Genere
Sparatutto
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
Q1 2013

Metro: Last Light

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Datasheet

Produttore
Deep Silver
Sviluppatore
4A Games
Genere
Sparatutto
Data di uscita
Q1 2013

Lati Negativi

Recensione

Secondo giro in metro

4A Games ci accompagna in un nuovo incubo radioattivo

di Gianluigi Villecco e Marco Locatelli, pubblicato il

Non c’è dubbio che i popoli dell’Europa Orientale abbiano maturato una particolare sensibilità rispetto al tema della minaccia nucleare. Saranno stati i lunghi anni della Guerra Fredda, o il terribile incidente della centrale di Chernobyl, ma la paura dell’atomo si è impressa a fuoco nell’animo di queste genti: un timore sempre vigile e presente che è stato descritto ed esorcizzato tramite ogni forma artistica possibile, passando per il cinema, la letteratura, e di recente anche il videogioco. Già nel 2007, con Stalker: Shadow of Chernobyl, il team ucraino GSC Game World ci ha regalato un memorabile affresco dell’incubo nucleare; successivamente, membri di GSC sono confluiti in 4A Games, hanno stretto una collaborazione con lo scrittore russo Dmitry Glukhovsky, autore della celebre saga di romanzi postapocalittici ambientati nella metropolitana di Mosca, e ne hanno tratto Metro 2033, un FPS dalle tinte horror che nel 2010 ha positivamente colpito pubblico e critica per le sue atmosfere inquietanti e le qualità del motore grafico 4A Engine.

La Mosca di Last Light ricorda uno scenario della Seconda Guerra Mondiale. Con il dettaglio che, invece dei nazisti, avremo a che fare con ogni sorta di orrore radioattivo - Metro: Last Light
La Mosca di Last Light ricorda uno scenario della Seconda Guerra Mondiale. Con il dettaglio che, invece dei nazisti, avremo a che fare con ogni sorta di orrore radioattivo

Dopo circa tre anni di attese e rinvii, derivanti dal fallimento del publisher THQ, è arrivato infine anche Metro Last Light, che sebbene non si ispiri a Metro 2034, secondo romanzo della serie, riparte esattamente un anno dopo la conclusione del primo capitolo videoludico e ne rappresenta il seguito ufficiale. Come e più che nel passato, 4A Games si è posto l’obiettivo di offrire non soltanto un divertente sparatutto in prima persona, ma una vera e propria epopea dell’orrore in solitaria che promette tensione e coinvolgimento: un mix di elementi che, nonostante alcuni difetti, funziona bene e si appresta a causare più di qualche incubo ai giocatori più impressionabili.

ANNO NUOVO, VECCHI NEMICI, STESSO INFERNO
Gli eventi di Last Light si svolgono nel 2034, un anno dopo la conclusione del primo capitolo. L’umanità è ancora alle prese con una serrata lotta per la sopravvivenza negli infiniti tunnel della metropolitana di Mosca, mentre all’esterno la natura sta lentamente riprendendo possesso delle rovine della città. Non è però una rinascita benevola, ma un coacervo di mostruose mutazioni pronte ad assalire chiunque osi uscire alla luce del sole, mentre violenti acquazzoni radioattivi, paludi velenose e una nebbia densa e impenetrabile rendono ogni singolo passo una potenziale minaccia per la propria vita. Il nostro protagonista è sempre Artyom, ora oppresso dai dubbi e dai rimorsi per i terribili eventi da lui causati che hanno portato all’estinzione dei “Tetri”, le misteriose creature nate dall’apocalisse atomica (uno dei due finali possibili in Metro 2033, scelto necessariamente dal team per dare continuità alla storia). Il giovane ma ormai esperto Ranger si ritroverà al centro di un nuovo, terribile conflitto fra le varie fazioni che popolano le città/stazione della metro, una guerra totale che a causa delle ambizioni di pochi, folli individui, minaccia di cancellare quel che resta della civiltà umana, ma che potrebbe anche offrire ad Artyom la possibilità di riparare agli errori del passato e riportare un briciolo di speranza ai tormentati abitanti del sottosuolo. Non volendo anticipare nient’altro della storia, in un gioco che fa della narrazione uno dei suoi punti di forza, ci limiteremo a dire che la sceneggiatura è complessivamente ben scritta e offre interessanti colpi di scena, ma l’inserimento di alcuni elementi un po’ troppo “metafisici” ci è sembrato alle volte non molto chiaro, se non decisamente forzato.

