Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
69,99 Euro
Data di uscita
17/3/2003

Metal Gear Solid 2: Substance

Metal Gear Solid 2: Substance Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami Digital Enternainment
Sviluppatore
Konami
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
17/3/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
69,99 Euro

Lati Positivi

  • Tanti extra
  • Grande quantità di VR Missions
  • Colonna sonora stupenda

Lati Negativi

  • Incertezze nel frame rate
  • Nessuna novità degna di nota rispetto alla versione PS2

Hardware

Una confezione originale del gioco e un Xbox PAL con relativo pad è tutto quanto occorre per giocare a Metal Gear Solid 2: Substance.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Lati Negativi

Link

Recensione

Metal Gear Solid 2: Substance

Per una volta, l'entrata in scena di Snake non può dirsi inosservata e silenziosa: l'utenza Xbox ha a lungo atteso un eroe che, sino a qualche tempo fa, pareva indissolubilmente legato al marchio Sony e il leggendario veterano è pronto a entrare in azione anche sulla console di casa Microsoft. Uno sguardo a quello che è stato e a quel che è... nella speranza di quel che sarà.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Con la discesa in campo di Microsoft, l'antico equilibrio del mercato console ha dovuto rivedere alcuni dei propri concetti base e, come conseguenza, alcuni meccanismi economici hanno portato certe software house a rivalutare le rispettive strategie di vendita. Può capitare allora che un determinato titolo, sino a qualche tempo addietro legato in modo indissolubile alla nera console Sony, sia pronto per il grande salto e si trasformi in un redditizio veicolo di guadagno su più piattaforme. Metal Gear Solid 2 non costituisce eccezione e, in una formula che dovrebbe donare più sostanza al parto originale per PlayStation 2, si appresta a bissare la nomea di best seller videoludico, un prodotto capace di piazzare milioni di copie su scala planetaria nonostante gli apprezzamenti, le critiche e i trattati filosofici di cui è stato indefesso protagonista.

FIUMI DI PAROLE

Si è già parlato sin troppo dell'opera di Hideo Kojima, a cui la Pelikan (e industrie affini) dovrebbero ergere un sontuoso monumento, anche solo per la mole d'inchiostro che l'ultimo episodio delle avventure di Snake ha contribuito nel far riversare sulle migliaia di riviste specializzate del pianeta. Fortunatamente, Metal Gear Solid 2: Substance non ambisce a tanta attenzione, mostrandosi essenzialmente come una conversione multipiattaforma, dotata di una cospicua manciata di missioni extra e che farà felice chi non ha apprezzato il rapporto gioco-filmati proposto da Sons of Liberty, drammaticamente sbilanciato verso la seconda voce. Gli insoddisfatti non si facciano però illusioni visto che, Metal Gear Solid 2: Substance, è sostanzialmente lo stesso Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty comparso su PlayStation 2, con pregi e difetti connessi: è lo stesso gameplay compatto, centellinato in ogni sua genialità e in ogni particolare maniacale; è uno stuzzicante processo cerebrale che unisce in pensieri immediati, riflessione ed azione. Ma è anche un incantesimo che viene troppo spesso spezzato da indisponenti intrusioni via codec, pretestuosi filmati di pedante lunghezza, centinaia di dialoghi didascalici e sin troppo ingenui nel loro tentativo di psicanalisi: quello che può essere un virtuosismo di giocabilità è costretto troppo spesso ad assumere un adagio lento e insoddisfacente, sacrificato in favore di un progetto narrativo non sempre chiaro e coerente.

