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Ludonauti

Speciale

Continuo mutamento

Fantasy-fantascienza, andata e ritorno.

di Francesco Alinovi, pubblicato il

Da questo momento in poi, i cambiamenti sono costanti. Dopo aver ceduto i diritti di D&D ad Atari, BioWare punta su un altro universo leggendario: Star Wars - e se ne esce con Knights of the Old Republic, che in nuce contiene già tutti gli elementi che caratterizzano anche Mass Effect (come l’allineamento del personaggio), proponendo dinamiche di combattimento in tempo reale e un’elaborata narrazione. A dirigere il gioco questa volta c’è Casey Hudson, che aveva iniziato a collaborare con BioWare già ai tempi di Baldur’s Gate. Ed è proprio a partire da KOTOR che inizia un sodalizio con Microsoft, che porterà all’uscita in esclusiva per il mercato console di una proprietà intellettuale inedita, Jade Empire. Sempre diretto da Hudson, ancora una volta ci troviamo di fronte un GdR epico, ambientato in un universo orientaleggiante molto originale, che presenta un sistema di lotta immediato e contemporaneamente molto sofisticato, a base di arti marziali e arti magiche, senza escludere l’impiego di armi, offrendo al giocatore la possibilità di creare il proprio stile di combattimento personale. Anche in questo caso, la strada del palmo aperto e quella del pugno chiuso richiamano la luce e l’oscurità dell’universo di Guerre Stellari e, a seconda dell’attitudine dimostrata dal giocatore, certi eventi della storia possono apparire modificati. Jade Empire presenta inoltre un linguaggio fittizio, sviluppato appositamente da un linguista canadese, e, come tratto distintivo, consente ai personaggi di sviluppare relazioni sentimentali (anche omosessuali), caratteristica che continuerà a ripresentarsi anche in futuro, diventando quasi un marchio di fabbrica in un settore che non è mai andato molto d’accordo con la sfera emotiva più intima, soprattutto se finalizzata al rapporto sessuale. Ma l’ambizione di BioWare è quella di creare grandi storie capaci di appassionare ben al di là del sistema di controllo e per fare questo occorre investire grandi risorse sui personaggi, che per essere credibili devono mostrare una vasta gamma di pulsioni, non solo quelle legate all’immediata sopravvivenza…

Che ci fa Sonic in questa pagina? Forza, continuate a leggere il testo principale! - Men at Work
Che ci fa Sonic in questa pagina? Forza, continuate a leggere il testo principale!

Arriva EA

A novembre del 2005, BioWare annuncia una partnership con Pandemic Studios, ma non passano neanche due anni che Electronic Arts si pappa questa nuova impresa e di fatto assorbe BioWare. Il 2007 è anche l’anno in cui esce il primo capitolo di Mass Effect (pubblicato ancora da Microsoft Studios per X360 ma da EA su PC l’anno seguente). Il gioco è il primo di BioWare a non sfruttare una tecnologia proprietaria ma a ricorrere all’Unreal Engine. Il titolo fa riferimento ad una tecnologia fantascientifica che sopprime l’inerzia garantendo viaggi ad una velocità superiore a quella della luce. Alla solita struttura profonda da GdR troviamo accoppiato uno sparatutto in terza persona con sistema di copertura e coordinamento di squadra. Al di là della nuova interfaccia, chiaramente viziata dall’Unreal Engine, c’è sempre chiara in vista la forte componente narrativa, fondata su dialoghi dinamici e sulla splendida caratterizzazione dei personaggi di contorno e, soprattutto, sulle relazioni affettive che instaurano con il protagonista. Protagonista che, più che in tutte le altre opere, è un uomo (o donna) solo al comando, che porta il peso di un’intera galassia sulle proprie spalle. Il tema, rivisitato nel 2010 con Mass Effect 2 e di recente con il terzo episodio, ha fortissimi richiami con la “mitologia” occidentale, a partire dal cristianesimo. L’eroe che si sacrifica per la salvezza del mondo è infatti una tematica centrale della cultura d’occidente e, al di là dei dettagli e dei vari setting, le storie concepite da BioWare ruotano sempre attorno a quello che in antropologia viene definito “Il viaggio dell’eroe”. Ma proprio per questa presa universale, si tratta di storie che si adattano perfettamente al videogioco. Inoltre, l’illusione della scelta contribuisce ancora di più a rendere interessanti questi universi di finzione, al punto da scatenare veri e propri putiferi tra i fan, cosa che capita piuttosto raramente nel caso di trame di videogiochi.

Una delle key feature dei giochi BioWare riguarda le relazioni sentimentali con i vari NPC. Sempre che si possano definire tali... - Men at Work
Una delle key feature dei giochi BioWare riguarda le relazioni sentimentali con i vari NPC. Sempre che si possano definire tali...

E se è vero che Mass Effect è stato il franchise più importante degli ultimi 5 anni, è altrettanto vero che altri progetti sono usciti dagli uffici di BioWare. Tra questi il primo gioco per una console portatile (Sonic Chronicles: The Dark Brotherhood, pubblicato da SEGA per Nintendo DS) e i due capitoli del fantasy Dragon Age più espansione; non da ultimo il nuovo MMORPG dedicato alla saga di Guerre Stellari: The Old Republic. La crescita del gruppo RPG/MMO all’interno di EA ha portato BioWare ad essere accorpata ad altre realtà. Il primo satellite è di stanza ad Austin in Texas, ed è da lì che partirà lo sviluppo di Star Wars: The Old Republic. Nel 2009 viene aperto uno studio di supporto a Montreal e sempre nello stesso anno Mythic Entertainment viene incorporata nella divisione RPG/MMO e rinominata BioWare Mythic. Alla testa del gruppo viene messo Ray Muzyka (che riveste anche la carica di Senior Vice President di EA) mentre Greg Zeschuk, diventa General Manager di BioWare Austin (e anch'egli Vice Presidente di EA). E adesso che succede? Sappiamo che in pentola c’è un nuovo Dragon Age, altri rumors parlano di un seguito per Jade Empire. Casey Hudson ha anche annunciato importanti DLC per arricchire l’esperienza di Mass Effect… Insomma, non ci resta che attendere e venire rapiti ancora una volta dagli universi “credibili” creati dai Dott. Muzyka & Zeschuk, due medici con l’insana passione per i giochi di ruolo…


Commenti

  1. Kacacevic

     
    #1
    Da studente di Medicina,questo articolo mi ha eccitato non poco.
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