 Gli ambienti esterni mostrano una timida ripresa della vita vegetale, e la luce del sole è sempre un piacere da vedere… - Metro: Last Light
Gli ambienti esterni mostrano una timida ripresa della vita vegetale, e la luce del sole è sempre un piacere da vedere…

Fin dalle battute iniziali, è chiara l’intenzione di 4A Games di offrire un’esperienza che esuli dalla semplice dimensione shooter ma si focalizzi in particolare sull’esperienza visiva e uditiva. Come per il predecessore, Metro Last Light offre il meglio di sé nella continua sensazione di terrore, angoscia e pericolo che pervade il nostro incedere negli oscuri tunnel metropolitani, o tra le rovine ricoperte da arbusti della città morta. Evidenti sono i richiami a un caposaldo del genere come Fallout, nella ricostruzione delle rovine immerse in un grigiore solo attenuato dal verde della vegetazione e dai mucchi di cadaveri sorpresi dalla morte nelle carcasse di auto e bus; In contrasto, quando ci si avventura per i meandri della metro sembra a volte di partecipare a una versione in prima persona di Silent Hill, per le improvvise apparizioni di anime tormentate o per i sussurri che continuamente si percepiscono tutt’intorno. Ad aumentare la sensazione di solitudine e smarrimento contribuisce un’interfaccia di gioco ulteriormente razionalizzata e semplificata, che azzera praticamente le informazioni su schermo integrandole direttamente sul personaggio o nell'ambientazione, non offre nessun tipo di indicazione o consiglio e lascia quindi al giocatore la totale responsabilità delle proprie scelte. In ogni caso, potremo richiamare tramite la pressione di un tasto del pad o della tastiera un pratico menù a scomparsa, che ci permetterà di controllare le nostre scorte o selezionare armi secondarie quali granate, coltelli dal lancio o mine antiuomo.

 Ma basta girarsi intorno per scoprire quante bizzarrie si è lasciato dietro l’olocausto nucleare - Metro: Last Light
Ma basta girarsi intorno per scoprire quante bizzarrie si è lasciato dietro l’olocausto nucleare

Per sopravvivere in questo ambiente ostile, avremo ora a disposizione una dotazione bellica decisamente superiore al passato, più in qualità che in varietà. Pistole di grosso calibro, fucili a pompa, da cecchino e gli immancabili AK-47 ci verranno in soccorso nelle situazioni più difficili, e sebbene siano comunque manufatti realizzati con gli scarti recuperati dalle rovine, possono diventare particolarmente letali grazie a un discreto numero di personalizzazioni disponibili tramite l’utilizzo della valuta corrente del gioco, i proiettili che abbiamo già conosciuto in Metro 2033. Questo particolare tipo di munizioni è estremamente raro e prezioso, e oltre a essere utilizzato come moneta di scambio può essere caricato nelle armi per fornire una notevole potenza di fuoco extra: data la sua scarsità, è però sconsigliabile sprecarlo contro i nemici e utilizzarlo solo per gli approvvigionamenti presso i vari venditori urbani.
Proprio i centri abitati costituiscono l’anima pulsante del gioco, il luogo di ritrovo principale dei pochi sopravvissuti all’olocausto nucleare. È davvero ammirevole l’attenzione riposta dal team di sviluppo nella ricostruzione di un ambiente vivo, pulsante, dove basta indugiare un secondo per cogliere discussioni, momenti di vita familiare, bambini che giocano o assistono a spettacoli di improvvisati giocolieri, il fermento delle aree commerciali o la disperazione di quelli che hanno perso tutto. Nel complesso, l’affresco di un’umanità malconcia ma determinata a non arrendersi è ottimamente riprodotto, e c’è davvero tanto da vedere e da ascoltare se si ha la pazienza di girare per le strade e per i vicoli, compresi alcuni contenuti non proprio adatti a un pubblico di minorenni come uno degli spogliarelli più realistici e “crudi” mai visti in un videogioco. Per quanto vivo, c’è da dire che comunque l’ambiente che ci circonda rimane sempre in qualche modo distaccato, a causa di una fruizione di tipo cinematografico che ci pone più come spettatori che partecipanti attivi, e ci priva di qualsiasi possibilità di interagire con l’ambiente circostante. Inoltre, Metro Last Light rimane un gioco fin troppo lineare, che a dispetto dell’apparente vastità delle aree di superficie guida il giocatore entro percorsi predefiniti e consente ogni tanto un minimo di esplorazione per ottenere risorse, o scoprire l’immancabile oggetto da collezionare. Con queste scelte, 4A Games si è mantenuta nel solco tracciato dal predecessore, e i fan di vecchia data probabilmente si troveranno a loro agio. Ma chi si fosse aspettato da Last Light una maggiore libertà di movimento, o di interazione, potrebbe rimanere piuttosto deluso.


Commenti

  1. tab

     
    #1
    non va
  2. Sidmarko

     
    #2
    Ciao tab, stiamo cercando di risolvere il problema. Stay Tuned! ^^
  3. tonypiz

     
    #3
    Ho uppato il video su YouTube, purtroppo i criceti che si occupano della conversione per il sito devono essere morti.
  4. jinroh

     
    #4
    Bello, bello non vedo l'ora che mi arrivi la prossima settimana!!
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