REALTA' VIRTUALE

Le parti migliori della polpa di Metal Gear Solid 2: Substance vanno senz'altro cercate nella sezione extra e nei relativi numeri proposti, primo fra tutti quello costituito dalle cinquecento missioni in Virtual Reality che, come gli appassionati di Snake ben ricorderanno, non sono una novità al capezzale della storica saga: già apparse come data disk al tempo del Metal Gear Solid su PSone, le "VR Missions" altro non sono se non procedure di allenamento che iniziano il giocatore alla sofisticata arte dell'infiltrazione, all'utilizzo delle armi e all'innesco delle bombe in dotazione. Proposte con una veste grafica minimalista, propria delle linee essenziali della realtà virtuale, queste missioni spogliano il gioco di ogni abbellimento visivo e propongono un concentrato dell'azione tipica posseduta dalla creazione di Kojima, presentando al contempo un tasso di sfida che cresce gradualmente d'intensità: in Metal Gear Solid 2: Substance le VR Missions possono essere divise in quattro categorie principali - infiltrazione, armi, prima persona e approccio misto - corrispondenti alle quattro fasi principali di gioco, e variano dalla facilità e dalla brevità delle prime, sino a veri e propri rompicapo tattici cui veniamo sottoposti durante l'incedere delle stesse. Per i più vanitosi è possibile sfoggiare diversi costumi e utilizzare differenti personaggi (Raiden compreso), del tutto simili però in fatto a mosse disponibili.
Oltre alle VR Missions, Konami offre l'opportunità di dilettarci con alcune azioni alternative che, a differenza delle prime, prendono piede nelle locazioni già incontrate durante l'avventura principale: sorprendere nemici al buio o catturare qualche scatto con la nostra macchina fotografica sono solo alcuni degli incarichi che ci vengono impartiti; in generale non sono troppo coinvolgenti, ma che hanno il merito di mettere alla prova le nostre capacità nello strisciare col favore delle ombre.
Al termine di ogni missione, la nostra prova viene catalogata con un piazzamento e un relativo punteggio: in caso di brillante comportamento otterremo anche un codice speciale che, se immesso sul sito ufficiale Konami, ci darà un immediato riscontro della nostra abilità relazionata a quella dei nostri colleghi sparsi per il mondo.
La parte meno convincente è invece data dalle "Snake Tales", spin off all'avventura principale sul quale era lecito nutrire qualche aspettativa maggiore rispetto a quanto poi realmente proposto: nulla di particolarmente nuovo e articolato, ma semplici azioni basate sulla figura di Snake, intenzionalmente trascurato in Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, che vanno a colmare alcuni vuoti narrativi di cui non eravamo al corrente disponendo del solo Raiden. Uno stringato incipit letterario su schermo, nessuna cinematica e assenza di particolari spunti di classe: per quanto a tratti ostiche, queste novelle sembrano quasi improvvisate, oltre a possedere tutti i crismi del classico "contentino", per i fanatici della figura di Snake. Simpatica la variante skateboard, surreale e formalmente inutile nell'economia del titolo ma che riesce, se non altro, a strappare qualche sorriso.

SCATTI NELLA PIOGGIA

Dato il carattere di conversione, l'aspetto grafico di Metal Gear Solid 2: Substance è rimasto del tutto invariato rispetto alla controparte PlayStation 2, cosa che non deve scontentare nessuno visto che, a tutt'oggi, col suo stile freddo ed essenziale il gioco Konami è ancora uno dei titoli visivamente più appaganti in circolazione. Stupisce però la scarsa cura riposta in questa trasposizione per Xbox che, in più di un'occasione, porta il gioco a soffrire di piccole incertezze nel frame rate, non certo drammatiche ai fini dell'esperienza videoludica, ma fastidiose visto il non eccessivo numero di poligoni su schermo. Senza dubbio gradito è invece il supporto del Dolby Digital che valorizza al massimo una delle colonne sonore più epiche e splendidamente cinematografiche che il videogioco abbia sentito negli ultimi anni.
Hideo Kojima ringrazia per l'attenzione rivolta, nel bene e nel male, alla sua creatura e rinnova l'appuntamento per il terzo capitolo.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Con questa conversione per Xbox si chiude il lungo capitolo dedicato al fenomeno Metal Gear Solid 2, una pagina di storia videoludica caratterizzata da forte disparità di pensiero e che questo Metal Gear Solid 2: Substance non può certo appianare. Molti continueranno a considerare il titolo di Kojima come il pioniere di una nascente filosofia del videogioco, un capolavoro del metalinguaggio visivo e un messia ideologico alla cui venuta parte della comunità videoludica non è ancora pronta. Altri ancora continueranno a rimanere del parere opposto e si getteranno con accanimento sulle cinquecento VR Missions in grado, paradossalmente, di offrire una giocabilità più concentrata, meno dispersiva e senz'altro più genuina rispetto all'avventura principale.