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Datasheet
- Produttore
- Rockstar Games
- Sviluppatore
- Rockstar Games
- Genere
- Azione
- Data di uscita
- Maggio 2012
Link
È tempo di proiettili…
Rockstar e il nuovo, vecchio Max.
Chi ha alle spalle un po’ di anni di esperienza videoludica e ha giocato durante l’epoca d’oro dei PC non può non aver ritagliato nel suo cuore un posticino speciale per Max Payne e le sue atmosfere noir. Mentre la saga di Matrix spiegava al grande pubblico il bullet time, i ragazzi di Remedy Entertainment incentravano l’intera struttura di gioco del loro titolo sulle mirabolanti sparatorie in slow-motion del protagonista, Max. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, sia in termini di evoluzione hardware, sia in quanto a maturità dei contenuti narrativi veicolati dai videogiochi. E così, a più di 10 anni dal primo episodio, ci ritroviamo a parlare del terzo capitolo della serie, destinato a rinverdire i fasti di una vera e propria serie di culto.

Qualcosa, a ben vedere, è cambiato anche sul versante dello sviluppo, perché Remedy è stata coinvolta solo marginalmente nella realizzazione del titolo. Il ruolo dello studio finlandese è stato di consulenza, in quanto creatrice dell’IP e interessata a tutelare qualità e coerenza del prodotto, mentre i concreti processi di sviluppo sono passati nelle capaci mani di Rockstar, inizialmente solo publisher della serie. A ben pensare non poteva esserci uno sviluppatore migliore per comprendere, interiorizzare e rielaborare Max Payne. Tanti accorgimenti, piccoli e grandi, sono stati adottati per mantenere un senso di continuità con il capostipite della saga, a partire dalla schermata iniziale del gioco, nella quale il tema di sottofondo è un remake dell’originale e commovente colonna sonora. Anche l’ambientazione iniziale è rimasta invariata, e la città nella quale ci troveremo a indossare per la prima volta gli scomodi panni di Max è l’inossidabile Grande Mela, quella New York che i fan di vecchia data hanno imparato ad amare e odiare…
CINEMATOGRAFICO COME NON MAI
Max Payne 3 è un sequel a tutti gli effetti, e riprende i fili della narrazione a otto anni dal finale del secondo episodio. L’azione è assicurata da una trama ricca di colpi di scena, come il ritorno di vecchie conoscenze, e tanta azione fin dalle prime battute di gioco. Il tormentato ex detective è ancora perseguitato dai fantasmi del suo traumatico passato, che gli impediscono di ricostruirsi una vita. A detta degli stessi sviluppatori, tutto è stato concepito per elevare all’ennesima potenza il feeling cinematografico di questo titolo, e in quest’ottica è stato rivisitato graficamente anche il noto e già citato bullet time, reso ancora più spettacolare dall’uso di nuovi filtri grafici e dall’introduzione di una nuova modalità denominata bullet cam, che celebra con ricco lavoro di telecamere l’uccisione dell’ultimo scagnozzo di turno. La novità più concreta del sistema di gioco, nonché quella destinata a creare più perplessità nei fan di vecchia data, è però l’introduzione di un sistema di coperture. Per quanto possa essere vista come una concessione al trend attuale degli action game in terza persona da parte di uno sparatutto che è sempre stato alfiere dell’azione frenetica, non bisogna pensare che questo si traduca nel passaggio a meccaniche di gioco da “cover shooter” in stile Gears of War o Uncharted. Come precisato da Rockstar nel corso di diverse interviste, Max Payne 3 manterrà un sapore caratteristicamente retro nella sua essenza: i nemici reagiranno a eventuali eccessi di “melina” a suon di granate e accerchiamenti.




