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Medal of Honor: Pacific Assault

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Hardware

Il gioco è tuttora in fase di sviluppo per la piattaforma Personal Computer e sarà disponibile a partire dal settembre 2004.

Multiplayer

Medal Of Honor: Pacific Assault supporterà il gioco in multiplayer su LAN e sui server dedicati fino a un massimo di trentadue giocatori. Le modalità di gioco saranno quelle classiche, ovvero Free For All, Deathmatch, Team Deathmatch e Invader.
Anteprima

Medal of Honor: Pacific Assault

Stanchi di combattere contro i nazisti o di rovinarvi le orecchie con le cannonate di un Tiger? Non ne potete più di villaggi diroccati in Normandia e del gelo sovietico di Stalingrado? Se la risposta è si, Medal of Honor: Pacific Assault potrebbe rivelarsi lo sparatutto bellico che aspettavate da tempo, nonché uno dei sequel più attesi da mesi a questa parte. E ora addosso ai giapponesi!

di Francesco Destri, pubblicato il

La buona notizia è che il tutto dovrebbe girare su configurazioni hardware di medio livello e anche se non ci fidiamo troppo delle parole degli sviluppatori, che hanno parlato di un processore a 1 GHz e di una GeForce 2, anche se di sicuro non saremo di fronte a un altro "mangiarisorse" come lo è stato ultimamente Far Cry.

LO SPARATUTTO SUPERACCESSORIATO

Veniamo ora alla presentazione del gameplay, che pur senza grandi scossoni promette di rendere l'esperienza bellica ancor più varia ed emozionante. Rispetto al predecessore ci saranno un numero maggiore di scontri ravvicinati con il nemico e una minor linearità nello svolgimento delle missioni. Molto probabilmente non avremo a disposizione la libertà di movimento e di azione di Far Cry, ma Electronic Arts ha fatto sapere che gli script necessari a legare le varie fasi del gioco saranno meno numerosi rispetto al primo capitolo della serie e questo sotto molti punti di vista è un pregio da non sottovalutare.
Per il resto non si vedono all'orizzonte grandi cambiamenti. L'arsenale sarà come al solito e ottimamente caratterizzato (la vera novità sarà se mai vedere all'opera le armi giapponesi) e sarà possibile utilizzare durante uno scontro armato postazioni fisse come mitragliatori o contraerei, mentre non è ancora dato sapere se si potranno guidare veicoli militari come in Far Cry o in Call Of Duty. Il fatto di essere ai comandi di un sergente e di avanzare in compagnia di altri soldati non fa di Medal of Honor: Pacific Assault uno sparatutto in prima persona a sfondo tattico. Tutto si baserà infatti più sull'azione che non sulla preparazione, anche se le particolari location lasciano supporre un approccio leggermente più ragionato rispetto al primo Medal Of Honor, dove grandi spazi e una notevole visibilità del territorio permettevano di avere un buon controllo della situazione.
Il massimo dell'interazione con i nostri compagni si limiterà a chiamare il medico della truppa se vediamo qualche soldato ferito e a salvare dal pericolo un compagno in difficoltà con tanto di ringraziamenti informali.
Ci sono però due elementi che lasciano sperare in qualche novità davvero importante per il genere.

NON SOLO PROIETTILI E GRANATE

Il primo si riferisce al livello iniziale del gioco ambientato a Pearl Harbor, che oltre a rivaleggiare per realismo e spettacolarità con lo sbarco in Normandia di Medal Of Honor: Allied Assault e la difesa di Stalingrado di Call Of Duty, presenta simpatiche varianti come la ricerca di un estintore per spegnere un incendio, il tiro a segno contro gli Zero giapponesi da una batteria antiaerea e il salvataggio dei nostri compagni a bordo di una piccola imbarcazione di soccorso. Se troveremo questa varietà di compiti e situazioni anche in altre parti del gioco, il gameplay non potrà che guadagnare spessore e complessità.
L'altro aspetto innovativo riguarda gli effetti del nostro comportamento sull'andamento delle missioni. Matt Powers, un altro responsabile del progetto, ha infatti mostrato una particolare sequenza in cui, esplorando una zona, ci imbattiamo in una piccola truppa nemica intenta a torturare un abitante dell'isola. A questo punto le scelte sono due: o facciamo finta di niente e proseguiamo per la nostra strada o attacchiamo il piccolo drappello di giapponesi e liberiamo lo sfortunato isolano. In questo caso l'uomo ci ringrazierà e si offrirà di farci da guida attraverso un percorso molto più breve e sicuro che ignoravamo. Difficile dire se tali episodi saranno numerosi o no, ma resta il fatto che questo sconfinamento nel genere ruolistico suona davvero interessante e fa presagire sviluppi del tutto inediti per un titolo simile.
Chiudiamo questa presentazione con un piccolo accenno al sonoro, che oltre a contare sulle partiture musicali di Christopher Lennertz (l'uomo dietro allo score di Medal Of Honor: Rising Sun) si preannuncia coinvolgente, potente e dettagliato come quello di Call Of Duty, le cui sequenze belliche hanno davvero poco da invidiare a una produzione hollywoodiana in grande stile.
Giunti a questo punto, è ora del commento finale, ma va prima ricordato che salvo ritardi dell'ultimo minuto Medal of Honor: Pacific Assault sarà disponibile solo ed esclusivamente per PC a partire dal prossimo settembre. I "guerrafondai" videoludici sono avvertiti!