Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
20/11/2004

Metroid Prime 2: Echoes

Metroid Prime 2: Echoes Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Retro Studios
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Take2 / Halifax
Data di uscita
20/11/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Vasto
  • Tecnicamente ottimo
  • Fascino di Metroid immacolato
  • Grandissimo design delle mappe
  • Finalmente anche multiplayer

Lati Negativi

  • Simile al primo capitolo

Hardware

Per giocare a Metroid Prime 2: Echoes servono una confezione originale del gioco in versione europea, una console Nintendo GameCube PAL, un joypad e una Memory Card compatibili con la console. Per poter sfruttare le modalità multigiocatore è necessario possedere più joypad (fino a un massimo di quattro). Il gioco supporta unicamente la modalità video PAL 60 (verificate che il vostro televisore sia compatibile con essa) funzionante a 60 Hz.

Multiplayer

Metroid Prime 2: Echoes offre due modalità multigiocatori in cui possono combattere fino a quattro giocatori contemporaneamente. Nelle sei mappe a disposizone ci si può sfidare in un classico Deathmatch o nel più originale Bounty Hunter, in cui lo scopo non è uccidere i nemici, ma raccogliere le monete che le varie Samus lasciano cadere quando vengono colpite. In questa modalità lo schermo è diviso e i bonus funzionano in modo diverso rispetto al gioco single player.

Link

Recensione

Metroid Prime 2: Echoes

L'aria era pesante, fin troppo pesante per essere la semplice conseguenza di temperatura e umidità. La sentivo entrarmi nei polmoni e, focolaio di mali maggiori, bruciare come mai avrebbe potuto qualcosa di non tossico. Ma ancora non potevo tornare indietro, avevo fatto una promessa, e nello spazio la parola di un Samus Aran è solida come la roccia.

di Alberto Torgano, pubblicato il

L'acquisizione della nuova armatura inoltre non basta a risollevare la tensione dei viaggi nell'Aether oscuro, perchè è abbinata a una netta diminuzione delle zone franche, davvero ottimale dal punto di vista del divertimento. Il Dark World aggiunge spessore e coinvolgimento anche ai combattimenti: i nemici non riescono infatti entrare nelle zone di luce, ma spesso possono liquefarsi e muoversi in modo imprevedibile, nel tentativo di fare uscire Samus dalle aree protette. Il risultato è entusiasmante, in particolare durante gli scontri con boss e miniboss. Nel Dark World spesso si ha la sensazione di muoversi sott'acqua e l'idea della aree pulite è giocata in modo ottimale, con una serie di "divertissement" che aggiungono interesse anche sulle lunghe distanze.

