Men at Work

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"Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione". Una massima che si può applicare anche al mondo dei videogiochi? Oggi non più, con produzioni miliardarie sviluppate da centinaia di persone. Eppure, i Game Designer sono quelli che hanno fatto, letteralmente, la storia del videogioco e che l'hanno portato fino ai fasti dei giorni nostri: in Men at Work celebreremo proprio queste incredibili figure, perché la tecnologia, se non viene sfruttata da una brillante mente creativa, non è certo divertente...
Rubrica

Da Project Ego ai giorni nostri

Il geniale designer britannico da Black & White a Fable III.

di Giovanni Marrelli, pubblicato il

Nonostante il successo del nuovo progetto di Molyneux, a una più attenta analisi dello stereotipo di gioco, alcune delle testate videoludiche internazionali più rappresentative decisero di ritornare sui propri passi definendo Black & White il gioco più sopravvalutato della storia. Le scarse possibilità di interazione con l'ambiente circostante, il sistema di controllo poco intuitivo e tutta una serie di promesse mancate da parte di Molyneux spinsero parte della critica a bocciare, dopo averlo elogiato, il gioco dei sogni del nostro game designer.

LA FAVOLA DELL'EROE

Sviluppato dal team Big Blue Box, Fable fu il progetto successivo dell'ambizioso Molyneux, che incontrò nei fratelli Dene e Simon Carter dei compagni altrettanto bramosi di rivoluzionare il mondo videoludico. Inizialmente conosciuto sotto il nome in codice di Project Ego, Fable fu concepito come un gioco di ruolo ambientato in un epico mondo, con scenari ricchi di foreste e cascate, villaggi abitati da cittadini con molteplici personalità e possibilità di interazione, dando al giocatore il controllo di un eroe che si sarebbe adattato dinamicamente alle sue azioni, che sarebbe invecchiato e cambiato in base alla condotta, buona o cattiva, dell'utente. Peter Molyneux fu estasiato dal progetto e propose ai due fratelli di entrare nel gruppo Lionhead Studios mantenendo l'indipendenza e l'autorevolezza sul progetto, potendo nel frattempo contare sulla tecnologia, sul design, sulle possibilità di testing e sui contatti dell'azienda di Molyneux. Il progetto, concepito nel 2000, partì ufficialmente due anni più tardi: dopo una fallimentare ricerca da parte del team creativo di un publisher disposto a investire nel progetto, Microsoft non si fece sfuggire l'opportunità di tramutare il titolo in uno dei più rappresentativi giochi per la sua neonata console Xbox.

FABLE, HYPE A RUOTA LIBERA

Pur non avendo direttamente le mani in pasta al progetto, Molyneux non mancò di promuovere quanto più possibile la concezione di Fable sfruttando ogni evento per definire il suo nuovo progetto come “il gioco migliore della storia”. Passarono ulteriori due anni di intenso sviluppo, ma finalmente l'attesissimo Fable esordì su Xbox il 14 settembre del 2004. La risposta del pubblico e della critica fu, nuovamente, un successo: una media internazionale di tutto rispetto, moltissimi premi vinti e il record di gioco più velocemente venduto sulla piattaforma di casa Microsoft. Ancora una volta, però, Molyneux si trovò costretto a ritrattare alcune delle caratteristiche peculiari annunciate nel periodo di produzione di Fable, non inserite poi nel contesto finale. Fra queste, potremmo citare l'invecchiamento dinamico di ogni singolo albero di Albion, caratteristica eliminata dalla versione finale in quanto avida di risorse (si parla del 15% di utilizzo della CPU) più utili nella gestione dei combattimenti, o ancora della possibilità da parte del protagonista di sposarsi all'interno dell'avventura e avere dei figli. Molyneux sfruttò il forum ufficiale di Lionhead Studios per scusarsi con i propri fan, confidando che il suo fanciullesco entusiasmo lo spinse ad annunciare più e più volte caratteristiche ambiziose di cui non poteva garantire la realizzazione. Un tratto caratteristico nella persona di Molyneux, che si rispecchierà ancora nelle sue produzioni future. Nel 2005, una edizione rivista e aggiornata nei contenuti del gioco di ruolo esordì su PC e Xbox sotto il nome di Fable: The Lost Chapters, versione che totalizzò una media internazionale leggermente più bassa rispetto al suo predecessore.

