Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 64,90
Data di uscita
5/9/2008

Mercenaries 2: Inferno di Fuoco

Mercenaries 2: Inferno di Fuoco Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Pandemic Studios
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
5/9/2008
Data di uscita americana
31/8/2008
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
€ 64,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

Il gioco è in sviluppo per PC, Xbox 360, PlayStation 2 e PlayStation 3.

Multiplayer

Ancora non abbiamo dettagli approfonditi sulle modalità multiplayer; è invece confermato che la versione Xbox 360 avrà una serie di Achievement personalizzata per ognuno dei tre mercenari proposti. Bisognerà combattere in modo coerente con lo stile e le attitudini di ognuno per poterli sbloccare.

Link

Anteprima

Siamo tutti mercenari...

Abbiamo contribuito a distruggere il mondo creato da Pandemic.

di Simone Soletta, pubblicato il

Nell'affollato stand di Electronic Arts al Barker Hangar dell'E3 2007, proprio nelle vicinanze di quel Crysis che attirava l'attenzione della maggior parte dei convenuti, c'era un gioco che si distingueva per le enormi esplosioni che, senza un attimo di sosta, si succedevano sul grande schermo della postazione.
Stiamo ovviamente parlando di Mercenaries 2: World in Flames, un gioco che davvero non fa difetto al suo sottotitolo. Dopo averne parlato poche settimane fa in sede di anteprima non giocata, abbiamo quindi potuto vedere il gioco da vicino e provarlo sotto lo sguardo attento dei ragazzi di Pandemic Studios. Il risultato? Distruzione totale, ovviamente.

C'È ANCORA TANTO DA DISTRUGGERE...

Ci avviciniamo alla postazione mentre uno degli sviluppatori si diverte, a bordo di un elicottero, a sparare senza sosta missili verso le strutture di una bella cittadina venezuelana. Ben poco ci è stato concesso della trama o della struttura del gioco, la demo in realtà è stata sostanzialmente incentrata sulle possibilità di distruzione che il gioco offrirà, e sulla vastità dello scenario in cui dovremo muoverci.
La mappa sullo schermo, infatti, è quella di una missione già in stato avanzato di completamento: su di essa, i nostri obiettivi (la distruzione di alcune stazioni di trasmissioni, nella fattispecie) erano segnalati da apposite icone e quindi raggiungibili in ogni momento e in qualsivoglia ordine si preferisca. La cosa divertente, però, è che i modi per raggiungerli e distruggerli sono molteplici.
Assunto il controllo del joypad in una situazione di semidistruzione, insomma, abbiamo cominciato a prendere confidenza con il metodo di controllo, abbastanza canonico e caratterizzato da un'inquadratura in terza persona del mercenario al momento posto al nostro diretto comando. Si tratta di Mattias Nilson, un soldato che non va tanto per il sottile e che, armato di lanciarazzi e di mitragliatrice, ci ha permesso di sperimentare le meccaniche basilari del gioco.
Niente di particolarmente innovativo, se non fosse che praticamente ogni struttura presente nella vasta mappa del gioco può essere distrutta a nostro piacimento, azione che – pungolati dai ragazzi di Pandemic – non abbiamo tardato a eseguire.
Palazzi, case, auto militari nemiche, nulla sfugge alle nostre armi, compresi i moltissimi alberi dell'ampia foresta che circonda le case: anch'essi sono pronti a esplodere fragorosamente e a bruciare, mostrando una rappresentazione di fuoco e fiamme davvero convincente nonostante una realizzazione leggermente "cartoon".

A ME UN MEZZO!

Già che c'eravamo, abbiamo provato a raggiungere uno degli obiettivi disponibili. Il trasmettitore più vicino si trovava in posizione difficile da raggiungere a piedi, e ovviamente in un gioco del genere avere pazienza non è strettamente necessario: saltati su una jeep abbiamo cominciato a seguire le strade che uscivano dal paese e a inoltrarci nella foresta, fino a raggiungere, su un cucuzzolo nei dintorni, un'installazione militare.
Qui abbiamo provato a ingaggiare il nemico, una volta scesi dal mezzo (ma si può anche investire i soldati, divertentissimo quando si guida un carro armato!), per scoprire un'IA dei nemici che allo stato attuale non fa proprio gridare al miracolo. Il nostro obiettivo era l'antenna, però, e qui i ragazzi di Pandemic hanno colto l'occasione per introdurci ai diversi tipi di attacchi aerei che avremo a disposizione, soldi permettendo.
Per esempio, potremo richiedere un bombardamento o un attacco missilistico, che ci richiede di "puntare" con un mirino laser il bersaglio da colpire. Meglio farsi da parte, quindi, chiamare l'attacco attraverso un semplice menu e attendere la devastazione. La grande mappa del gioco, comunque, può essere esplorata anche via aria sfruttando un elicottero: è un'altra opzione tra le tante disponibili per raggiungere l'obiettivo, si può "rubarne" uno armato fino ai denti e bombardare di persona il nemico senza richiedere il costoso intervento degli attacchi aerei.

SOLDI! ANCORA SOLDI!

Ovviamente, nella vita di un mercenario il denaro non è certo una componente secondaria, specialmente sul campo di battaglia. È portando a termine le missioni (distruggendo quante più cose possibili sul nostro cammino) che potremo raccoglierne abbastanza per poterci permettere gli armamenti e i mezzi più efficaci, al punto che è possibile "ordinare a domicilio" quello che ci interessa e averlo a stretto giro di posta, a patto ovviamente di poter pagare il dovuto.
Il gioco fa il suo dovere nel proporci occasioni di guadagno: la mappa su cui ci siamo mossi è davvero molto ampia, a conferma dell'intenzione di realizzare nuovamente il gioco sulla falsa riga dei giochi "à la GTA". Non avendo potuto provare qualche missione per intero, non possiamo dire ora se la libertà di scelta che viene fornita è solo apparente o è invece sostanziale, sebbene i ragazzi di Pandemic abbiano puntato molto sul fatto che sarà possibile, se non addirittura necessario, compiere scelte durante la "campagna" che ci porteranno di volta in volta a cambiare fazioni e obiettivi.
Quello che abbiamo avuto davanti agli occhi, comunque, è un gioco d'azione che promette davvero molto, a patto di non ricercare in esso chissà quale messaggio nascosto. Il motore che muove il tutto è davvero efficace nel proporre una grafica colorata e complessa, specialmente dopo le prime devastazioni: il frame rate già oggi sembrava più che solido nonostante i molti eventi presenti in contemporanea sullo schermo e un ambientazione davvero ampia e, per quanto abbiamo potuto vedere, sostanzialmente priva di caricamenti visibili.
Non ci resta che attendere che Pandemic Studios termini il suo lavoro per valutare se il gioco saprà proporre una varietà pari all'impianto tecnico che lo sostiene: tempo ce n'è ancora, anche se c'è il rischio che venga speso divertendosi a sparare in giro per vedere... l'effetto che fa!