Men at Work

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"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione". Una massima che si può applicare anche al mondo dei videogiochi? Oggi non più, con produzioni miliardarie sviluppate da centinaia di persone. Eppure, i Game Designer sono quelli che hanno fatto, letteralmente, la storia del videogioco e che l'hanno portato fino ai fasti dei giorni nostri: in Men at Work celebreremo proprio queste incredibili figure, perché la tecnologia, se non viene sfruttata da una brillante mente creativa, non è certo divertente...
Rubrica

Ci sono star che brillano più di altre...

Come un'attrice può cambiare il corso della storia dei videogiochi

di Francesco Alinovi, pubblicato il

La persona che riuscì a interpretare al meglio le ambizioni narrative di Gavin e Rubin fu Amy Hennig, che dopo qualche precedente con EA e un ruolo chiave in Crystal Dynamics nella realizzazione del ciclo di Soul Reaver (di cui fu director e producer), approdò in Naughty Dog per lavorare proprio sulla serie Jak and Daxter. Considerata da EDGE una delle donne più influenti nel settore dei videgiochi, Amy sarà la principale responsabile di un prodotto come Uncharted: la sceneggiatura di tutti gli episodi della serie porta infatti il suo nome. Per quanto Nathan Drake prima maniera rassomigli in maniera quasi inquietante a Jason Rubin, per stessa ammissione dei due fondatori, Uncharted è un titolo su cui non possono vantare alcuna pretesa, dato che sia Gavin che Rubin se ne andarono da Naughty Dog nel 2004 per seguire la loro vena imprenditoriale, e il ruolo di creative director passò proprio alla Hennig.

Amy Hennig: una donna al comando!  - Men at Work
Amy Hennig: una donna al comando!

Party e separazioni

Sulla rottura con Sony, uno dei momenti rivelatori è la conferenza di Jason al DICE del 2004. Dal titolo “Tara Reid e il futuro dello sviluppo di videogiochi”, l’intervento di Rubin partiva da un fatto personale piuttosto trascurabile (il racconto di come l’autore di uno dei più importanti successi di PlayStation avesse dovuto fare carte false per ottenere l’invito al party Sony dell’E3 2003, al contrario dell’attrice di American Pie) per arrivare a criticare l’intero sistema, basato più sulla comunicazione del brand affidata ai reparti marketing che alla tutela dei propri talenti, ovvero chi i giochi li sviluppa per davvero. Senza mezzi termini, criticò l’industria del videogioco facendo l’esempio di due aerei, uno pieno di PR e l’altro di sviluppatori. Nel caso in cui fosse precipitato il primo aereo l’industria non avrebbe sofferto un danno irrecuperabile mentre nel caso opposto sarebbe stato molto più problematico far uscire i giochi. Inutile dire come l’intervento raccolse la standing ovation da parte della platea, composta per l’appunto da addetti ai lavori. Pochi giorni dopo Rubin ufficializzò le sue dimissioni, a cui seguirono a breve distanza quelle di Gavin.

Tra Tara Reid e Jason Rubin chi invitereste ad un party?   - Men at Work
Tra Tara Reid e Jason Rubin chi invitereste ad un party?

Uncharted future…

Sebbene i due fondatori di Naughty Dog decisero di separarsi dal proprio team prima che iniziassero i lavori su Uncharted, è tuttavia innegabile come il loro imprinting caratterizzi anche l’ultimo grande franchise in esclusiva di Sony. Pur continuando a frequentare l’ambiente (sia Gavin che Rubin hanno lodato a più riprese gli ex colleghi per il risultato raggiunto), la loro strada è passata per lo sviluppo di applicazioni online con la startup Flektor, che nel 2007 viene venduta a Fox Interactive Media (e che proprio quell’anno contribuirà a veicolare contenuti per le presidenziali che porteranno Obama alla Casa Bianca). Grande appassionato di fumetti, Rubin ha lavorato in questi anni alla sceneggiatura di “Iron and the Maiden”, pubblicato da Aspen Comics. In tempi recenti i due amici di lunga data sono tornati a lavorare insieme nel mondo dei videogiochi, con il nuovo moniker di Monkey Gods, ricominciando dalle basi con semplici puzzle game. Solo il tempo potrà dirci se la loro determinazione riuscirà a sovvertire nuovamente l’attuale industria dei videogiochi.