PIÙ METROID, MENO METROID

Agli appassionati della saga Metroid Prime 2: Echoes piacerà probabilmente più del primo episodio. La difficoltà del gioco è infatti lievemente più alta, inoltre Retro Studios ha inserito una maggiore (se possibile) componente esplorativa libera e più variabili di gioco, tanto da rendere questo secondo capitolo più vicino allo spirito originale della serie. Il giocatore deve ragionare su come proseguire, scovare passaggi nascosti, interagire con lo scenario e confrontare le due dimensioni in modo piuttosto libero, naturalmente senza dimenticare di cercare i numerosi potenziamenti e log nascosti. Gradito ritorno è proprio il visore scan, questa volta lievemente più chiaro da usare (gli oggetti scansionabili sono di più e più facilmente identificabili), e il diario dei log, ora suddiviso in modo più capillare. Molto migliorato è anche l'hint system, che ora potranno tenere attivo anche i giocatori più intransigenti ma timorosi di perdersi nelle sconfinate mappe: i suggerimenti sono di gran lunga meno invadenti (forse fin troppo) rispetto quelli del capitolo precedente, e lasciano ampio spazio all'esplorazione libera.
Accanto a questa maggiore aderenza allo spirito originale della saga Nintendo, Metroid Prime 2: Echoes introduce una serie di interessanti novità "coreografiche" nel suo gioiellino. Al di là delle importantissime differenze di gameplay, il gioco Retro Studios (come annunciato) è forte di una buona componente narrativa e di un discreto numero di cut scene (filmati di intermezzo). In Metroid Prime 2: Echoes Samus ha occasione di parlare con dei personaggi, ha a che fare con marine spaziali e assiste addirittura a dei flashback. Nonostante la maggiore aderenza del gameplay allo spirito originario della saga, alcune componenti "di colore" del gioco sono fondamentalmente differenti; soprattutto nella prima parte di gioco, Samus sembra un po' meno sola del solito.
In sé la storia non è così originale e rimane ancorata al ruolo di "pretesto" per l'azione, però è realmente piacevole per una volta assistere a qualcosa di più dell'atterraggio dell'astronave e di qualche log "morto" a contorno del gioco. Diverso il discorso sulle cut scene: a questo riguardo gli sviluppatori avrebbero potuto osare in qualcosa di più spettacolare, in particolare dopo la lezione di stile di Metal Gear Solid: The Twin Snakes. A filmati perfettamente riusciti ed emozionanti se ne alternano altri un po' troppo legnosi, con un risultato finale buono ma non ottimo come il resto. Complessivamente è però più che riuscito l'obiettivo di aumentare lo spessore narrativo del gioco.

QUATTRO SAMUS PER ME, POSSON BASTARE...

Grande novità di Metroid Prime 2: Echoes è poi la prima modalità multigiocatore della storia della saga! In questo versante Retro Studios ha inserito due tipi di gioco e sei mappe su cui dilettarsi in combattimenti con altri tre amici armati di altrettanti joypad. Dal punto di vista grafico il gioco esce ovviamente ridimensionato nel multiplayer: sia i modelli poligonali delle varie eroine sia gli effetti speciali (primo tra tutti quello deformante legato al Charge Beam) sono stati semplificati e sacrificati sull'altare della fluidità. Il "downgrade" rimane comunque più che accettabile e viene dimenticato dopo pochissimi minuti, alla luce di un gameplay ottimamente calibrato.
Metroid Prime 2: Echoes giocato con degli amici appare molto diverso rispetto al titolo originale e più simile a un classico sparatutto in prima persona. Le varie Samus hanno infatti a disposizione un armamentario base potenziabile con l'acquisizione di nuove armi, limitate nelle munizioni, o di vari bonus, limitati nel tempo. Accanto ai classici Beam, missili e gigabombe, spiccano una serie di poteri mutuati da altri esponenti del genere, come l'invisibilità, l'invulnerabilità, le munizioni infinite e il moltiplicatore di danno, e una manciata di bonus originali, come la Death Ball e l'Hacker Mode, che vogliamo lasciarvi il piacere di scoprire da soli. Un plauso va poi alle mappe, certo non numerosissime ma dal design eccellente: le arene di combattimento create dai Retro Studios sono zeppe di interazione e molto piccole, in modo da non disperdere l'attenzione dei giocatori. Un'ultima nota sulle due modalità inserite nel gioco: Deathmatch e Bounty Hunter. La prima non ha bisogno di spiegazioni, la seconda è invece una più originale modalità in cui lo scopo è raccogliere il maggior numero di gettoni, naturalmente rilasciati dagli avversari colpiti. L'unico neo della modalità multigiocatore è la velocità che, pur essendo più o meno paragonabile a quella del gioco normale, risulta un po' troppo bassa per offrire un'esperienza di gioco pienamente entusiasmante. Con le piccole arene e il basso numero di sfidanti la frenesia diventa una componente essenziale, sfortunatamente non sempre resa in modo adeguato, in particolare nelle sfide a due. In conclusione in Metroid Prime 2: Echoes il multiplayer è chiaramente una modalità accessoria e non una nuova anima di gioco, un graditissimo extra che offre al titolo un'ancora maggiore longevità e nuove possibilità di gioco. Retro Studios ha svolto bene il suo compito, nuovamente sfiorando l'eccellenza grazie ad alcune originali scelte, ma complessivamente la modalità multiplayer rimane una spanna sotto il normale single player.

