Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 64,90
Data di uscita
5/9/2008

Mercenaries 2: Inferno di Fuoco

Mercenaries 2: Inferno di Fuoco Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Pandemic Studios
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
5/9/2008
Data di uscita americana
31/8/2008
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
€ 64,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Mercenaries 2: World in Flames è attualmente in fase di sviluppo su Xbox 360, PlayStation 3, PC e PlayStation 2.

Multiplayer

È prevista una modalità multigiocatore cooperativa per due partecipanti.

Link

Eyes On

Tornano i mercenari!

Pandemic rinnova il suo free-roaming da combattimento.

di Simone Soletta, pubblicato il

Il primo Mercenari: Pagati per Distruggere ci colpì come un diretto al mento durante una visita allo stand di Lucasarts all'E3 del 2004: forte di un ambiente di combattimento particolarmente vasto e liberamente interpretabile dal giocatore, il gioco faceva leva su una valida implementazione del motore fisico Havok per solleticare la nostra voglia di distruggere tutto quello che ci si parava d'innanzi. Tecnicamente valido, considerata la mole di cose che doveva gestire, il gioco si è poi rivelato in sede di recensione meno intrigante di quanto promettesse, incapace di offrire una libertà vera e propria al giocatore che, invece, si trovava comunque di fronte a percorsi preferenziali.
Dopo quel primo esperimento, una genesi un po' confusa e qualche polemica di troppo, il seguito di quel titolo sta per mostrarsi ai nostri occhi all'imminente E3: per ingannare l'attesa, facciamo il punto della situazione.

ANCORA PIÙ GROSSO!

Come dicevamo, le notizie sul gioco sono state un po' confuse, complice la fusione tra Pandemic e Bioware e la mancanza, fino a poco tempo fa, di un publisher. Ora che Electronic Arts ha accolto tra le sue capaci braccia Mercenaries 2: World in Flames, restano ancora gli echi per le polemiche causate dallo sfondo del gioco, ambientato in un Venezuela devastato dalla guerra. A nulla sono valse le proteste dell'organizzazione Venezuela Solidarity, che critica la presenza nel gioco di obiettivi reali (edifici, compagnie petrolifere, situazione politica): Pandemic fino a oggi non ha mostrato l'intenzione di variare alcunché e ha proseguita imperterrita nello sviluppo del gioco, annunciato inizialmente per PlayStation 3 e poi esteso anche a PC, PlayStation 2 e Xbox 360.
Giudicando dalle notizie finora in nostro possesso, si può tranquillamente affermare che Mercenaries 2: World in Flames è costruito sul medesimo canovaccio ludico del suo diretto predecessore: anche in questo caso ci troveremo a impersonare più mercenari (Mattias Nilson, Jennifer Mui e Chris Jacobs) e a risolvere missioni interpretando a nostro piacimento vastissimi campi di battaglia.
Un "more of the same" annunciato, insomma, ma questo non rappresenta per forza di cose un difetto: molto più vasta è la gamma di scelte a nostro vantaggio, visto che – per esempio – potremo ancora una volta appropriarci degli oltre 130 mezzi presenti sul campo (moto e gommoni compresi), ma potremo anche combinarli con dell'esplosivo per creare veri e proprie auto-bomba da lanciare contro il nemico o per aprire varchi attraverso le strutture. Cambia piuttosto il modo con il quale potremo assumere il controllo di uno di questi mezzi: i nostri tentativi di assumere la guida a scapito del pilota originale saranno scanditi da mini-giochi in stile Quick Time Event, e solo risolvendo in modo corretto il rompicapo potremo avere successo.

PERSONALITÀ PERICOLOSE

Lo scopo del gioco, ovviamente, è quello di onorare il contratto stipulato con il "datore di lavoro" del momento. Ancora una volta potremo scegliere a piacimento la fazione da spalleggiare, visto che il mercenario non si nasconde dietro a un ideale, ma cerca solo il profitto. Nonostante l'apparente aridità delle motivazioni dei protagonisti, molto lavoro è stato fatto per renderli più riconoscibili e credibili.
Tutti e tre i personaggi che sono sopravvissuti al lungo lavoro di ideazione e raffinamento (Pandemic inizialmente voleva proporre un solo "eroe", poi ne ha sviluppato fino a cinque per ridurre poi il numero ai tre definitivi), possono contare su un background personalizzato, su abilità particolari e su priorità da seguire. Renderli più umani e credibili è stato difficile, non solo dal punto di vista tecnico: pur richiedendo molto lavoro per la loro creazione "fisica" (fino a 35 giorni-uomo sono stati necessari per modellare e rifinire tutti i dettagli di ognuno dei modelli poligonali), grandi sforzi sono stati posti anche nelle loro storie. Non si può dire, affermano i ragazzi di Pandemic, che i personaggi siano "cambiati" dal primo gioco, semplicemente allora non era stato posto l'accento su dialoghi o su una trama in particolare, e quindi di loro non si sapeva sostanzialmente nulla.
Mercenaries 2: World in Flames, invece, propone vicende molto più sviluppate e profondi, capaci di legare in modo più efficace le varie missioni proposte. La sfida è stata quella di rendere il background credibile pur evitando di creare un gioco lineare; rendere i giocatori consapevoli del proprio ruolo in Mercenaries 2: World in Flames senza per questo dare la sensazione di guidarli lungo un sentiero prestabilito.
Le storie dei personaggi andranno quindi a incastrarsi e a interagire con la trama del gioco: Chris, per esempio, è un ex-marine che dopo aver combattuto in Iraq ha perso completamente fiducia negli ideali in cui credeva, e per questo è diventato un mercenario. Sarà sempre pronto a sottolineare con commenti sprezzanti qualsiasi propaganda o ideale che le varie fazioni in lotta utilizzeranno come scudo morale per le loro azioni sul campo di battaglia venezuelano.

MULTIPLAYER? NON PROPRIO

Mercenaries 2: World in Flames non dovrebbe offrire modalità multigiocatore competitive, perché Pandemic ha pensato piuttosto di realizzare una modalità cooperativa che permetterà a giocatori distanti di vivere in compagnia gli eventi del gioco combattendo fianco a fianco. È una scelta che ci sentiamo di condividere e che speriamo, dopo il successo di Gears of War, di ritrovare in molti giochi futuri. Ovviamente, la bontà del gioco in tutte le sue possibili incarnazioni, multiplayer cooperativo compreso, è ancora tutta da valutare, in special modo dovremo capire se i limiti mostrati dal predecessore sono stati eliminati o se saranno solo la storia e una grafica che si annuncia di grandissimo livello a differenziare le due uscite. L'appuntamento, insomma, è fissato al prossimo E3.