Commenti

  1. link900

     
    #1
    Crash bandicoot quanto tempo che ci ho passato su.. Mi ricordo che su Playstation uno non me ne perdevo uno..
  2. evil_

     
    #2
    bell'articolo, ma la questione dell'invito non è PER NIENTE trascurabile, secondo me.
  3. giopep

     
    #3
    L'invito alla festa, di suo, è un episodio, ma giustamente Rubin lo ha utilizzato come indice di qualcosa di più grande che certo trascurabile non è. Del resto, parliamoci chiaro, quanti sanno dell'esistenza di Amy Hennig, fra i milioni di persone che giocano Uncharted 3? Un parallelo con qualsiasi altra forma espressiva è imbarazzante, in questo senso.
  4. evil_

     
    #4
    giopepL'invito alla festa, di suo, è un episodio, ma giustamente Rubin lo ha utilizzato come indice di qualcosa di più grande che certo trascurabile non è. Del resto, parliamoci chiaro, quanti sanno dell'esistenza di Amy Hennig, fra i milioni di persone che giocano Uncharted 3? Un parallelo con qualsiasi altra forma espressiva è imbarazzante, in questo senso.

    si si certo, era sicuramente un sintomo. amy henning io l'ho vista nei dietro le quinte di U2, ma in effetti non è che sia un personaggio di spicco dell'industria. non per noi giocatori, dico.
  5. giopep

     
    #5
    Sì, ma fra l'altro ne faccio anche una questione di pubblico "allargato". Fra i videogiocatori, solo i più attenti sanno che esiste la Henning. Fra le persone che vanno al cinema, magari non tutti ma quasi sanno che il regista di un Indiana Jones è Spielberg. E ok, non è strettamente lo stesso ruolo, le cose funzionano in maniera diversa, però...
  6. evil_

     
    #6
    ma forse è anche una scelta? voglio dire, lei non è che rilasci interviste in continuazione, per esempio... anche nei filmati promozionali pre-lancio, io ho sempre visto altri tizi e mai lei. a differenza di un (peddire) mulinello, un cliffy b...
  7. giopep

     
    #7
    Sicuramente non si può escludere che sia una scelta sua, nello specifico. Ma altrettanto sicuramente l'industria preferisce evitare che ci siano troppi "personaggi", che sono scomodi. Voglio dire, se il pubblico compra i giochi di Tizio Caio, Tizio Caio ha il potere di dire "ok, fanculo Space Manzi 4, voglio fare altro" e il publisher di turno in linea di massima gli dà corda. Se invece il pubblico compra i giochi della serie Space Manzi 4 e non ha idea di chi li faccia, Tizio Caio sta zitto, suca e e fa Space Manzi 4. Ovviamente si semplifica, eh, ma il concetto, almeno in parte, è quello. E del resto molti "creativi" spendono fiumi di parole su questa cosa.
  8. babaz

     
    #8
    Jason Rubin è un fotomodello?! cazzo, l'ingiustizia della vita: coder, carico di soldi e pure figo.

    Ah, ma non l'han lasciato entrare con Tara Reid (io prendo Tara ok?)
  9. giopep

     
    #9
    Eh, ma non è mica l'unico, eh. Tutto sommato pure Dave Perry buttalo! :D
  10. utente_deiscritto_8705

     
    #10
    evil_si si certo, era sicuramente un sintomo. amy henning io l'ho vista nei dietro le quinte di U2, ma in effetti non è che sia un personaggio di spicco dell'industria. non per noi giocatori, dico.

    Nei bonus di Uncharted 3, una volta finito, ci sono dei filmati in cui compare. Sentendo i commenti del team si capisce che lei è tra i personaggi che più contano nei ND. L'articolo mi ha fatto prendere un colpo, un attimo ho pensato che Teo fosse andato a trovarli :-|
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