Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
31/10/2003

Max Payne 2: The Fall of Max Payne

Max Payne 2: The Fall of Max Payne Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Rockstar Games
Sviluppatore
Remedy Entertainment
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
31/10/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
39,90 Euro

Lati Positivi

  • Coinvolgente e frenetico
  • Bullet Time migliorato
  • Grafica eccellente
  • Sonoro spettacolare
  • Immediatezza ai massimi
  • Stile da vendere
  • Coprotagonista azzeccata

Lati Negativi

  • Un po' troppo corto
  • Varietà limitata
  • Intelligenza artificiale ridotta
  • Squadra che vince...

Hardware

E' consigliato un processore a 1,4 GHz, 512 MB di RAM e una scheda video con almeno 64 MB di memoria e il completo supporto a DirectX 9 (altrimenti, alcuni effetti non vengono attivati). Testato su un AthlonXP 2000+ con 512 MB di RAM e scheda video da 128 MB, il gioco non ha mostrato alcuna incertezza al massimo dettaglio e a risoluzioni elevate. Non dimenticate infine un requisito findamentale: una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Max Payne 2: The Fall of Max Payne non prevede alcuna opzione per il gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Max Payne 2: The Fall of Max Payne

"Uscii in strada e la notte mi abbracciò, fredda come un calorifero spento. Mentre camminavo, il rumore dei passi suonava noioso quanto il segnale orario. Percorrendo alcuni metri, guardavo il riflesso della mia figura nelle pozzanghere, distorto peggio di un murales astratto. Ad un certo punto ebbi una folgorazione: anche quel giorno avevo esagerato con Max Payne 2..."

di Alessandro Martini, pubblicato il

Le cadute saranno tante per il nostro Max Payne, che in due anni di onorata carriera non ha ancora rimediato né una frattura né tantomeno una bella degenza in ospedale (sospettiamo che sotto la giacca ci siano paragomiti e ginocchiere, altro che). In realtà la parola "fall" del titolo è riferita all'inglese "fall in love" (innamorarsi) come sottolinea la storia d'amore narrata nella sceneggiatura. Ebbene sì, anche i protagonisti di videogiochi hardboiled si innamorano, ma lo fanno solo se la controparte femminile è altrettanto dura, corrotta e con una fedina penale lunga qualche chilometro. Mona Sax, già vista di sfuggita nel primo episodio, centra perfettamente le credenziali occupando il ruolo di "dolce metà" per tutto l'arco del gioco. E sarà un compito molto attivo, perché Mona è diventata in questo capitolo un personaggio giocabile.

CINEMA AL RALLENTY

Alcuni consideravano Max Payne poco realistico, ed effettivamente lo era, ma sotto una certa ottica si era mostrato vicinissimo a un simulatore. Un simulatore di John Woo, per essere precisi. Doppie pistole, rallenty usato (e abusato) in ogni scena, armi da fuoco più presenti dell'ossigeno nell'aria. Tutto rendeva il primo episodio un vero omaggio al famoso regista, che veniva anche citato in una divertente scenetta. Il secondo capitolo riparte dagli stessi punti fermi, ovvero il sistema Bullet Time, il romanzo illustrato e una trama che potrebbe venire comodamente riassunta dietro un francobollo (eliminando i tanti personaggi-comparsa). Come dimostra il volto di Max, è passato diverso tempo dagli eventi del primo capitolo, e il nostro "allegro" detective continua la sua noiosa vita metropolitana tra un incubo surreale e un arresto notturno. Proprio in un'indagine avviata di notte, si tesse la trama che ci vedrà attraversare nuovamente l'intera New York scambiando lungo la strada qualche tonnellata di piombo con assassini, stupratori o "semplici" sgherri del crimine organizzato. Nelle vicende che presentano Max Payne come il centro della violenza, Mona Sax occupa il ruolo di satellite, restando vicina al protagonista nei momenti decisivi della trama, anche in senso negativo.

UN PROIETTILE DRITTO AL CUORE

Passando dalla narrazione alla struttura di gioco, anche per non svelare dettagli importanti, troviamo qualcosa di molto conosciuto e, allo stesso tempo, nuovo. Il Bullet Time è sempre necessario per oltrepassare gli scontri a fuoco più caotici e le situazioni di inferiorità numerica, ma questa volta funziona un po' diversamente. In sintesi, abbiamo due "livelli di carica" per la preziosa clessidra, sempre posizionata in basso a sinistra dello schermo. Il primo livello, bianco, rallenta i nemici di circa la metà permettendo di sparare con più precisione o evitare con maggiore accuratezza i colpi diretti verso di noi. Se durante l'utilizzo del Bullet Time "liscio" uccidiamo più di un avversario in breve tempo (si chiamerebbero "combo" in un picchiaduro a incontri), parte la seconda carica di colore giallo. Qui inizia il divertimento perché, da adesso, Max è velocissimo a sparare, mentre tutto intorno avversari e oggetti rimangono intrappolati nello slow motion. Questa aggiunta, che può sembrare di poco conto, è importantissima per un motivo di base. Gli scontri a fuoco "impossibili" dell'originale, dove morire e ricaricare la posizione rappresentava la norma, qui si riducono grazie al vantaggio della seconda carica. Avete di fronte dieci scagnozzi? Sparate ai primi due e, se continuate la carneficina, sarete così veloci da evitare le attenzioni degli altri, nonostante il loro maggiore numero (e armamento). Ovviamente, gli sviluppatori hanno equilibrato questa funzione limitando il tempo in cui si attiva e posizionando i nemici in modo da rendere più difficoltose le "combo" che innescano il Bullet Time in versione potenziata.