WELCOME BACK!

In questo periodo le recensioni hanno usato aggettivi ed espressioni superlative per fin troppi giochi, probabilmente tutti più che meritevoli di tante lodi, ma semplicemente usciti per una serie di congiunture fin troppo vicini gli uni agli altri, con il rischio di far suonare ridondanti i complimenti spassionati rivolti ora a questo ora a quel titolo. Eppure è così, PlayStation 2 con Grand Theft Auto: San Andreas, Xbox con Halo 2 e ora GameCube con Metroid Prime 2 rappresentano bene le tre anime del lato adulto del mercato dei videogiochi, tre titoli maturi che, con le dovute differenze di volumi di vendita, di hype e di contenuti, andrebbero presi tutti in considerazione sia dal giocatore occasionale che dall'appassionato.
In questo trittico Metroid Prime 2: Echoes rappresenta forse la scelta più di "stile", non ce ne vogliano i cultori dei brand Rockstar e Bungie, ma il gioco Retro Studios, con alle spalle l'enorme peso della tradizione e della storia Nintendo, con il suo scenario curatissimo e la sua giocabilità particolare, merita di spiccare, accanto al gigante di possibiltà di gioco Rockstar e al colossal Halo 2, per il suo ineguagliabile fascino.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Di lodi ne abbiamo già spese fin troppe nel corpo principale della recensione, che vi invitiamo a leggere fino in fondo. In questo commento non ci resta che soffermarci su quello che il gioco Retro Studios non è: Metroid Prime 2: Echoes non è così impressionante come il suo prequel, valorizzato dal "plus", impossibile da riproporre, della grafica 3D, Metroid Prime 2: Echoes non piacerà ai chi non ha amato il primo episodio, Metroid Prime 2: Echoes non stravolge lo stile di gioco classico della serie (anche se ci prova con risultati più che discreti), Metroid Prime 2: Echoes continua ad avere nella sua originalità un grosso limite al successo "incondizionato". Il rapporto tra Metroid Prime e il suo seguito ci ricorda quello tra The Legend of Zelda: Ocarina of Time e The Legend of Zelda: Majora's Mask, in cui quest'ultimo è inesorabilmente destinato a occupare una posizione di secondo piano perchè manca della novità del 3D. Metroid Prime 2: Echoes in assoluto è più completo del capitolo precedente, riesce a fare ciò che per il primo episodio era impossibile: esplorare in profondità le possibilità di gioco del gameplay tridimensionale, dopo averne raggiunto la completa padronanza. Tuttavia le innovazioni sono e rimangono meno sostanziali, escono sulla distanza dopo una parte iniziale fin troppo in sordina, per esplodere pienamente solo a gioco avanzato. Questo non toglie comunque nulla all'eccezionale design delle mappe e al gameplay calibrato in modo certosino di Metroid Prime 2: Echoes, ma certamente lascerà in molti giocatori, magari desiderosi di un'impossibile rivoluzione, un sapore di deja-vu, soprattutto se non avranno la costanza di avanzare nel gioco. Il limite di questi sequel di fine generazione è di poter solo rimischiare le carte in tavola, realizzando sì prodotti superiori ai predecessori, ma incapaci di riscrivere da capo l'esperienza videoludica. Dal canto loro gli sviluppatori di Retro Studios possono però avere una certezza: essere riusciti a migliorare e ampliare, senza per questo trasformare, ciò che sembrava perfetto e inarrivabile. Anche per questo Metroid Prime 2: Echoes rappresenta una scelta imperdibile per i possessori del Cubo di Nintendo e per tutti gli altri uno dei più validi motivi, insieme al suo predecessore, per accasarsi finalmente un GameCube.