DAL CINEMA A BLACK & WHITE 2

L'ambizione di Molyneux permise al designer di entrare nella Hall of Fame del 2004 curata dall'ente AIAS, ma sopratutto di ricevere la carica OBE dal regno britannico. L'ormai Sir Peter Molyneux si impegnò subito nel completamento di un nuovo progetto annunciato nel 2002, The Movies, che ricalcava lo stereotipo gestionale delle sue prime produzioni mettendo i giocatori nei panni di un regista hollywoodiano. Il titolo esordì nel novembre 2005 e fu arricchito da un'unica espansione, The Movies: Stunts and Effects, che aggiungeva la presenza di stuntman ed effetti speciali per migliorare sempre più la propria produzione cinematografica virtuale. Seppur non all'altezza dei due precedenti titoli, The Movies si rivelò un progetto interessante che avrebbe dovuto sbarcare in seguito anche su console. La conversione non fu mai portata a termine da Activision, publisher del gioco, probabilmente a causa degli accordi che da lì a breve avrebbero portato Lionhead Studios a entrare nella famiglia Microsoft.
Nel 2005 esordì Black & White 2, sequel della prima produzione della software house di Molyneux che si avvalse della collaborazione di Ron Millar, fra gli autori di StarCraft e Warcraft II: Tides of Darkness. Ancora una volta, Molyneux annunciò una serie di caratteristiche che alla fine non vennero utilizzate all'interno del prodotto, come un rivoluzionario engine che gestisse la fisica in-game seguendo le leggi fisiche reali. Come se non bastasse, le evidenti limitazioni nell'utilizzo della Creatura protagonista del gioco, un'intelligenza artificiale poco efficace e un comparto multiplayer non all'altezza delle aspettative fecero scivolare la produzione a una media internazionale decisamente inferiore rispetto al suo predecessore. La pubblicazione di una corposa patch non bastò a correggere i numerosi bug che accompagnarono l'esordio di Black & White 2 nei negozi, e lo scarso responso del pubblico nei confronti della ormai minata serie strategica proseguì anche alla pubblicazione dell'interessante espansione, Battle of the Gods, che aggiungeva una serie di interessanti caratteristiche e la possibilità di scontrarsi contro una divinità nemica.

FABLE 2: PETER DIVENTA IL "COCCO" DI MICROSOFT

Nel 2006, Microsoft Game Studios acquisì la software house di Peter Molyneux, che si impegnò nella realizzazione di un sequel di Fable per la nuova console della casa di Redmond, Xbox 360. Ambientato nel medesimo mondo di Albion cinquecento anni dopo l'originale, Fable II esordì nell'ottobre 2008 e il suo successo fu disarmante: più di 2.6 milioni di copie vendute, una media internazionale come al solito altissima, un grande apprezzamento per il sistema di combattimento, la modalità cooperativa e per le maggiori possibilità di interazione all'interno del mondo virtuale creato da Molyneux, come potete scoprire all'interno della nostra esauriente recensione di Fable II.
A questo punto dell'analisi, sarete ormai entrati in rapporto di simbiosi con la personalità di Molyneux, e avrete ormai capito il suo miglior pregio: la forza di riuscire a tirare fuori il meglio da qualsiasi persona, la capacità di spingere un team creativo a migliorarsi sempre più, a rinnovare il genere e rivoluzionare il mondo videoludico. Queste qualità hanno permesso al designer britannico di entrare nel gruppo Microsoft con un ruolo di primaria importanza, quello di Creative Director nella divisione europea dei Game Studios. Nel nuovo incarico, Peter collaborerà con tutti i team first-party della casa di Redmond, fra cui gli estremamente talentuosi ragazzi di Rare, nel tentativo di realizzare progetti sempre più ambiziosi e imponenti.