MONA SAX: UN NOME, UNA GARANZIA

Tutto ciò che avete appena letto è valido sia per il personaggio principale, Max Payne, sia per la seconda protagonista, ovvero la bella e letale Mona Sax. L'unica differenza tra loro è di natura estetica poiché Mona riproduce le stesse caratteristiche del suo "fidanzato". La disponibilità di un secondo personaggio arricchisce indubbiamente la narrazione, ma non può eliminare quelli che sono diventati, ormai, i limiti congeniti della serie. La longevità è il primo in ordine di grandezza, considerando che il gioco si può completare in un solo giorno di sessioni intense. E' chiaro che un titolo del genere non può durare 50 o 60 ore, ma una durata più consistente non avrebbe danneggiato l'esperienza nel suo complesso, tanto più che molte fasi sono di natura puramente "narrativa" ossia prive di azione. Un altro problema interessa l'estrema ripetitività di alcuni livelli, sottolineata dall'intelligenza artificiale non elevatissima e da una certa tendenza dei nemici a tendere agguati, piuttosto che combattere "lealmente". La struttura "muori e ricarica" dell'originale è sì migliorata dalle nuove funzioni del Bullet Time, ma nei livelli avanzati torna in tutta la sua prepotenza: l'uso di salvataggi limitati insieme ad avversari più intelligenti avrebbe reso l'esperienza un po' più profonda (a furia di ricaricare la posizione, chiunque potrà finire Max Payne 2 in breve tempo).

AZIONE DISTILLATA

Riconosciuti questi difetti, il resto del gioco è sostanzialmente l'ottima conferma delle qualità apprezzate nel primo episodio e affinate nuovamente dalle stesse mani esperte. La grafica, innanzitutto, sfiora in molti casi il fotorealismo più sfrenato ed è perfettamente fluida su PC non all'ultimo grido. Oppure il sonoro, che vanta un doppiaggio di eccellente qualità e un supporto alle librerie EAX che merita di essere ascoltato a tutto volume. O, ancora, la giocabilità, enfatizzata dalle situazioni imprevedibili che il motore fisico Havok crea negli oggetti del fondale. Complessivamente, pochi altri titoli nel genere action/sparatutto riescono a catturare l'utente come Max Payne 2: The Fall of Max Payne, un'affermazione testimoniata in un certo modo dalle lamentele sulla sua longevità (se non fosse così coinvolgente, lo avrebbero abbandonato tutti alla seconda partita). Come progetto nato su PC, inoltre, rappresenta un biglietto da visita eccellente per le schede grafiche di ultima generazione tra riflessi, distorsioni e particelle che arricchiscono l'azione senza risultare mai davvero eccessive. E' ben chiaro che in Max Payne 2: The Fall of Max Payne non si trovi nulla di veramente innovativo o differente dall'originale, ma la classe che permea ogni momento giustifica la sua poca propensione al rischio. E' ovvio, però, che se multiplayer, interattività con lo scenario e una durata maggiore non arriveranno nel terzo episodio, potremo davvero arrabbiarci nei confronti del vecchio Max.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Nonostante le numerose matricole che dal 2001 a oggi hanno cercato di superarlo, Max Payne si dimostra ancora una volta il migliore in quello che fa (Wolverine permettendo). Il poliziotto che non ha nulla da perdere esce vittorioso da questo secondo esame, che lo posiziona ai vertici della categoria su PC e ai primissimi posti nell'intero mercato. Difetti come la ridotta longevità, o la frustrazione di certi passaggi, vanno ricordati, ma non rappresentano problemi così grandi da interrompere la nostra "love story" con il gioco. Tenendo in considerazione il prezzo (più basso rispetto alla media dei giochi PC), il supporto ai livelli amatoriali (alcuni aggiornamenti sono già stati diffusi da Remedy stessa) e una realizzazione tecnica eccellente, abbiamo di fronte un acquisto quasi obbligato. Rileggete l'ultima frase, indossate una giacca in pelle nera e recatevi dal negoziante, è quasi un dovere se rispettate il termine "divertimento".