Men at Work

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"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione". Una massima che si può applicare anche al mondo dei videogiochi? Oggi non più, con produzioni miliardarie sviluppate da centinaia di persone. Eppure, i Game Designer sono quelli che hanno fatto, letteralmente, la storia del videogioco e che l'hanno portato fino ai fasti dei giorni nostri: in Men at Work celebreremo proprio queste incredibili figure, perché la tecnologia, se non viene sfruttata da una brillante mente creativa, non è certo divertente...
Rubrica

Il re del divertimento digitale

Shigeru Miyamoto: l’uomo che ha trasformato i videogiochi in un mercato di massa.

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Dovendo indicare il personaggio dell’anno all’interno del settore videoludico, anche se banale, la scelta non potrebbe che ricadere sull’asset strategico di Nintendo, Shigeru Miyamoto, in questo 2011 finito sotto i riflettori in più di un’occasione. Ne ricordiamo almeno tre: la presentazione di Wii U, il venticinquennale di The Legend of Zelda e il rumor, velocissimamente smentito, delle sue dimissioni. Il 2011 è inoltre l’anno in cui hanno visto la luce The Legend of Zelda Skyward Sword, Super Mario 3D Land e Mario Kart 7… Tutto questo mentre la bufera imperversava contro il colosso di Kyoto, in ginocchio di fronte agli azionisti viziati da anni di profitti alle stelle, a causa del moderato successo di 3DS e i pareri non troppo entusiasti suscitati dalla nuova console ammiraglia (senza contare la crisi mondiale e la terribile calamità che ha sconquassato il Giappone a fine inverno). Di fronte al lieve declino di un grandissimo marchio (ma fa parte di cicli storici da cui Nintendo è sempre saputa uscire a testa alta), vedere celebrare il mito del suo autore più famoso e allo stesso tempo leggere dei problemi finanziari della compagnia, ci rende la figura molto più umana e meno “astrale”: non un dio, forse, ma pur sempre uno dei designer di maggior talento all’interno dell’industria.

La presentazione del Nintendo 64 con il suo incredibile controller. Sempre un passo avanti - peccato solo per la scelta delle cartucce... - Men at Work
La presentazione del Nintendo 64 con il suo incredibile controller. Sempre un passo avanti - peccato solo per la scelta delle cartucce...

E se ormai è un luogo comune il fatto che Miyamoto stia ai videogiochi come i Beatles alla musica pop e Steven Spielberg al cinema, il paragone, per quanto approssimativo, non è poi così azzardato, nel senso che tutto ciò che passa / è passato per le sue mani si tramuta in un’esperienza che ridefinisce ciò che rappresenta il videogioco stesso. Oltre alle serie di Super Mario e The Legend of Zelda (che da sempre vantano i punteggi più elevati della critica a livello mondiale), Miyamoto è riuscito a stupire le platee con produzioni come Starfox, Pilot Wings e l'inaspettato Pikmin, un titolo di strategia/allevamento dalle dinamiche assolutamente innovative, e continua a raccogliere successi anche presso chi non videogioca sul serio con creazioni come Nintendogs e Wii Fit. Il suo imprinting si ritrova poi anche in una serie impressionante di altre produzioni, a cominciare da Metroid Prime. E a chi gli rimprovera di non aver più creato nuove proprietà intellettuali di rilievo, Miyamoto – il cui nome compare nei credits di gran parte dei titoli Nintendo - tira fuori i Mii e l’isola di Wuhu.

Una carriera folgorante

Attualmente è responsabile della divisione Nintendo Entertainment Analisys and Development, che si occupa di tutti i progetti più importanti per l’azienda. Ed è proprio il suo desiderio di voler ritornare direttamente “sul campo” che ha fatto alzare il polverone sulle sue dimissioni, anche se tutti sappiamo benissimo che, ora come ora, non è possibile che esca una nuova console Nintendo senza il suo contributo, non solo come designer, ma anche come uomo immagine. Proprio in queste vesti è riuscito a trasmettere al pubblico la sua autentica natura: una persona che, prima di tutto, si diverte a fare quello che fa.

"Ci sono un giapponese, un italiano e un fungo...". Sembra quasi una barzelletta, eppure....  - Men at Work
"Ci sono un giapponese, un italiano e un fungo...". Sembra quasi una barzelletta, eppure....

Miyamoto, 59 anni compiuti il 16 novembre, ha mostrato fin da piccolo le caratteristiche che gli avrebbero poi permesso di raggiungere la posizione di guru a livello mondiale nel campo dell’intrattenimento, ovvero una grande curiosità accompagnata alla voglia di esplorare, apprendere e lasciarsi stupire, a cominciare dai piccoli misteri nascosti nel giardino dietro casa. In questa sua attitudine ricorda un altro grande maestro dell’intrattenimento giapponese, ovvero Hayao Miyazaki, la cui sensibilità riesce a toccare il cuore tanto degli spettatori del Sol Levante quanto di quelli occidentali.


Commenti

  1. njoe

     
    #1
    :nworthy:
  2. falinovix

     
    #2
    vorrei aggiungere un grazie a bisboch per alcuni suggerimenti
  3. Max-Payne

     
    #3
    Grandissimo Shigeru, l'uomo del gameplay. :nworthy:
  4. SirMana

     
    #4
    inchino
  5. brema82

     
    #5
    " Ed è proprio il suo desiderio di voler ritornare direttamente “sul campo” che ha fatto alzare il polverone sulle sue dimissioni "

    E la cosa, da un certo punto di vista, mi farebbe davvero piacere.
    Sarei felice se il buon Shigeru, oltre al ruolo di supervisore generale totale di tutto ciò che esce dalla fabbrica nintendosa, riuscisse a ritagliarsi un pochino di tempo per dar vita a progetti più piccoli, probabilmente più adatti a sbocciare in qualcosa di estremamente originale e.....geniale.

    Vedremo. :)
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