SEE THE FUTURE...

Nonostante la nuova collaborazione, Molyneux continuerà a mantenere il controllo di Lionhead Studios e a lavorare su nuovi progetti. Fable II fu arricchito da due espansioni, Knothole Island e See the Future: proprio quest'ultima permise di osservare quello che sarebbe stato il futuro della serie, concretizzatosi nell'annuncio di Fable III allo scorso Gamescom 2009 di Colonia. Un terzo capitolo che riprenderà alcune delle caratteristiche abbandonate nel primo capitolo, come la possibilità di metter su famiglia e avere dei piccoli eredi, a dimostrazione della caparbietà di Molyneux e dell'estrema fiducia verso le sue intuizioni originali. Ma il futuro di Peter non è solo legato alla collaborazione con gli studi Microsoft e alla serie Fable: l'ambizioso designer ha mostrato al pubblico dell'E3 2009 la sua nuova creazione, Milo & Kate, un'avanzatissimo prototipo di tecnologia con una intricata intelligenza artificiale che sfrutta la nuova e rivoluzionaria periferica Project Natal di Microsoft per dar vita a una sorta di rapporto empatico fra il giocatore e il protagonista dell'avventura. Una nuova rivoluzione in casa Lionhead? Molyneux ci ha abituato alle sorprese, sperando che, almeno questa volta, le aspettative non vengano tradite dal suo fanciullesco e ambizioso carattere.


Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
    Nuovo numero di Men at Work: proseguiamo (e concludiamo) l'analisi delle opere di Peter Molyneux.
  2. Dark76

     
    #2
    interessante questi due articoli
    mi ero perso il primo
    beh ho vissuto gli anni d'oro della bullfrog quindi non posso non essere indifferente a questo articolo
    per me Mulinello meriterà sempre il massimo rispetto per aver creato il gioco piu bello insieme a diablo di tutta la storia videoludica per quanto mi riguarda:
    syndicate
  3. Matteo Camisasca

     
    #3
    Syndicate: leggenda!!!
  4. |Sole|

     
    #4
    Matteo Camisasca ha scritto:
    Syndicate: leggenda!!!


    Hheheheheheh
  5. Dark76

     
    #5
    |Sole| ha scritto:
    Hheheheheheh
      nooooooooooooo :sbav:
    la mia è andata persa da anni XD sigh
  6. defender

     
    #6
    Dark76 ha scritto:
    nooooooooooooo :sbav:
    la mia è andata persa da anni XD sigh


    Io non ho piu' la scatola ma ho ancora i dischetti belli neri con la scritta in verde! mamma mia che gioco. :sbav:
  7. utente_deiscritto_16635

     
    #7
    defender ha scritto:
    Io non ho piu' la scatola ma ho ancora i dischetti belli neri con la scritta in verde! mamma mia che gioco. :sbav:
     Straquoto!!! Anche se ero piccolino me lo sono mangiato insieme a mio fratello sul vecchio 486. Anche se mi è rimasto più Dungeon Keeper nel cuore..
  8. mario121085

     
    #8
    Complimenti per l'interessante rubrica! :clap:
  9. utente_deiscritto_27962

     
    #9

    Molyneux fa sicuramente parte della mia top 5 dei migliori game-designer degli ultimi 10 anni.
  10. Gidus

     
    #10
    Veramente indimenticabili i tempi del primo Fable.
    Sicuramente il gioco che ho più atteso in tutta la mia vita. :D

    Ad un analisi lucida rimaneva un ottimo titolo...stroncato da un hype micidiale.
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