una particolare affezione alla modalità singleplayer, i programmatori ormai celebri per MadWorld, Bayonetta e Vanquish si lanciano in un progetto completamente diverso: orientato con forza al mondo del multiplayer, Anarchy Reigns sembra deciso a inserirsi nel panorama di un genere ben poco battuto, quello dei beat’em up MMO.
Da uno a tanti
La scelta del team di sviluppo ha dunque una doppia valenza, perché se da una parte questo taglio di gameplay è una novità per la software house, dall’altro presenta una certa originalità anche rispetto all’intero panorama del genere MMO. Il tutto, comunque, senza scelte di campo estreme, visto che Platinum Games ha deciso di inserire una modalità per giocatore singolo che possa affiancare l’esperienza a più partecipanti. Pur senza diffondere dettagli particolari in merito, gli sviluppatori hanno così garantito l’accessibilità del gioco anche a quei giocatori che non dovessero trovare particolarmente appetibile la possiblità di partecipare a scontri online, preferendo dunque l’intimità della campagna offline che, presumibilmente, spartirà le caratteristiche base della componente multiplayer, ovvero la presenza di vasti livelli in cui combattere e di un profilo evolutivo in classico allineamento alle meccaniche MMO.
E che fare, con questa rinnovata forza fisica, se non iniziare a darsele di santa ragione? Con una società sul baratro dell’estinzione, e dilaniata da divisioni interne radicate, non ci si poteva aspettare altro se non l’emergere prepotente di bande armate e clan che si danno battaglia fra loro. Non sappiamo ancora, in proposito, quali siano le motivazioni che spingono questi diversi gruppi a scontrarsi selvaggiamente, ma la speranza è ovviamente di trovare spunti narrativi di una certa profondità, laddove un’articolazione decente della trama, che esuli da semplici baruffe tra clan rivali, sarebbe sicuramente in grado di fornire una particolare e migliore motivazione sotto il profilo del gameplay.
Combattimenti estremi
Come detto, Anarchy Reigns porta il mondo dei picchiaduro sulle piattaforme online degli MMO, e in proposito sono già state annunciate due diverse modalità di gioco, invero non particolarmente originali. Nel Survival Mode, ad esempio, un gruppo di quattro giocatori deve collaborare per portare a casa la pelle, ovvero eliminare quanti più nemici possibile in una formula di gioco che, attingendo a piene mani da quanto visto in altri classici, propone ondate di crescente intensità e pericolosità.
Meno “scopiazzata”, ma decisamente più tradizionale e collaudata, è poi la seconda modalità, chiamata Royal Battle. In questo caso si può parlare, né più né meno, di un classico deathmatch “tutti contro tutti”, dove molteplici giocatori si danno battaglia in una lotta senza quartiere. Sicuramente due soluzioni molto classiche, specialmente per un gioco che, almeno sulla carta, parrebbe così atipico, ma rappresentano al contempo due soluzioni che cercano di movimentare il ritmo di gioco con particolari ritrovati quali, ad esempio, la presenza di Action Trigger Event.
Questi, che sembrano mutuati direttamente dall’ottimo Split/Second, sono particolari eventi che, scatenandosi in maniera casuale sul campo di battaglia, modificano pesantemente l’ambiente di gioco (così come accadeva con i circuiti del gioco di corse Disney), avendo però anche facoltà di influenzare le sorti di uno scontro, probabilmente coinvolgendo nei “disastri ambientali” i giocatori stessi.

Luci ed ombre post-apocalittiche
Anarchy Reigns, nel suo muoversi in territorio particolarmente delicato, sembra però avere ulteriori assi nella manica. La sua appartenenza al genere MMO impone la presenza di profili persistenti, in continua crescita, caratterizzati dalle linee fondamentali del genere, che consentono dunque ai giocatori di sviluppare il proprio personaggio sbloccandone abilità e possibilità di attacco, con ulteriori scenari di rigiocabilità anche una volta “terminata” l’avventura.
Inoltre, la presenza di personaggi provenienti dai precedenti giochi Platinum Games potrebbe fare la gioia di quanti hanno speso ore ed ore in compagnia di Bayonetta e MadWorld, nel ritrovare volti noti e “ben caratterizzati” sotto il profilo di armi e abilità di combattimento. E proprio in tema di combattimento, la scelta di ricorrere a livelli di gioco estesi, oltretutto dotati di un ampio margine di interattività (nell’uso di armi e veicoli disseminati per la mappa), dovrebbe allineare il gameplay su livelli apprezzabili. Sempre a patto, ovviamente, che il sistema di combattimento, fondamentale più d’ogni altra cosa, sappia risultare coinvolgente, di facile accesso e al tempo stesso di notevole spessore.
